Claudio Tamburrino

Microsoft, visibilità per un pugno di dollari

Redmond sotto accusa per una strategia di marketing volta a promuovere Xbox One su YouTube: premiati coloro che ne parlano, impossibile parlarne male

Roma - A quanto pare Microsoft avrebbe avviato una collaborazione con Machinima, network su YouTube specializzato in videogame, per far parlare di Xbox One: attraverso un accordo segreto che sembra decisamente aver superato i confini del marketing aggressivo, per sconfinare nelle terre pericolose della pubblicità occulta.

Ai suoi partner, il sito che si autodefinisce "la rete di video dominante per quanto riguarda i ragazzi di tutto il mondo" e che mensilmente ottiene sul Tubo più di 2,4 miliardi di visualizzazioni e 200 milioni di visitatori unici, avrebbe offerto 3 dollari per ogni mille visualizzazioni di video con contenuti Xbox One (si parla poi di un ulteriore dollaro per ogni mille visualizzazione per i video "che promuovono Xbox One e i suoi giochi"): per ottenere l'incentivo, un autore deve semplicemente incorporare almeno 30 secondi di gioco o di ripresa di un qualsiasi gioco della console di Microsoft, nominarla esplicitamente e taggare il video con "XB1M13".

Una veloce ricerca sul Tubo mostra come a questa chiave di ricerca corrispondano più di 6.500 risultati: solo una piccola percentuale di questi (poche centinaia) è riconducibile a Machinima.
Quello del marketing basato sul passaparola è un campo difficile da delineare, essendo molto legato al confine tra le nuove forme pubblicitarie e il commento influenzato da fattori esterni: per esempio se l'intervento di Redmond fosse stato esplicito, allora il tutto non sarebbe altro che una delle campagne promozionali scelte da Microsoft per aumentare la visibilità della sua console, oltretutto costatagli relativamente poco, avendo messo a disposizione massimo il budget per 1,25 milioni di visualizzazioni.

In passato, tuttavia, tale pratica è già costata una multa da 250mila dollari a Samsung, colta in fallo dall'antitrust taiwanese che l'ha condannata con l'accusa di aver pagato un'agenzia che attraverso la retribuzione di studenti locali avrebbe invaso la Rete di commenti denigratori su diversi dispositivi HTC. Anche nel caso di Microsoft, pur non entrando nella fattispecie della denigrazione dei prodotti avversari, la trasparenza sembra mancare: secondo l'accordo che sta circolando online e che sembra quello sottoposto ai partner di Machinima per partecipare al programma, nei video non ci potevano essere riferimenti negativi nei confronti di Machinima, Xbox One o qualcuno dei suoi giochi e gli autori avrebbero dovuto tenere segreta la natura della sponsorizzazione.

Insomma, Redmond secondo gli osservatori si sarebbe spinta decisamente oltre, tanto da rischiare di attirare l'attenzione anche della Federal Trade Commission (FTC), che ha una serie di linee guida in materia di pubblicità mediata dalla Rete.

Claudio Tamburrino
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