Claudio Tamburrino

YouTube e i censori volontari

Emergono indiscrezioni su come il Tubo si batte contro i contenuti inappropriati: mobilita gli utenti e la polizia, e dota alcuni soggetti di superpoteri di segnalazione

YouTube e i censori volontariRoma - YouTube utilizza un sistema di controllo sui filmati caricati sulla propria piattaforma basato su poteri speciali di censura concessi a circa 200 account (di privati ed organizzazioni) che possono contrassegnare come inappropriati fino a 20 video alla volta.

Nelle settimane scorse il Financial Times aveva raccontato di come la polizia metropolitana del Regno Unito avesse usato i suoi poteri di "super flagger" per chiedere la rimozione di video che considerava estremisti. Anche se qualsiasi utente può chiedere che un determinato contenuto venga passato al vaglio da YouTube per verificarne l'ottemperanza delle linee guida, la polizia britannica, così come tutti coloro che partecipano al programma pilota "super flagger" avviato nel 2012 da Google, ha la possibilità di sottoporre ai censori del Tubo fino a 20 video alla volta.

A quanto pare il Tubo vorrebbe rendere il sistema ancora più attento nei confronti dei contenuti ritenuti violenti: i funzionari delle forze dell'ordine britannici riferiscono di utilizzare i poteri di notifica solo per segnalare video ritenuti in violazione del Terrorism Act del Regno Unito, e il fatto stesso che uno strumento del genere sia in mano alle autorità è motivo di preoccupazione per molti.
Secondo alcune fonti, in ogni caso, tra i duecento partecipanti al nuovo programma di controllo dei contenuti, oltre ai poliziotti del Regno Unito, vi sarebbero solo un'altra decina di organizzazioni governative e non governative (tra cui gruppi che si battono contro i contenuti d'odio e che lottano per difendere i minori), mentre per il resto parteciperebbero singoli individui.

Nel frattempo, peraltro, YouTube vorrebbe esordire con una versione della sua piattaforma dedicata ai bambini sotto i 10 anni: oltre ad aver chiesto l'intervento di autori di contenuti ad hoc, potrebbe necessitare di un più stretto controllo sul materiale caricato.

Claudio Tamburrino
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