Alfonso Maruccia

Gmail e la febbre del venerdė sera

Un baco nell'infrastruttura telematica di Mountain View ha causato problemi di accesso agli utenti di Gmail, Google+ e altri servizi. Google si scusa, spiega e promette di non farlo pių

Roma - Nel fine settimana appena trascorso Google ha riservato una spiacevole sorpresa ai propri utenti, un disservizio che seppure durato per poco tempo si è esteso progressivamente a un numero considerevole dei popolarissimi servizi telematici offerti da Mountain View. Originariamente notato su Gmail, il problema ha poi interessato altre "webapp" e siti web come Google+, Calendario e Documenti con difficoltà di accesso e utilizzo dei suddetti servizi. Nello scusarsi per l'accaduto, Google spiega che la durata del disservizio è stata di 25, 30 minuti o poco più per il 10 per cento degli utenti.

L'origine della breve ma fastidiosa interruzione del Google-mondo è stata individuata in un baco su un sistema interno responsabile della creazione di schemi di configurazioni, informazioni (incorrette) che sono state spedite ai servizi "live" che hanno a loro volta causato gli errori e i problemi sperimentati dagli utenti.

Fortunatamente lo stesso sistema di configurazione ha poi corretto il problema creando un nuovo schema e spedendolo in giro per la Rete, e questo prima ancora che gli ingegneri Google avessero terminato la fase di debug. Il baco, neanche a dirlo, verrà prontamente corretto.
Oltre al fastidio per gli utenti, il nuovo disservizio di Google è stata l'occasione per Yahoo! di collezionare una brutta figura a mezzo Web: il colosso americano ha commentato l'indisponibilità di Gmail con un tweet su un "errore HTTP temporaneo (500)", tweet poi rimosso e fatto seguire da un nuovo micro-messaggio di scuse a Google e al team di Gmail.

Alfonso Maruccia
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