Claudio Tamburrino

Ancora polemiche sulle video-recensioni

Accordo commerciale generico, nessuna intenzione di indorare la pillola ai videomaker: Microsoft chiarisce che si tratta di comuni pratiche marketing. Ed Electronic Arts gli fa eco. Ma c'è un problema di regole?

Roma - Microsoft ha negato di aver pagato per far parlar bene su YouTube di Xbox One, ma di essersi limitata a sottoscrivere una partnership commerciale a fini di marketing con il circuito Machinima.

Dopo aver smentito di aver detto ai YouTuber cosa dire, Microsoft ha anche detto che nessuno del team XBox ha preteso e controllato che i commenti fossero positivi (forse nell'ottica del vecchio adagio sul basta che se ne parli) ed i divulgati "termini di riservatezza e linee guida" che proibivano qualsiasi forma di divulgazione dell'accordo non sono altro che documenti standard che Machinima "fa sottoscrivere ai propri collaboratori". Oltretutto - dice ancora Microsoft - di tali condizioni era all'oscuro.

Nel frattempo ancheElettronic Arts (EA) è stata tirata in ballo con la stessa accusa: avrebbe pagato attraverso il programma "Ronku" gli YouTuber, addirittura tra i 10 ed i 15 dollari ogni mille visualizzazioni, per commenti positivi su Need for Speed Rivals, Madden NFL 25 e Battlefield 4.
La questione dei commenti online, d'altronde, si gioca tutta su un confine labile: quello tra forme pubblicitarie alternative, supporto ai commentatori (i più influenti possono, per esempio, venire equipaggiati con l'oggetto da recensire) e l'influenza diretta sull'opinione che poi arriva agli utenti. Anche per questo non sembra affatto una pratica inusuale, su YouTube in particolare.

Nell'occasione EA si è limitata a spiegare che il suo programma di sponsorizzazione prevedeva il compenso per alcuni suoi fan, ma che nelle condizioni dell'accordo si prescriveva il rispetto delle linee guida di FTC in materia di commenti e pubblicità.

Claudio Tamburrino
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