Mauro Vecchio

Facebook e le calde discussioni in blu

Il social network californiano lancia i suoi trending topic sulla scia di Twitter, per rincorrere le conversazioni pubbliche più popolari. Ma l'hashtag non verrà utilizzato

Roma - Annunciati nella scorsa estate, i cosiddetti trending topics entreranno ufficialmente nei flussi di notizie su milioni di bacheche in blu, ultimo ritocco apportato dal gigante Facebook nella marcia di avvicinamento al rivale Twitter. Dopo il lancio degli hashtag, il social network di Menlo Park organizzerà le discussioni più popolari in un box in alto a destra sugli schermi desktop dei suoi utenti/amici.

Una lista di argomenti chiamata semplicemente Trending, che raccoglierà - senza utilizzare l'hashtag - le discussioni pubbliche più popolari e di particolare interesse per gli iscritti. Dai migliori momenti della premiazione dei Golden Globe cinematografici al tanto agognato Pallone d'Oro per l'attaccante portoghese Cristiano Ronaldo. Per il momento, Facebook lancerà la nuova funzione sulle piattaforme di Stati Uniti, Canada, Regno Unito, India e Australia.

Trending rappresenta una delle più grandi ambizioni di Facebook, alla ricerca della strategia perfetta per abbandonare la natura privata delle discussioni online. Al contrario di Twitter, divenuto nel tempo uno snodo fondamentale per seguire i grandi eventi planetari - dalla morte di Nelson Mandela alle elezioni presidenziali USA - Facebook non è ancora riuscito a svincolarsi dalle singole reti di discussione tra gruppi di amici.
Gli stessi ingegneri dell'azienda di Menlo Park hanno sottolineato come gli hashtag di Twitter siano spesso troppo criptici per comprendere il flusso della discussione online. La nuova feature in blu - che arriverà anche in Italia in un secondo momento - presenterà agli utenti un mini-gruppo di tre argomenti caldi, selezionati in base agli interessi personali o al livello di coinvolgimento dell'utente stesso con il topic in questione. Chiaramente, Facebook avrà una marcia in più con il suo tesoro di informazioni sui like e gli interessi, mentre le discussioni pubbliche faranno venire gli occhi lucidi agli advertiser di tutto il mondo.

Mauro Vecchio
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