La libertà di Internet secondo Washington

Tutto è regolato meno che i contenuti, quelli devono essere liberi. La linea dell'amministrazione Bush nelle parole di Micheal Powell, capo della Commissione federale sulle comunicazioni

Las Vegas (USA) - "Il telefono che si usa quando si chiama è sottoposto a regole, le condizioni contrattuali tra provider e operatori sono regolamentate e l'infrastruttura è regolata da norme specifiche. Quello che non è regolamentato è il contenuto che, ritengo, dovrà sempre essere libero da regolamenti". A ribadire la posizione dell'amministrazione americana sulla libertà di informazione e di opinione in Rete è stato nelle scorse ore Micheal Powell, boss della Commissione federale americana sulle comunicazioni.

Powell ha sottolineato come la Rete sia già, sul piano tecnico, sottoposta a molte norme che ne regolano non solo il funzionamento ma anche le operazioni per coloro che vi operano. Anche per questo, secondo Powell, non c'è alcun bisogno di garanzie che impongano il controllo dei contenuti.

Non solo, Powell ha segnato una linea netta di separazione tra i vecchi media e Internet: "Se volessi fare qualcosa contro NakedNews.com (il telegiornale in topless, ndr) probabilmente potrei tentare di dimostrare la violazione del Primo Emendamento. Sarebbe una battaglia dura se quelle news fossero diffuse in televisione, ma se si provasse a fermarle su Internet, si perderebbe".
Le tesi di Powell, che rappresenta un "braccio" importante dell'amministrazione Bush, potrebbero servire da esempio ad altri paesi, come l'Italia, nei quali la tentazione di sottoporre a controlli l'informazione online continua a manifestarsi.
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