Claudio Tamburrino

USA, class action contro il cartello del lavoro

60mila lavoratori contro le grandi aziende della Silicon Valley, accusate di tenere artificiosamente bassi i salari dei loro dipendenti

Roma - I lavoratori della Silicon Valley hanno avuto il via libera per portare avanti la causa nei confronti di diverse aziende ITC, accusate di costituire un cartello per controllare gli stipendi, ottenendo lo status di class action.

Si tratta di un caso che ha origine nel 2011, quando cinque programmatori hanno accusato Apple, Google, Adobe Systems, Intel e altre aziende di aver costituito "una rete di accordi diretti ad eliminare la competizione tra loro per i lavoratori qualificati".

I lavoratori, cresciuti nel frattempo fino a 60mila, si sono battuti strenuamente.
Riconosciuto dal giudice Lucy Koh (lo stesso del caso Apple-Samsung) che vi sono sufficienti indizi per proseguire il processo, e respinta la richiesta di archiviazione della difesa, i lavoratori stavano cercando di ottenere lo status di class action: a riconoscerglielo è stata infine la Corte d'appello del nono circuito federale.
Le aziende rischiano di dover pagare danni superiori ai 9 miliardi di dollari per la violazione dello Sherman Act e del Clayton Act, dispositivi normativi antitrust degli Stati Uniti.

Claudio Tamburrino
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