Freedom Phone, privacy mobile low cost

Un altro dispositivo concepito per proteggere i dati personali. La differenza con i rivali sta nel prezzo (189 dollari) e nei limiti del terminale

Roma - Proteggere la privacy dagli attacchi esterni è al momento uno dei mantra del mondo hi-tech, dove sulla scia dello scandalo del Datagate e del sempre più ampio potere che le grandi aziende stanno acquisendo grazie ai dati del loro utenti, tante piccole società e neonate startup tentano la strada del successo proponendo dispositivi votati quasi esclusivamente alla difesa dei dati personali, anche a costo di limitare funzioni e servizi ormai scontati su telefoni di fascia medio-alta.

Dopo la ribalta conquistata da Blackphone al recente Mobile World Congress di Barcellona, l'ultimo arrivato è il Freedom Privacy Phone, smartphone che mette al sicuro le informazioni riservate sfruttando un sistema di crittografia a 128 bit per le chiamate e per i messaggi.

Peccato, però, che il già ribattezzato "Snowden Phone" sia una rivisitazione del Samsung Galaxy S II, con display da 4,3 pollici, chip Exynos da 1.2 GHz, fotocamera da 8 Megapixel, 16GB di memoria interna, basato su Android Jelly Bean, GPS disattivato (ma riattivabile a piacimento dell'utente). Disponibile per il mercato statunitense, si appoggerà ad una VPN per tenere lontano da occhi indiscreti i dati inviati e ricevuti dallo smartphone e sfrutterà la rete FreedomPop: secondo il CEO Stephen Stokols "rappresenta solo l'inizio dell'ascesa dei telefoni dedicati alla protezione della privacy", tanto che la startup sta già lavorando alla seconda generazione.
La differenza di materiali, specifiche e funzioni rispetto ai rivali di settore si riflette almeno nel prezzo, con il Freedom Privacy Phone molto più economico (189 dollari) del Blackphone (629 dollari). In vendita sul sito ufficiale, il dispositivo offre un traffico gratuito per i primi tre mesi, anche se il traffico è limitato a 500MB, mentre al quarto scatterà un abbonamento da 10 dollari, pagabili anche in Bitcoin.

Limiti a parte, dunque, la certezza è che il Privacy Phone non sarà l'ultimo esempio di telefono concepito per metterci al riparo dai ficcanaso. Un modello ancora più minimalista è il Phantom Secure Phone, recentemente utilizzato da alcune bande di biker australiani per regolare alcuni conti in sospeso. Si tratta di una versione modificata di un vecchio modello BlackBerry che consente di chiamare e scambiare SMS senza lasciare tracce, tanto che la polizia australiana non è riuscita ancora a delineare la natura del dispositivo.

Alessio Caprodossi
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