Musica/Il formato audio col lucchetto

Dall'MPEG arriva un nuovo formato audio sicuro, l'MPEG-2 AAC, che in teoria dovrebbe arrivare a rimpiazzare l'MP3, rispetto al quale può vantare una maggiore compressione e protezioni anti-copia

L'avvento di Internet ha portato alla possibilità di distribuire, in modo facile e veloce, copie digitali di prodotti dell'intelletto come musica, film, libri, immagini, ecc. Con l'arrivo del formato audio MP3, poi, questa tendenza ha subito, nel campo della musica, un'accelerazione davvero incredibile.

Come ben sappiamo Internet ai suoi albori non è stata tenuta molto in considerazione dai grandi colossi musicali come EMI, Sony Music o A&R tanto per citarne qualcuno, in quanto non era prevedibile uno sviluppo così veloce della rete e della sua potenza in fatto di larghezza di banda (conosciamo la notevole importanza di tale elemento nella rete).

Ben presto, però, siamo stati spettatori (e forse non solo spettatori!) di un evento senza precedenti nella storia della pirateria in generale, ovvero la diffusione a larghissima scala e senza controllo di una grossa quantità di materiale protetto da copyright, scaricabile con un semplice click ed in pochi minuti.
I maggiori beneficiari sono stati indubbiamente i gruppi e le etichette indipendenti, che hanno trovato nella rete uno strumento ideale per ovviare alle innumerevoli difficoltà di emergere causate dal monopolio delle grosse case discografiche, in quanto possono tuttora sviluppare e gestire un sito web (ricordiamo che già nel 1999, tra i maggiori sostenitori della nuova tecnologia MP3 potevamo trovare gruppi rap come i Public Enemy, rock come Billy Idol per non dimenticare un grosso nome nel panorama musicale innovativo come David Bowie) commercializzando i loro prodotti musicali più o meno liberamente, a volte adottando la filosofia di distribuzione gratuita.

Ora, a gran voce, le major rivendicano il diritto di proteggere i loro prodotti elettronici e tradizionali con lo sviluppo di tecnologie atte a bloccare questa "falla" che sta causando perdite economiche anche ingenti.

Ecco allora che nel panorama della compressione audio e video fa capolino un nuovo formato di distribuzione, l'MPEG-2 AAC dove le tre lettere finali stanno per Advanced Audio Coding.
Sarà la cura al nuovo "male"?