Luca Annunziata

Microsoft cambia nome ad Azure?

La piattaforma cloud di Redmond perderà presto la dicitura Windows. Un modo per segnalare l'impegno nel settore. E si tratta di un mercato sempre più affollato: ora anche Cisco si getta sulla nuvola

Roma - Non è ancora ufficiale, ma le voci si rincorrono: molto presto Windows Azure potrebbe diventare semplicemente Azure, separando il proprio destino dalla piattaforma Windows che fin qui è stata indissolubilmente legata al prodotto per il cloud computing di Microsoft. A sostenerlo è Mary Jo Foley su ZDnet, voce molto autorevole e molto ascoltata quando si parla e si sparla di Redmond: le sue fonti anonime danno l'annuncio per imminente, segno che il nuovo corso tutto cloud e mobile del CEO Satya Nadella è in pieno svolgimento.

La scelta di chiamare l'offerta cloud di Microsoft "Window Azure" era inizialmente dettata dalla necessità di accostare le fortune di Windows Server con la novità appena nata: il marchio delle finestre garantiva una sorta di continuità tra i due universi, e Microsoft ha fatto molto per continuare a sostenere la profonda interconnessione tra gli strumenti on-premises (i tradizionali OS installati sui server aziendali) e le novità portate sulla nuvola. Oggi, evidentemente, questa necessità è svanita: oppure, altrettanto probabile, legare il marchio Windows alle attività cloud di Microsoft non è più la mossa vincente, visto che al momento il sistema operativo desktop non gode di molta popolarità, mentre la divisione fino a poco fa guidata da Nadella stesso è in costante crescita.

L'annuncio non è ancora ufficiale, ma potrebbe essere questione di ore: a inizio aprile si terrà a San Francisco la consueta convention per gli sviluppatori interessati ai prodotti Microsoft, ribattezzata Build da qualche anno, e quello potrebbe essere il palcoscenico migliore per imporre la nuova denominazione del prodotto che potrebbe anche semplicemente chiamarsi "Azure". È anche possibile che questa reincarnazione segni un cambio della comunicazione delle nuove funzioni e capacità del prodotto, che potrebbe affrancarsi dal ruolo di comprimario del software tradizionale e acquisire una identità più netta e preminente nell'offerta complessiva di Microsoft.
Una svecchiata del marchio d'altronde è necessaria, anche perché l'arena del cloud si va facendo sempre più affollata. L'ultima grande azienda ad annunciare la propria discesa in campo è Cisco, che ha promesso un miliardo di dollari di investimenti per recuperare il terreno perduto: in effetti il marchio statunitense è decisamente in ritardo rispetto a blasonati concorrenti come IBM, Amazon o Microsoft stessa, ma pare che l'idea di cloud di Cisco sia un po' diversa da quella vista fino a questo punto. L'obiettivo dichiarato è quello di creare una sorta di "intercloud", permettendo agli acquirenti di costruire i propri prodotti basandosi su un approccio che integri servizi offerti da Cisco (soprattutto in ottica Internet of Things?) assieme a quelli da altri fornitori per la realizzazione della propria idea. Difficile dire se questa visione sarà vincente, di sicuro Cisco ha davanti un percorso in salita per acquisire rilevanza nel settore.

Luca Annunziata
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