Alfonso Maruccia

La Germania è un paese per cracker

Le autorità mettono in guardia i cittadini sulla proliferazione di una rete malevola che ha già accalappiato decine di milioni di account online. Ma la sicurezza è un dramma ovunque, in Germania, negli States, come nel resto del mondo

Roma - Dall'Ufficio Federale per la Sicurezza Informatica tedesco (Bundesamt für Sicherheit in der Informationstechnik o BSI, in lingua originale) arriva l'allerta sulle attività nefaste di una botnet ruba-informazioni, una rete malevola che ha già raccolto dati relativi agli account di 16 milioni di utenti.

Le autorità teutoniche hanno monitorato (assieme alle forze dell'ordine e agli esperti di sicurezza) i PC infetti dalla botnet scoprendo il furto di un ingente quantità di credenziali di accesso per siti web, social network e altre tipologie di portali telematici, furto avvenuto tramite il malware installato direttamente dalla botnet o con l'invio di email truffaldine verso altri sistemi non facenti parte del network malevolo.

Gli uffici del BSI hanno approntato una pagina web (in lingua tedesca) affinché gli utenti possano verificare la loro eventuale presenza all'interno del database degli account trafugati, mentre per quanto riguarda i dettagli sulla botnet (inclusa la famiglia del malware che l'ha generata) nulla è ancora dato sapere.
I rischi connessi all'uso della Rete si fanno sempre più allarmanti, al di qua e al di là dell'Atlantico: la già problematica iniziativa Healthcare.gov promossa da Barack Obama si fa ancora più accidentata dopo la scoperta di una falla da parte di un ricercatore, un problema al codice che permette di individuare gli account di 70mila utenti registrati (nomi, indirizzi e altro) con una semplice ricerca mirata su Google.

Stando così le cose, Healthcare.gov è meno sicuro della metà di tutti i siti Internet in circolazione. Una benedizione dal punto di vista dei cracker, di gruppi organizzati e di membri dell'intelligence, che non a caso sono più attivi che mai secondo un nuovo rapporto CrowdStrike: non è solo la NSA che spia l'interno universo, sostiene la società californiana, ma sono tutti che spiano tutti, tra hacker russi che attaccano europei, americani e mediorientali, nordcoreani che attaccano sudcoreani, cinesi che attaccano i quotidiani statunitensi e guastatori siriani che attaccano le corporation a stelle e strisce.

Alfonso Maruccia
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