La guerra dei bus infiamma San Francisco

Le navette aziendali di Google, Apple, Facebook pagheranno per approfittare delle fermate. I residenti della Baia però non fermano le proteste e puntano un ingegnere di Big G

Roma - Acque sempre più agitate sulla baia di San Francisco, dove non si placano le proteste dei residenti contro l'operato di Google, Apple, Facebook e tutte le altre grandi aziende hi-tech che hanno sede nella zona. Al centro della contesa resta l'altissima presenza di dirigenti, ingegneri e tecnici che, forti di stipendi a sei zeri, possono permettersi l'acquisto o l'affitto di lussuose proprietà, incrementando in tal modo il costo delle stesse e quello della vita quotidiana a danno dei residenti storici.



Negli ultimi mesi sono montate le proteste che, pur se avviate nel 2008, hanno ora toccato l'apice con i manifestanti pronti a tutto pur di difendere la zona e tornare alle vecchie abitudini. Il primo risultato tangibile è stato ottenuto ieri, con la San Francisco Municipal Transportation Agency che ha approvato una proposta secondo cui le navette dei gruppi hi-tech pagheranno per offrire il trasporto. Una svolta rilevante, doverosa, dopo la complessa convivenza tra i bus cittadini e quelli delle aziende riservati ai propri dipendenti, colpevoli di sfruttare le circa duecento fermate cittadine costringendo i mezzi municipali a continui ritardi senza sborsare neppure un dollaro.

Votato all'unanimità, il programma pilota partirà il prossimo luglio e prevede che le società pagheranno un dollaro per ogni fermata che fanno. Dovrebbe garantire alla città di San Francisco un gettito di 1,5 milioni di dollari nell'arco di diciotto mesi e, soprattutto, ridurre la tensione tra le parti. Obiettivo piuttosto difficile, soprattutto perché per molti residenti la lotta dei bus rappresenta una guerra di classe tra onesti e furbetti, anche se non tutti i dipendenti delle principali compagnie godono degli stessi vantaggi. Un gruppo di Googler (che non utilizzano le navette) hanno sollecitato e accolto con favore il nuovo piano, come raccomandato dalla Grande G.
L'auspicio del comune di bloccare le proteste con il piano sono svanite nella stessa giornata di voto quando, prima di occupare una navetta di Google, il gruppo di manifestanti Counterforce si è presentato davanti alla casa di Anthony Lewandowski, uno dei padri dell'auto senza guidatore di Big G (che usa ogni giorno per recarsi a Mountain View), nonché tra i massimi esponenti del laboratorio Google X. L'ingegnere è ritenuto uno dei principali rappresentanti della futura società profetizzata da Google, accusata di sviluppare sistemi per favorire la sorveglianza e il controllo delle persone. Pur se priva di violenza (fisica), la scelta dei manifestanti è stata contestata dalla comunità di Berkeley, con il consigliere comunale Gordon Wozniak che si è detto preoccupato per l'escalation delle proteste che, a prescindere dagli obiettivi delle società, non devono prendere di mira i singoli dipendenti. Chissà che dopo il catamarano, Google non escogiti qualche altra illuminante idea per portare in ufficio i suoi dipendenti e allentare le preoccupazioni dei residenti della Baia.

Alessio Caprodossi
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23 Commenti alla Notizia La guerra dei bus infiamma San Francisco
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  • Leggendo l'articolo originale, ci sono cittadini di SF che pretenderebbero che gli utenti delle navette aziendali pagassero alla città l'equivalente di quello che un cittadino paga per utilizzare gli autobus pubblici, invece del dollaro a fermata per l'occupazione del suolo pubblico.
    Ma che ragionamento è!? L'azienda, che sia Google, Apple o qualcun altro, paga le navette, paga la benzina e tutto il resto di tasca propria. Gli autobus pubblici sono invece a carico della comunità, a me sembra una differenza non da poco. Stringi stringi, mi sembra che il tutto si riduca a INVIDIA nei confronti di chi svolge lavori considerati privilegiati. Ma dai? Vuoi dire che non è una malattia tutta italiana (quando leggo che c'è chi gode per le tasse sulla prima casa perché chi se l'è comprata con decenni di sacrifici è un "privilegiato" e "può permettersi di pagarle", mi sembra esattamente lo stesso principio)!
    Gemellaggio con San Francisco. Subito! A bocca aperta
    Izio01
    4027
  • > Leggendo l'articolo originale, ci sono cittadini
    > di SF che pretenderebbero che gli utenti delle
    > navette aziendali pagassero alla città
    > l'equivalente di quello che un cittadino paga per
    > utilizzare gli autobus pubblici, invece del
    > dollaro a fermata per l'occupazione del suolo
    > pubblico.
    > Ma che ragionamento è!? L'azienda, che sia
    > Google, Apple o qualcun altro, paga le navette,
    > paga la benzina e tutto il resto di tasca
    > propria. Gli autobus pubblici sono invece a
    > carico della comunità, a me sembra una differenza
    > non da poco.

    Mah, se davvero gli autobus privati sono così numerosi da causare rallentamenti alla circolazione dei bus di linea, se lo possono provare, non è così peregrino che le società paghino un rimborso alla società di autobus pubblici. Anche perché il Comune di San Francisco è sovrano: come in alcuni Comuni italiani hanno proibito la circolazione dei SUV nel centro così possono proibire la circolazione di questi pachidermi a San Francisco. Forse a questo punto a loro conviene pagare.

    Un compromesso intelligente sarebbe prevedere le corsie riservate ad autobus e tassì, e solo a loro; ma sai bene che non sempre è possibile, dipende dall'ampiezza delle strade.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > Leggendo l'articolo originale, ci sono
    > cittadini
    > > di SF che pretenderebbero che gli utenti
    > delle
    > > navette aziendali pagassero alla città
    > > l'equivalente di quello che un cittadino
    > paga
    > per
    > > utilizzare gli autobus pubblici, invece del
    > > dollaro a fermata per l'occupazione del suolo
    > > pubblico.
    > > Ma che ragionamento è!? L'azienda, che sia
    > > Google, Apple o qualcun altro, paga le
    > navette,
    > > paga la benzina e tutto il resto di tasca
    > > propria. Gli autobus pubblici sono invece a
    > > carico della comunità, a me sembra una
    > differenza
    > > non da poco.
    >
    > Mah, se davvero gli autobus privati sono così
    > numerosi da causare rallentamenti alla
    > circolazione dei bus di linea, se lo possono
    > provare, non è così peregrino che le società
    > paghino un rimborso alla società di autobus
    > pubblici. Anche perché il Comune di San Francisco
    > è sovrano: come in alcuni Comuni italiani hanno
    > proibito la circolazione dei SUV nel centro così
    > possono proibire la circolazione di questi
    > pachidermi a San Francisco. Forse a questo punto
    > a loro conviene pagare.
    >

    Sì, in quest'ottica la cosa può avere un senso. Quello che critico io è chi pretende di far pagare l'equivalente di un biglietto per passeggero invece del dollaro a fermata, come se un bus privato e uno pubblico si equivalessero come provenienza dei fondi.
    Leggendo poi l'articolo su The Verge e i relativi commenti, emerge che non sono solo i bus delle corporation, ad usare le fermate in assenza di un permesso specifico: ci sono navette di scuole, università, società turistiche ed altro. Questi altri soggetti continueranno a non pagare.
    Infine, certo SF non potrebbe certo vietare agli yuppie l'utilizzo delle auto private. Se dovessero vietare le navette, che sono molto più efficienti e meno inquinanti, il traffico ne risentirebbe in negativo, non certo in positivo.
    Leggendo i commenti di alcuni residenti, ho capito che anche loro se ne rendono conto, e ho anche capito che non si tratta di semplice invidia. Il loro rancore è umano e comprensibile, visto che finiranno per doversi trasferire in zone meno costose pur avendo vissuto, magari a lungo, a SF: è una città che sta diventando riservata ai soli ricchi. E' però secondo me stupido prendersela con gli autobus o con i dipendenti delle grandi aziende. Se le navette fossero davvero così tante da rallentare il traffico e venissero soppresse, questi si troverebbero mediamente - quante? Facciamo venti? - auto private al posto di ogni navetta, e gli affitti non si abbasserebbero di un singolo dollaro.

    > Un compromesso intelligente sarebbe prevedere le
    > corsie riservate ad autobus e tassì, e solo a
    > loro; ma sai bene che non sempre è possibile,
    > dipende dall'ampiezza delle strade.

    Credo che in questo caso i bus siano solo il sintomo di un bubbone molto diverso e più profondo.
    Izio01
    4027
  • Ma queste aziende perché non finanziano il trasporto pubblico invece di fare i loro bus ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: uTonto
    > Ma queste aziende perché non finanziano il
    > trasporto pubblico invece di fare i loro bus?

    Non lavorando, ahimé, per aziende di quel calibro, posso fare solo supposizioni, ma mi sembra abbastanza ovvio. I benefici che un'azienda offre ai dipendenti sono in un certo senso parte dello stipendio: chi accetta di lavorare per X valuta l'uno e gli altri.
    Se il servizio che mi offri è una navetta confortevole che mi porta a destinazione in tempo utile e senza cambi, questo beneficio ha un certo valore. Se invece MI DEVO PAGARE IO i mezzi pubblici e prendere la 181 fino a Piazzale Coda, poi il superaffollato 65 fino a Viale Dimenticanze, poi fare 2 km a piedi e infine prendere il treno per arrivare a destinazione (si parla di aziende che sono a 30-40 minuti da SF, secondo quanto dicono i commentatori del Verge), questo non è un beneficio, te lo puoi tenere - e di conseguenza mi devi dare di più di stipendio.
    Che le aziende contribuiscano occasionalmente al benessere delle comunità locali è una pratica volta a migliorarne l'immagine, certo non la loro missione aziendale. Le navette sono un plus per i dipendenti, non per il Pinco Pallino qualunque. Google non ha più obblighi in questo senso di quanti ne abbia tu a comprare una punto classe '96 di terza mano anziché un'utilitaria nuova e donare la differenza alla tua azienda locale dei trasporti pubblici.Sorride
    Izio01
    4027
  • - Scritto da: Izio01
    > Le navette sono un plus per i
    > dipendenti, non per il Pinco Pallino qualunque.

    Questo e' vero in teoria.
    In pratica non c'e' nessun personale preposto a verificare che chi prende la navetta ha il diritto di farlo.

    Io stesso ho approfittato piu' volte delle navette di centri commerciali per scroccare un passaggio, dovendo andare nelle vicinanze.

    Quindi e' un bene che ci siano queste navette.
  • Potrebbe essere prevista l'esibizione del badge aziendale,questo renderebbe più difficoltoso l'uso a scrocco
    non+autenticato
  • - Scritto da: Papple
    > Potrebbe essere prevista l'esibizione del badge
    > aziendale,questo renderebbe più difficoltoso
    > l'uso a
    > scrocco

    Certo che potrebbe, ma a quale controllore?
    E che poteri avrebbe questo controllore?

    L'azienda paga l'autista, il quale non e' un pubblico ufficiale.
    E comunque quando gli faccio vedere la tessera della coop invece che un badge, che cosa fa? Mi fa scendere?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Papple
    > > Potrebbe essere prevista l'esibizione del
    > badge
    > > aziendale,questo renderebbe più difficoltoso
    > > l'uso a
    > > scrocco

    > Certo che potrebbe, ma a quale controllore?

    l'autista stesso può svolgere la funzione

    > E che poteri avrebbe questo controllore?

    quello di farti scendere da una proprietà privata

    > L'azienda paga l'autista, il quale non e' un
    > pubblico ufficiale.

    l'azienda paga anche il mezzo per cui ha il diritto di far salire solo chi decide lei

    > E comunque quando gli faccio vedere la tessera
    > della coop invece che un badge, che cosa fa? Mi
    > fa scendere?

    si e se non lo fai può chiamare anche la polizia.

    Ti sfugge il concetto che il bus è comunque una proprietà privata e tu non hai nessun diritto di usufruire del servizio, se questo non ti viene concesso, l'autista in quanto dipendente della ditta la rappresenta per cui è autorizzato e obbligato a far rispettare le disposizioni che la ditta ha stabilito per l'accesso ai suoi mezzi, se non lo facesse ne risponderebbe in prima persona.
    Mi occupo di sicurezza e fidati i mezzi ci sono per impedirti di salire, d'altra parte prova a ragionare un attimo se io entro a casa tua senza il tuo permesso tu che cosa fai?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Papple
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Papple
    > > > Potrebbe essere prevista l'esibizione
    > del
    > > badge
    > > > aziendale,questo renderebbe più
    > difficoltoso
    > > > l'uso a
    > > > scrocco
    >
    > > Certo che potrebbe, ma a quale controllore?
    >
    > l'autista stesso può svolgere la funzione

    Vero. Ma dovrebbe essere dotato degli strumenti per farlo, e dell'autorita' per farli rispettare.

    Ricorda che la navetta e' un servizio che l'azienda fornisce PER PORTARE AL LAVORO I SUOI DIPENDENTI, e non per fare reddito sui biglietti che non ci sono.

    > > E che poteri avrebbe questo controllore?
    >
    > quello di farti scendere da una proprietà privata

    Certo, potrebbe invitarmi a scendere, e io potrei racconta la solita balla di aver dimenticato il badge, cosa che succede ad almeno una persona al giorno, che ha diritto alla navetta.
    Che fa, fa scendere la gente, che poi si lamenta, e intanto si perde tempo?
    Certo, e' possibile. E io deduco che tu non hai mai preso una navetta se ipotizzi un simile scenario.

    > > L'azienda paga l'autista, il quale non e' un
    > > pubblico ufficiale.
    >
    > l'azienda paga anche il mezzo per cui ha il
    > diritto di far salire solo chi decide lei

    Certo, non discuto questo.
    Dico soltanto che non succede.

    > > E comunque quando gli faccio vedere la
    > tessera
    > > della coop invece che un badge, che cosa fa?
    > Mi
    > > fa scendere?
    >
    > si e se non lo fai può chiamare anche la polizia.

    E intanto gli altri passeggeri (dipendenti della ditta) aspettano.
    Certo, come no...

    > Ti sfugge il concetto che il bus è comunque una
    > proprietà privata e tu non hai nessun diritto di
    > usufruire del servizio,

    Il fatto che io non abbia il diritto non esclude che io lo possa fare comunque.

    > se questo non ti viene
    > concesso, l'autista in quanto dipendente della
    > ditta la rappresenta per cui è autorizzato e
    > obbligato a far rispettare le disposizioni che la
    > ditta ha stabilito per l'accesso ai suoi mezzi,
    > se non lo facesse ne risponderebbe in prima
    > persona.

    Stasera glielo chiedo all'autista.
    Mi viene da pensare che nessuno gli ha dato disposizioni di questo tipo, e se anche fosse, mi viene da pensare che se ne frega.
    Ti sapro' dire.

    > Mi occupo di sicurezza e fidati i mezzi ci sono
    > per impedirti di salire,

    Certo che ci sono, ma non nelle navette che prendo io.

    > d'altra parte prova a
    > ragionare un attimo se io entro a casa tua senza
    > il tuo permesso tu che cosa fai?

    No, l'esempio corretto e' se tu attraversi il mio giardino per andare dall'altra parte.
    Quello potresti farlo effettivamente.
    C'e' una siepe facilmente scavalcabile.

    Diciamo che tollero, fino a che non mi rechi disturbo o non mi danneggi i fiori.
    Nel momento in cui recherai disturbo o farai qualche danno, prendero' i miei provvedimenti.

    Stessa cosa per la navetta: siccome io non disturbo, ne' danneggio, si tollera.
  • Se mi fai il discorso tolleranza o menefreghismo, é chiaro che si possa fare tutto, anche prendere un treno e non pagare, ma il discorso che si faceva era un altro, può una ditta impedire l'uso di un suo mezzo a chi non ne ha diritto?
    La risposta é si ne ha i mezzi, se poi decide di non farlo quello é un altro discorso, resta il fatto che l'autista deve rispettare le disposizioni ricevute altrimenti in caso di problemi ne risponde personalmente, esempio in caso di incidente tu vorresti risarcito ma poi ci si rifarebbe su di lui in quanto responsabile di averti permesso di salire contro le disposizioni aziendali, ti assicuro che é già successo, l'autista si é preso un'ammonizione (il danno al passeggero era modesto) alla seconda scatta il licenziamento.
    non+autenticato