Luca Annunziata

Nadella è l'uomo giusto per Microsoft?

di L. Annunziata - La nomina del nuovo CEO sarà il banco di prova per l'intera azienda. A Redmond dovranno cambiare, profondamente, per restare rilevanti nel mondo dell'informatica

Roma - Quindi questa volta le indiscrezioni erano fondate: all'inizio di febbraio Microsoft ha davvero annunciato il nome del suo nuovo CEO, e come le indiscrezioni riportavano è davvero Satya Nadella. Già Executive Vice President a Redmond, ovvero appena un gradino sotto al ruolo che va a ricoprire ora, Nadella arriva alla massima poltrona dopo aver gestito l'impegno nel cloud computing di Microsoft: non è un caso, anzi, è segno di continuità rispetto ai piani di rinnovamento intrapresi in questi anni. Ma la vera sfida che si presenta al nuovo CEO non è quella di individuare la tecnologia vincente in grado di regalare all'azienda altri 30 anni di successi, quanto piuttosto quella di rimuovere gli ostacoli che fin qui hanno frenato la capacità di Big M di a tenere il passo in innovazione e comunicazione rispetto alla concorrenza.

ballmer, gates e nadellaIl cloud computing sarà senza dubbio al centro dei piani futuri di Microsoft, e non è un caso che il comitato ristretto che ha selezionato Nadella abbia scelto lui (lo sostituirà per ora il suo collaboratore Scott Guthrie, volto noto anche per i suoi interventi alle convention Microsoft): credere alla storia secondo cui era la prima scelta è difficile, ma senza dubbio dovendo optare per un candidato interno non si tratta di una cattiva idea puntare sul nome di Satya. Se Alan Mulally, che resta alla Ford, era un personaggio in grado di catturare l'attenzione dei media e offrire una ispirazione ai dipendenti, Nadella è un tecnico con una competenza riconosciuta dai colleghi e che ha un'idea precisa dello stato attuale dell'azienda, e che fino a questo punto ha portato avanti un progetto vivo e vitale (e in continuo mutamento) in un panorama piuttosto stagnante e rallentato del mondo Microsoft. Il cloud computing di Windows Azure è servito persino colmare alcuni vuoti di altri prodotti, come la mancanza di un centro notifiche di Windows Phone, e da anni si ripete a mezza voce che uno dei primi clienti in fatto di dimensioni di Azure sia niente di meno che Apple: l'infrastruttura di iCloud si baserebbe in larga parte sulla nuvola di Redmond.

Questo non significa che basti occuparsi di cloud computing d'ora in avanti per garantire a Microsoft di mantenere la rilevanza che ha avuto in passato nel mondo dell'informatica. I tempi di Windows 95 e del dominio assoluto sul mercato dei PC sono ormai un ricordo, così come si avvia a diventare un ricordo il mondo dominato dai personal computer: gli smartphone, i tablet, le smart-TV, le console sono tutti oggetti sempre più presenti nella vita quotidiana e che continueranno costantemente ad acquisire maggiore importanza. Il PC rimarrà in circolazione, ma c'è da scommettere che perderà il suo ruolo centrale nella fruizione e nella creazione di contenuti: produrre il primo sistema operativo desktop potrebbe non essere sufficiente a mantenere il potere contrattuale necessario a garantire la sopravvivenza di tutto un ecosistema, così come non basterebbe riuscire a ottenere una fetta significativa del mercato mobile per Windows Phone.
Scegliere Satya Nadella come CEO di Microsoft è un segnale che va oltre la semplice nomina del nuovo comandante in capo selezionandolo tra i migliori candidati possibili. Quello che manca fino a questo punto al mondo dell'informatica nell'era post-PC è un collante, uno strumento, una piattaforma, un linguaggio comune che sia in grado di far dialogare assieme i diversi prodotti ed ecosistemi. Nadella pare aver capito che il mobile, inteso come ambiente dove i dati circolano quasi del tutto liberamente, è la priorità da imporre al business per farlo sopravvivere e prosperare. A ben guardare è il problema che afflige la stessa Microsoft, e che Ballmer ha tentato di risolvere con la filosofia "One Microsoft": non si può pensare di tenere separate la divisione che sviluppa Office da quella che lavora a Windows, non si può separare l'impegno per Surface e nel futuro prossimo per i Lumia da quello per realizzare il sistema operativo che ci gira sopra o ignorare chi sviluppa i servizi che si potranno fruire tramite i device. Microsoft, la Microsoft che (ri)nasce oggi con la nomina di Nadella, può candidarsi a fare questo: realizzare una tecnologia capace di scavalcare i limiti dei giardini recintati in cui sono chiusi i suoi concorrenti, fornendo un terreno comune.

Questo significa una serie di cose. Primo, la parabola del PC su ogni tavolo e in ogni casa, un PC con Windows a bordo, è definitivamente tramontata. Bisognerà accettarlo e andare avanti: Microsoft continuerà ad avere un ruolo predominante per molti anni ancora, soprattutto se giocherà al meglio le sue carte in questo settore, ma i suoi prodotti non possono essere più soltanto Windows-centrici. Office, tanto per fare un nome, dovrebbe diventare "la" suite di produttività di riferimento per Android, iOS, Windows Phone, Blackberry, persino Chrome OS: questo significherebbe scindere le sorti di Office da quelle di Windows, concedendo alla realtà eterogenea lo spazio necessario nella visione Microsoft per decretare il successo del prodotto.

nadella parla ai dipendenti

Non bisogna neppure andare troppo lontano per dimostrare quanto sarà complicato per Satya Nadella venire a capo della rigida divisione in compartimenti stagni che fino a questo punto ha dominato anche la cultura Microsoft. Un esempio di tutto questo è l'interfaccia Modern/Metro, quella a piastrelle di Windows 8 tanto per intenderci: il fatto che, a due anni e più di distanza dal lancio di Windows 8, la più importante applicazione che possa esistere, ovvero Office, resti un prodotto pensato e realizzato ancora con un'interfaccia e un paradigma molto diverso non fa altro che confermare quanto poco fino a questo punto a Redmond abbiano davvero badato a creare un ecosistema omogeneo e vincente, con una visione comune, e quanto invece ciascuno abbia provato a tirare acqua al suo mulino. Un mulino che macina miliardi di dollari di fatturato e utili a ogni trimestre, ma che rischia di restare senza acqua che ne faccia girare le pale se non provvederà a cambiare qualcosa anche nel breve periodo.

La discontinuità nel ruolo di Bill Gates è un altro segnale importante: significa che la carica di presidente, da lui mantenuta sin dal 1981, andrà finalmente a qualcun altro. Inoltre, l'annuncio che Bill supporterà Nadella come consulente tecnico nella transizione, passando più tempo in azienda e collaborando allo sviluppo delle prossime versioni dei prodotti, è un modo piuttosto delicato di presentare il fatto che il co-fondatore si accinge definitivamente a lasciare la creatura al proprio destino. Gates starà più tempo dentro Microsoft per consegnare la propria eredità spirituale agli attuali dipendenti, garantirà gli investitori sul fatto che Nadella non sarà abbandonato in balia dei marosi di una complessa ristrutturazione aziendale, e concluso il lavoro (probabilmente col lancio di Windows 9: la release che dovrebbe riunire Windows RT, Windows per desktop e Windows Phone) e avendo imposto degli standard in fatto di qualità, è facile ipotizzare che si farà gradualmente da parte per lasciare che gli eventi seguano il proprio corso. Una lotta di potere è l'ultima cosa di cui ha bisogno Microsoft, e il ruolo di Nadella non dovrà essere in alcun modo sminuito dalla ingombrante presenza di Gates. Steve Ballmer pare essere consapevole di questo, visto quanto ha faticato a scrollarsi di dosso l'ombra di Gates, e il suo ruolo più marginale potrebbe essere più che positivo per la successione al trono.


"In questo settore non c'è alcun rispetto per la tradizione: quello che si rispetta è l'innovazione costante nel tempo": è questa la frase chiave del discorso di presentazione tenuto da Nadella davanti ai dipendenti al campus ieri, l'ammissione che non basti continuare a fare i compiti a casa per portare a casa la promozione a fine anno col massimo dei voti. Che Nadella sia l'uomo giusto per tenere a posti conti (come Ballmer), avere una visione tecnologica (come Gates), e allo stesso tempo ispirare un cambiamento profondo della cultura aziendale non è possibile dirlo con certezza oggi: di sicuro aver pescato un candidato interno, un tecnico che non bada solo ai numeri ma anche alla prospettiva del business, non è un brutto punto di partenza per avviare questa mutazione.

Luca Annunziata
Notizie collegate
  • AttualitàMicrosoft ha scelto Satya NadellaIl nuovo CEO entra in carica. Il suo precedente incarico, sempre per Microsoft, era lo sviluppo del cloud di Redmond. Bill Gates lascia la carica di presidente, ma diventa il tecnologo di riferimento: e promette di dedicare più tempo all'azienda
60 Commenti alla Notizia Nadella è l'uomo giusto per Microsoft?
Ordina
  • non so se questo sbardella risolleverà le sorti di microsoft, di certo si beccherà un lauto compenso
    non+autenticato
  • non lo so nemmeno io, ma so cosa dovrebbero fare per darsi una mossa

    in primo luogo devono tirare fuori dal laboratorio singularity/midori e trasformarlo in un os per pc, workstation, device mobile, ecc...

    in secondo luogo devono finirla col patent trolling

    in terzo luogo devono considerare che il mercato home non vuole pagare il software, e gli smanettoni vogliono un più netto accesso alla tecnologia, quindi rendere opensource almeno il kernel e l'userland di windows ( come hanno fatto con singularity del resto )
    non+autenticato
  • "realizzare una tecnologia capace di scavalcare i limiti dei giardini recintati in cui sono chiusi i suoi concorrenti"

    fermi un attimo... stiamo sempre parlando di Microsoft, i giardini recintati li ha creati lei ridefinendo cio' che e' standard.
  • > fermi un attimo... stiamo sempre parlando di
    > Microsoft, i giardini recintati li ha creati lei
    > ridefinendo cio' che e'
    > standard.

    Gli standard non si ridefiniscono, e gli standard non si stabiliscono per decreto. E per diventare standard di fatto bisogna vincere molte battaglie con la concorrenza, mostrando di possedere le caratteristiche per un uso generalizzato che lo fanno preferire ad altri ad un vasto pubblico.

    Dal 1993 al 2008 il Portable document format (PDF) era uno dei tanti standard che si contendevano la scena dei documenti elettronici. Nel luglio 2008 è stato standardizzato come ISO 32000-1. La società che lo aveva inventato però non si chiamava Microsoft, si chiamava Adobe, e quindi non ci furono proteste. Se il PDF fosse stato un formato Microsoft ci sarebbe un violento movimento contro l'ISO, accusata di lasciarsi comprare dai soldi di Gates, sicuro.Sorride

    L'importante è essere contro qualcosa, non il perché...
  • - Scritto da: Leguleio
    > Dal 1993 al 2008 il Portable document format
    > (PDF) era uno dei tanti standard che si
    > contendevano la scena dei documenti elettronici.
    > Nel luglio 2008 è stato standardizzato come ISO
    > 32000-1. La società che lo aveva inventato però
    > non si chiamava Microsoft, si chiamava Adobe,

    Pessimo controesempio. Un PDF lo posso aprire con qualsiasi dispositivo ed il risultato non cambia. Le specifiche di docx non le seguono neanche alla microsoft: i documenti creati con Office fanno schifo su altre piattaforme, visto che le specifiche del formato sono sbagliate/buggate
  • > > Dal 1993 al 2008 il Portable document format
    > > (PDF) era uno dei tanti standard che si
    > > contendevano la scena dei documenti
    > elettronici.
    > > Nel luglio 2008 è stato standardizzato come
    > ISO
    > > 32000-1. La società che lo aveva inventato
    > però
    > > non si chiamava Microsoft, si chiamava
    > Adobe,
    >
    >
    > Pessimo controesempio. Un PDF lo posso aprire con
    > qualsiasi dispositivo

    Oggi. Prima del 2008 potevi aprirlo solo con Acrobat Reader, e con altri programmi autorizzati da Adobe.


    > ed il risultato non cambia.

    Certo che non cambia, essendo standardizzato fin nei minimi dettagli.
    È fatto in modo che indipendentemente dalla piattaforma e dal programma utilizzato la visualizzaione sia identica all'originale. Se ci pensi gli standard servono a questo.

    > Le specifiche di docx non le seguono neanche alla
    > microsoft: i documenti creati con Office fanno
    > schifo su altre piattaforme, visto che le
    > specifiche del formato sono
    > sbagliate/buggate

    Fa schifo, ma per ora nella corsa al documento di testo più utilizzato vince docx.
    Esistono formati concorrenti che invece non fanno schifo (almeno a sentire gli utilizzatori) ma non riescono a vincere la concorrenza. Le cose stanno così.Deluso
  • > Oggi. Prima del 2008 potevi aprirlo solo con
    > Acrobat Reader, e con altri programmi autorizzati
    > da
    > Adobe.

    Aprivo i pdf 10 anni fa e oltre con xpdf

    http://www.foolabs.com/xpdf/links.html
  • > > Oggi. Prima del 2008 potevi aprirlo solo con
    > > Acrobat Reader, e con altri programmi
    > autorizzati
    > > da
    > > Adobe.
    >
    > Aprivo i pdf 10 anni fa e oltre con xpdf
    >
    > http://www.foolabs.com/xpdf/links.html

    Allora, da questo forum (e da altre fonti su internet):

    http://bugs.debian.org/cgi-bin/bugreport.cgi?bug=2...

    Leggo che xpdf non era perfetto. Poteva andar bene con alcuni PDF, ma non con tutti. Oggi che le specifiche sono note e in pubblico dominio non ci sono problemi, ma prima del 2008 sì.

    In più, conoscendo la severità delle leggi Usa, la Adobe avrebbe potuto anche opporsi alla diffusione di questo programma, perché faceva concorrenza ad Acrobat reader. Essendo anche Acrobat Reader gratuito, ed essendo XPDF pensato per le piattaforme *nix, la Adobe lasciò perdere. E fu una scelta intelligente, perché così il formato si diffuse.

    Anche con il vecchio formato .doc di Microsoft (quello usato dal 1997 al 2003) riuscirono, con un lavoro di ingegneria inversa, a creare dei visualizzatori. E nemmeno questi erano perfetti.
  • - Scritto da: Leguleio
    > Allora, da questo forum (e da altre fonti su
    > internet):

    Io non ti parlo di cose lette su un forum, ti parlo per esperienza personale. Ovviamente c'erano dei PDF che non rendevano bene con xpdf. Tuttavia in vita mia sinceramente ne ho trovati veramente pochi, tant'e' che noi non ho quasi mai usato il (pesantissimo) acrobat reader.


    > Leggo che xpdf non era perfetto. Poteva andar
    > bene con alcuni PDF, ma non con tutti. Oggi che
    > le specifiche sono note e in pubblico dominio non
    > ci sono problemi, ma prima del 2008 sì.

    Se proprio vuoi il pelo nell'uovo, con xpdf non si poteva visualizzare pdf con animazioni o contenuti shockwave all'interno... ma, ti diro', non l'ho mai considerato un grosso problema, a parte quando volevo fare delle presentazioni fancySorride

    Sempre per esperienza personale dico invece che un docx aperto con un non-Office fa quasi sempre schifo. Avendo dovuto riempire degli application form o dei moduli di rimborso ti posso dire che quando li aprivo con openoffice il formato era completamente sballato, tant'e' che non riuscivo neanche a capire cosa riempire per fare cosa.

    Forse ora con google doc le cose vanno un po' meglio..


    >
    > In più, conoscendo la severità delle leggi Usa,
    > la Adobe avrebbe potuto anche opporsi alla
    > diffusione di questo programma, perché faceva
    > concorrenza ad Acrobat reader. Essendo anche
    > Acrobat Reader gratuito, ed essendo XPDF pensato
    > per le piattaforme *nix, la Adobe lasciò perdere.
    > E fu una scelta intelligente, perché così il
    > formato si
    > diffuse.
    >
    > Anche con il vecchio formato .doc di Microsoft
    > (quello usato dal 1997 al 2003) riuscirono, con
    > un lavoro di ingegneria inversa, a creare dei
    > visualizzatori. E nemmeno questi erano
    > perfetti.
  • Leggo solo ora il post del forum che hai postato... evidentemente non sai bene di cosa parli, visto che il pdf incriminato e' stato generato da gs, che e' un software opensource e multipiattaforma. E' esattamente il ghostscript di cui parlavo sotto.

    Il problema di cui parli era solo un bug come vedi.. ed e' stato corretto
  • > Leggo solo ora il post del forum che hai
    > postato... evidentemente non sai bene di cosa
    > parli, visto che il pdf incriminato e' stato
    > generato da gs, che e' un software opensource e
    > multipiattaforma. E' esattamente il ghostscript
    > di cui parlavo sotto.
    >
    >
    > Il problema di cui parli era solo un bug come
    > vedi.. ed e' stato
    > corretto

    Certo che era un bug, ma intanto Acrobat Reader riusciva a leggerlo!
    Qui su Punto informatico per deformazione professionale si tende a ragionare come se tutti fossero sistemisti navigati e programmatori in più linguaggi con esperienza decennale.
    All'utente medio non importa un fico secco della causa per cui un documento che non viene visualizzato. L'utente (o utonto) si accorge da sé che con Acrobat Reader si apre, con spdf no, e salta alle conclusioni. Indovina quali conclusioni.Occhiolino
  • Che ragionamento e'?? DelusoDeluso

    Un bug e' un bug, esistono da tutte le parti. Fondamentalmente o ti scrivi la patch, o te lo tieni o cambi software. Quasi sempre uno se lo tiene, perche' le altre due opzioni richiedono troppo tempo Imbarazzato

    Se xpdf non leggeva il file, usavo gsview. Se la gente dovesse cambiare software perche' ha troppi bug, allora mi domando cosa ci fanno tutti con windows.. evidentemente hanno comprato un pc dopo il periodo di windows 98/ME Troll chiacchierone
  • > Che ragionamento e'?? DelusoDeluso
    >
    > Un bug e' un bug, esistono da tutte le parti.

    Era un bug dovuto ad un programma non scritto dalla casa madre, Adobe, ma da una comunità di appassionati open source, Foo Labs.
    E non credo nemmeno che fosse l'unico.

    > Se xpdf non leggeva il file, usavo gsview. Se la
    > gente dovesse cambiare software perche' ha troppi
    > bug, allora mi domando cosa ci fanno tutti con
    > windows.. evidentemente hanno comprato un pc dopo
    > il periodo di windows 98/ME
    > Troll chiacchierone

    Cosa ci fa la gente con windows, chiedi?
    Ci trova un sacco di programmi che su Linux e su Mac OS non girano, ecco cosa ci fa. Sia programmi gratuiti, sia a pagamento.
  • "A Redmond dovranno cambiare, profondamente"

    Un momento... ma stiamo sempre parlando di Microsoft?
    non+autenticato
  • Come fa una persona con una reputazione completamente distrutta a lavarsi coscienza e reputazione e tornare come un santo?

    Come si fa ad un'azienda di cui si ha una certa percezione, riuscire a risanarla e cambiare idea su di lei...

    Io non so se anche rilasciando i sorgenti di Windows nell'opensource quell'azienda si riuscirà a ripulire la reputazione...

    Voler risanare la reputazione di Microsoft è come ridare la verginità a Cicciolina.
    iRoby
    7580
  • - Scritto da: iRoby
    > Come fa una persona con una reputazione
    > completamente distrutta a lavarsi coscienza e
    > reputazione e tornare come un
    > santo?
    >
    > Come si fa ad un'azienda di cui si ha una certa
    > percezione, riuscire a risanarla e cambiare idea
    > su di
    > lei...
    >
    > Io non so se anche rilasciando i sorgenti di
    > Windows nell'opensource quell'azienda si riuscirà
    > a ripulire la
    > reputazione...
    >
    > Voler risanare la reputazione di Microsoft è come
    > ridare la verginità a
    > Cicciolina.

    Ma poi... Microsoft che cambia profondamente? Ma andiamo su... una delle aziende più "dinosauro" nei cambiamenti che si siano mai vista, manco sono riusciti a evolversi da un filesystem osceno come NTFS in 20 anni.
    non+autenticato
  • Più che altro quando provano a fare dei cambiamenti epocali, fermano tutto e ricominciano da capo facendo obrobri come vista o peggio orrori come windows 8.
  • - Scritto da: Provare per credere

    > Ma poi... Microsoft che cambia profondamente? Ma
    > andiamo su... una delle aziende più "dinosauro"
    > nei cambiamenti che si siano mai vista, manco
    > sono riusciti a evolversi da un filesystem osceno
    > come NTFS in 20
    > anni.

    E' un file system che ha resistito tutti questi anni (anche se si è evoluto) e questo lo rende veramente notevole. Pochi altri possono vantare una simile capacità di adattamento e longevità.
    Ora MS ha anche ReFS (che però si presenta a molte applicazioni come un NTFS).
    non+autenticato
  • Resistito grazie a chi o a cosa?
    È stato imposto per tutti questi anni.

    Così come continua ad essere imposto Fat32.

    Ora c'è exFat, ma è gravato da royalty. Non lo sta adottando nessun produttore.

    Invece il migliore file system per pendrive e flash in genere è un file system open source di Samsung.
    Ma Microsoft non lo vuole integrare in Windows.
    iRoby
    7580
  • - Scritto da: iRoby
    > Resistito grazie a chi o a cosa?
    > È stato imposto per tutti questi anni.
    >
    > Così come continua ad essere imposto Fat32.
    >
    > Ora c'è exFat, ma è gravato da royalty. Non lo
    > sta adottando nessun
    > produttore.
    >
    > Invece il migliore file system per pendrive e
    > flash in genere è un file system open source di
    > Samsung.
    > Ma Microsoft non lo vuole integrare in Windows.

    Daje con sto preinstallatoooooohA bocca aperta
    non+autenticato
  • Non difendiamo l'indifendibile, dai.
  • - Scritto da: egixe
    > - Scritto da: iRoby
    > > Resistito grazie a chi o a cosa?
    > > È stato imposto per tutti questi anni.
    > >
    > > Così come continua ad essere imposto Fat32.
    > >
    > > Ora c'è exFat, ma è gravato da royalty. Non lo
    > > sta adottando nessun
    > > produttore.
    > >
    > > Invece il migliore file system per pendrive e
    > > flash in genere è un file system open source di
    > > Samsung.
    > > Ma Microsoft non lo vuole integrare in Windows.
    >
    > Daje con sto preinstallatoooooohA bocca aperta

    Ottima risposta, mi hai convinto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zucca Vuota

    > Ora MS ha anche ReFS (che però si presenta a
    > molte applicazioni come un
    > NTFS).

    Gli winari stanno ancora aspettando WinFS ™... ah no, un attimo, e' morto con vista.
  • > Gli winari stanno ancora aspettando WinFS ™... ah
    > no, un attimo, e' morto con
    > vista.

    Quindi se lo adottano per anni (NTFS) fanno male, se non lo adottano (WinFS) fanno male. Fanno sempre male in pratica. Chiariamolo subito così evitiamo di perdere tempo in chiacchiere no?
    non+autenticato