2013, il mobile cresce e il fisso stagna secondo AGCOM

Gli italiani amano navigare via smartphone e tablet, KO il vecchio telefono e la rete fissa. Telecom perde quota, Wind e operatori mobile avanzano. La fotografia dell'AGCOM mostra un mercato saturo ma in continuo mutamento

Roma - Addio al telefono fisso in favore dei dispositivi mobili, in crescita gli operatori virtuali e Wind, in discesa le azioni di Telecom, notte fonda per gli SMS condannati dal trionfo delle applicazioni di messaggistica. Questa la fotografia scattata dall'AGCOM nell'ultima analisi trimestrale che dà conto della situazione del Belpaese tra gennaio e settembre 2013.

Uno dei dati più significativi, che non è però una novità, è la riduzione degli accessi complessivi alla rete fissa che segna un passivo di 570mila linee anno su anno. A perdere terreno è soprattutto Telecom, che fa segnare una perdita pari quasi al 2 per cento attestandosi al 63,4, con Fastweb che guadagna l'1,3 per cento nel corso degli ultimi dodici mesi confermando il trend positivo. Meno voluminosa ma pur sempre in crescita la parabola di Tiscali, che registra un +0,3 per cento.

Telecom perde quota anche negli accessi alla banda larga (-2 per cento), segmento che nel complesso è in ascesa con 250mila unità in più, anche se si riscontra una leggera flessione (tremila accessi in meno) rispetto allo scorso giugno. Segno positivo anche in questo caso per Fastweb (+1,3) e degli operatori WiMax che hanno toccato i 270mila accessi (+0,9) pareggiando il conto con gli accessi in fibra: leader del segmento wireless non 3G sono Linkem e Aria. Vodafone e Wind si mantengono stabili.
A giovarsi del cambio di abitudini che portano all'abbandono della linea fissa e all'impennata della rete dati su smartphone e tablet è proprio Wind, l'unica a crescere in maniera rilevante nell'ultimo anno (+1,1 per cento) grazie a tariffe particolarmente aggressive che premiano, in misura minore, pure H3G (+0,2). Scendono inevitabilmente perciò sia Telecom che Vodafone, in calo nell'ordine dello 0,5 e 0,7, che devono fronteggiare il buon andamento degli operatori virtuali, forti di una quota del 5,4% e di oltre 5,2 milioni di SIM attive. Netto e costante il dominio nel segmento di Poste Mobile (52,4 per cento la sua quota), anche se il dato è in discesa di quasi il 5 per cento a tutto vantaggio di Fastweb e Bip Mobile.

Interessante notare che nel complesso il numero di SIM resta stabile da quasi due anni, anche se le dinamiche all'interno fanno registrare un fragoroso calo delle schede dedicate al traffico voce (-7,5 milioni), sostituite dalle SIM dati in crescita di 1,4 milioni. Numeri che riflettono il trend del momento, ovvero la costante e continua crescita del traffico dati, che negli ultimi novi mesi fa segnare un balzo del 34,6 per cento. A trainare il carro ci sono, ovviamente, i vari servizi di messaggistica (Whatsapp, WeChat, Line solo per citare i più popolari), che dopo i giovanissimi hanno fatto breccia anche tra gli over 35, conquistati dall'istantaneità dei messaggi audio-video-testuali di applicazioni facili da utilizzare e soprattutto gratuite. A pagare dazio sono, quindi, gli SMS, che segnano un pesante -15 per cento rispetto al settembre 2012, mentre sale del 7,7 il traffico telefonico che nei primi nove mesi dell'anno sfiora i 112 miliardi di minuti.

Alessio Caprodossi
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