Display/DVI, l'interfaccia video digitale

Tra poco potremo dare l'addio alla vecchia connessione video VGA e dare invece il benvenuto al nuovo standard digitale, il DVI, pronto a lanciare i monitor di nuova generazione

Era il 1987 quando IBM introdusse lo standard grafico Video Graphic Array (VGA), una tecnologia che ancor oggi fa colloquiare fra loro i monitor e le schede video dei nostri PC. Da allora i tentativi di apportare migliorie ad un'interfaccia ormai logora si sono materializzati nei due progetti di VESA (Video Electronics Standard Association) Plug and Display (P&D) e DPF (Digital Flat Port), entrambi ricevendo però assai poca attenzione dal mercato.

Al crescere delle risoluzioni video, della profondità di colore e della qualità e tecnologia dei monitor odierni, era ormai improponibile pensare di tirare avanti ancora a lungo con una connessione studiata per le schede grafiche ed i monitor di 13 anni fa, tempi in cui risoluzioni di 1024x768 sembravano fantascienza e 256 colori erano considerati una gioia per gli occhi.

Ecco così, verso la fine del 1998, formarsi il Digital Display Working Group (DDWG), un consorzio promosso da IBM, HP, Intel, Nec, Compaq, Fujitsu e Silicon Image. Il poderoso gruppo, a cui poi in seguito si sono aggiunti moltissimi altri nomi di spicco, nell'aprile del 1999 ha formalizzato le specifiche della Digital Visual Interface (DVI), un nuovo standard per il trattamento dei segnali video in digitale che si propone di eliminare le limitazioni dell'ormai obsoleta connessione analogica VGA ed introdurre tutte le migliorie di una connessione digitale.
Ma quali sono i difetti dello standard VGA? Innanzitutto le distorsioni dell'immagine: la trasmissione analogica dei dati è molto più sensibile alle interferenze elettromagnetiche, sia esternamente che internamente al cavo; la conversione da digitale ad analogico che avviene all'interno delle schede grafiche, poi, contribuisce a "contaminare" l'immagine e comprometterne la fedeltà. In una connessione VGA è poi assai arduo trovare una perfetta uniformità nei livelli e nei voltaggi RGB, un fattore basilare per raggiungere quella fedeltà cromatica con le sorgenti di acquisizione video necessaria al mercato professionale.

Come si può leggere dal documento delle specifiche del DVI 1.0 rilasciate dal DDWG, lo scopo di questa tecnologia è quella di offrire un'interfaccia digitale fra personal computer e display, siano essi di tipo analogico o digitale. Naturalmente i maggiori vantaggi si hanno con l'adozione di display digitali, come quelli LCD, oggi limitati dallo standard VGA: un monitor a cristalli liquidi, infatti, internamente funziona in digitale, ma dato che il segnale proveniente dalla scheda grafica è analogico, il monitor dovrà preoccuparsi di ritrasformare tale segnale in digitale prima di poterlo rappresentare su schermo. Qualche beneficio lo si ottiene comunque anche con i tradizionali monitor analogici: in questo caso, infatti, il vantaggio consiste nel fatto che la conversione in analogico del segnale può avvenire direttamente all'interno del monitor, portando ad una migliore qualità dell'immagine e all'eliminazione di quella circuiteria prima indispensabile per la compatibilità con le innumerevoli combinazioni di risoluzioni e frequenze di refresh adottate dalle varie schede grafiche sul mercato.

Come del resto tutte le tecnologie che nascono in ambito PC, anche il DVI non poteva svincolarsi dall'essere una tecnologia economica: in effetti in ambiti professionali esistono anche altre connessioni di tipo digitale utilizzate da anni, ma nessuna si presta, sia in termini di costo che di scalabilità, ad essere trasportata in ambito PC.

Il DVI è uno standard adatto a tutto il mondo dei PC, dalle workstation grafiche passando ai desktop e finendo ai laptop. Questa tecnologia ha ereditato non soltanto le idee sviluppate da altri progetti precedenti, come i prima citati P&P e DFP, ma anche tutte le esigenze che il mondo dei produttori di periferiche grafiche ha espresso in questi anni.

Una piccola nota: fate attenzione a discriminare fra Digital Visual Interface e Digital Video Interactive: l'acronimo è lo stesso, ma nel secondo caso ci si riferisce ad una tecnica di compressione per il video digitale sviluppata da Intel che qui risulta completamente estranea all'argomento dell'articolo.
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