SCO obbligata a mostrare le prove

Il giudice del caso SCO-IBM obbliga l'azienda a mostrare le prove di quanto va affermando e, in particolare, il codice di Linux che violerebbe i suoi copyright. Il boss di SCO è tornato ad attaccare la GPL

Salt Lake City (USA) - Il giudice federale Dale A. Kimball ha dato a SCO Group trenta giorni di tempo per presentare nel dettaglio le sue prove contro IBM e, in particolare, tutte le porzioni del codice sorgente di Linux su cui SCO rivendica dei diritti.

L'ordinanza di Kimball, che ha la priorità su qualsiasi altra istanza processuale, accoglie quella che era la richiesta più incalzante di IBM e della comunità di Linux: poter vedere, senza clausole né restrizioni, il codice incriminato di Linux.

Come noto, SCO afferma che IBM ha copiato senza autorizzazione all'interno del kernel di Linux delle porzioni del codice di UNIX System V, lo stesso su cui si basa il sistema operativo AIX di IBM: così facendo Big Blue si sarebbe macchiata, fra gli altri, del reato di violazione di contratto, furto di segreti industriali e concorrenza sleale.
A queste accuse, prettamente di natura contrattuale, SCO ha ora intenzione di aggiungere la violazione di copyright, una questione che fino ad oggi l'azienda aveva lasciato fuori dal dibattimento legale con IBM, ma che si trova invece al centro dei suoi reclami nei confronti degli utenti di Linux, gli stessi a cui SCO propone l'acquisto di una licenza per l'uso del sistema operativo free.

Con questa mossa annunciata, SCO sembra dunque ritenere risolto il conflitto con Novell in merito a chi possieda i copyright su Unix. A tal proposito va ricordato come, lo scorso giugno, SCO annunciò il ritrovamento di un documento che dimostrerebbe l'acquisizione, da parte sua, di tutte le proprietà intellettuali su Unix di Novell.

Lo scorso giovedì Darl McBride, CEO di SCO, ha pubblicato una nuova lettera aperta in cui rincara la dose di critiche e di accuse nei confronti della licenza GPL, a suo dire rea di "violare le leggi sul copyright americane ed europee".

"Negli ultimi 20 anni la Free Software Foundation ed altri soggetti appartenenti al movimento del software open source hanno attivamente e intenzionalmente agito per minare il sistema americano ed europeo dei copyright e dei brevetti", ha scritto McBride nella propria lettera. "La posizione di Red Hat è che l'attuale legge sulle proprietà intellettuali "impedisce l'innovazione nello sviluppo del software" e che "i brevetti software sono in contrasto con il software open source/free"".

L'obiettivo di McBride è dimostrare, all'interno del processo legale con IBM, che la licenza GPL su cui si basa Linux è "l'esatto opposto delle leggi sul copyright" e, di conseguenza, illecita e anticostituzionale.

Con questa lettera il boss di SCO ha voluto rispondere alla posizione recentemente espressa da Eben Moglen, principale consulente legale della Free Software Foundation, che in un documento accusava la paladina di Unix di aver violato la GPL distribuendo Linux sotto delle clausole contrarie a questa licenza. Va detto come questa, in buona sostanza, sia anche una delle controdenunce presentate da IBM contro SCO.
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