Claudio Tamburrino

Twitter, crescita mobile

Bene l'advertising in mobilitÓ, che rappresenta il 75 per cento del fatturato pubblicitario totale. Crescono invece meno del previsto gli utenti

Roma - Nell'ultimo periodo fiscale, Twitter ha tirato le fila di un business che sta ancora cercando la sua strada: nonostante questo, ed alcuni problemi legati alla sua acerbità e al numero degli utenti, è riuscito comunque a battere le aspettative degli investitori, segnando anche un minimo guadagno per i suoi azionisti.

Nella quarta trimestrale del 2013, un bel banco di prova dopo l'esordio in borsa, il tecnofringuello ha registrato 242,7 milioni di dollari di fatturato con un guadagno pari a 0,02 dollari ad azione.

In gran parte si tratta del risultato positivo dell'advertising sulle piattaforme mobile: questo rappresenta il 75 per cento del fatturato pubblicitario totale e dimostra che il business di Twitter va decisamente inquadrato nel mobile. In questo senso appaiono strategicamente perfette le acquisizioni che gli hanno permesso di estendere le app legate alla sua piattaforma di cinguettii e di prendere il controllo di quelle più importanti, come TweetDeck.
La maggior parte dei dubbi degli osservatori hanno riguardato invece il trend di crescita delle utenze: in questo ultimo quarto del 2013 Twitter ha contato 241 milioni di utenti attivi al mese, di cui 184 milioni da dispositivi mobile, un numero che rappresenta una crescita positiva di più 3,8 per cento rispetto al periodo precedente e del 30 per cento rispetto al 2012, ma che è inferiore al passato e alle aspettative.

dati Twitter

Un problema che appare invece più ingombrante sulla carta, ma che è considerato in linea con un'azienda che deve ancora centrare perfettamente la sua idea di business per trasformare in moneta sonante gli utenti, i contenuti creati da questi ed i dati che passano sulla sua piattaforma, è quello che riguarda il guadagno vero e proprio: nonostante il fatturato sia addirittura raddoppiato rispetto al 2012, il tecnofringuello ha segnato nell'ultimo quarto del 2013 una perdita di 511 milioni, che fa chiudere l'anno con un totale di meno 645 milioni di dollari. Anche i dirigenti hanno minimizzato l'impatto di questo dato, messo in correlazione con operazioni legate alla compravendita di parte delle azioni.

Claudio Tamburrino
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