Alfonso Maruccia

La sonda Rosetta riparte a caccia di comete

La missione ha rispettato i piani di volo e si è ridestata dal sonno inteplanetario in cui ha passato gli ultimi anni. Una volta completate le verifiche degli strumenti, farà rotta per intercettare la cometa Churyumov-Gerasimenko

Roma - La sonda Rosetta si è svegliata dallo stato di ibernazione in cui ha passato gli ultimi 957 giorni, e ora la missione procederà verso il suo obiettivo finale, la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, una volta verificato lo stato di integrità di tutti gli strumenti scientifici presenti a bordo. Il 20 gennaio era il giorno fissato per la "sveglia", e puntualmente nelle scorse ore la sonda ha inviato la sua prima comunicazione verso la Terra (attraverso le immense parabole riceventi del Deep Space Network di NASA fino al centro delle operazioni di ESA in quel di Darmstadt, in Germania) dopo 31 mesi di volo nel sistema solare.

Frutto di una partnership internazionale guidata dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e forte del supporto di NASA, Rosetta si compone di un modulo orbitante - che accompagnerà il volo della cometa una volta arrivata a destinazione - e un lander destinato ad atterrare sul corpo ghiacciato della 67P/Churyumov-Gerasimenko per studiarne le caratteristiche chimico-fisiche.


Rosetta è una missione che parla italiano in molte delle sue delicate componenti, basti pensare allo spettrometro Virtis (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer) creato dalla planetologa Angioletta Coradini defunta nel 2011, al trapano che verrà usato per bucare la superficie della cometa e al ruolo svolto da Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) nell'assemblaggio e nella costruzione della sonda.
Di "traguardo importante per l'Italia" parla appunto Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che sottolinea come finora Rosetta abbia "affrontato una missione complessa, ma tutto sommato normale". "Da questo momento in poi" ha continuato Flamini "entriamo in territori sconosciuti". La speranza è che la fase di risveglio proceda come previsto e che tutti gli strumenti risultino ancora pienamente operativi per la fase finale della missione.

Alfonso Maruccia
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