Gaia Bottà

Aereo, gli USA spalleggiano la TV

Il Dipartimento di Giustizia si schiera contro Aereo: ritrasmettere in streaming il palinsesto televisivo richiede una licenza. E gli accordi di licenza, per i broadcaster, sono le redini del mercato

Roma - Catturare le trasmissioni televisive per trasformarle in un servizio di streaming da fruire con la mediazione della Rete, approfittando della possibilità di registrare i programmi e di epurarli più facilmente della pubblicità, non è un business legale. Non se la ritrasmissione è effettuata senza l'autorizzazione delle emittenti televisive che diffondono i programmi: in questo caso, avverte il Dipartimento di Giustizia statunitense, si viola il diritto d'autore.

È questo il contenuto di un parere emesso dalle istituzioni statunitensi per supportare la Corte Suprema nella decisione che dovrà emettere nei prossimi mesi: sul piatto c'è il modello di business di Aereo, servizio che, con l'affitto di piccole antenne, consente di trasformare la programmazione televisiva in streaming, e quindi di fruirne in maniera più flessibile.

Aereo ha finora raccolto tanto l'entusiasmo delle platee quanto le invettive dei broadcaster tradizionali: ritengono che il servizio di streaming abusi del quadro normativo statunitense, che vieta la ritrasmissione non autorizzata ma non abbraccia la specificità della tecnologia impiegata da Aereo. Il servizio, secondo i broadcaster, competerebbe slealmente e rischierebbe di mettere fuori gioco gli attori del mercato via cavo, che pagano alle emittenti per riproporre il loro palinsesto. La giustizia statunitense si è finora espressa con decisioni di segno opposto: alcuni tribunali hanno riconosciuto al servizio la piena liceità, altri l'hanno condannato allo spegnimento.
La Corte Suprema dovrà fare chiarezza e il Dipartimento di Giustizia ha offerto il proprio supporto: Aereo si differenzia dai servizi DVR che si sono affermati sul mercato statunitense perché, pur condividendo con questi la possibilità di immagazzinare dei contenuti online per goderne in un momento diverso da quello della messa in onda, propone una vera e propria ritrasmissione degli interi palinsesti. Se dunque è assodata "la legittimità dei servizi che sfruttano Internet per fornire nuovi modi per archiviare, ascoltare e guardare copie legalmente acquisite di contenuti protetti da copyright", il modello proposto da Aereo non sarebbe legale e richiederebbe il pagamento delle licenze di ritrasmissione.

Ma anche per quanto attiene i servizi di DVR, checché ne dica il Dipartimento di Giustizia, le acque sono tutto fuorché calme: dove non arrivano i veti dei tribunali, infatti, arriva il mercato. Il videoregistratore digitale di Dish, che permette di immagazzinare programmi televisivi sfrondandoli automaticamente degli spot grazie alla funzione Auto Hop, è stato ormai riconosciuto come un servizio perfettamente legale. Ma è proprio un accordo di ritrasmissione, quelli che i broadcaster vorrebbero imporre ad Aereo, a contenere delle clausole che ne limitano le potenzialità: nel quadro del contratto rinnovato con Disney, la funzione del salto automatico degli spot verrà bloccata per i tre giorni successivi alla trasmissione televisiva dei programmi di Disney Media Networks.

Gaia Bottà
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