Il nuovo Reboot: business o community?

di Vx. Tutto il lavoro sotterraneo di rinnovo grafico, sperimentale e concettuale di questa massa silenziosa non sarà retribuito da nessuno; è spontaneo, è la volontà di esserci, di far parte della élite del webdesign

Il nuovo Reboot: business o community?Roma - Il primo maggio di quest'anno ci sarà una rivoluzione silenziosa nel mondo del webdesign.
Non avrà effetti devastanti nella vita reale, ma per chi si occupa per lavoro o per diletto di questa nuova disciplina sarà come vedere arrivare uno tsunami (*) di stimoli sensoriali che sicuramente influenzeranno subliminalmente la comunicazione multimediale mondiale.

La rivoluzione di cui sto parlando è il 1st May Reboot, un evento definito dallo stesso organizzatore (James Widegren di Three.oh, contenitore creativo/e-zine tra i più importanti) il "..rilancio internazionale dei siti di autori e di creativi che operano nel campo del webdesign. Un evento collettivo vuol essere il manifesto della community creativa del web."

Già avvenuto su piccola scala l'anno scorso, in modo spontaneo, attraverso un gruppetto di siti cult (www.nginco.com - www.submethod.com - chapter3.net/imperium/ - www.threeoh.com- www.dform1.net - www.greyscale.net - www.endekks.com - www.vitaflo.com), quest'anno "l'happening" conta 1653 iscritti. Potere del link. L'iscrizione (gratuita e priva di particolari requirements) comporta il seguire una semplice regola per far comprendere al navigatore come e perché il sito in questione sia stranamente "spento", ovvero pubblichi una pagina iniziale che riporta la scritta e il logo della manifestazione. E aggiungo gli sponsors... sì, perché quest'anno il reboot ha una veste ufficiale e, forse, commerciale.
Organizzare un evento di tale portata ha sicuramente un certo riscontro in termini di visibilità e quindi anche un certo riscontro in termini economici (ma chiediamoci per chi...). Ci sono già dei dissensi all'interno della comunità a tal proposito, ma considerando che il webdesign è solo uno degli ingranaggi della new economy, credo che non si possa, purtroppo, farne a meno.

Tutto il lavoro sotterraneo di rinnovo grafico, sperimentale e concettuale di questa massa silenziosa non sarà retribuito da nessuno; è spontaneo, è la volontà di "esserci", di far parte della élite del webdesign. Essere linkati da siti come Three.oh spesso significa notorietà, e a volte anche riconoscimenti o potenziali clienti in arrivo. Alla base però c'è questa voglia di essere parte dell'esclusiva community di geni e pseudogeni, un po ' come le groupies delle rock band.

Credo che nel mondo reale quasi nessuno sappia chi è Joshua Davis o James Widegren. Ma se lo chiedete ad un sedicenne aspirante webdesigner sicuramente comincerà a citare le loro opere, come se stesse parlando di Albert Einstein o di Steven Spielberg. In realtà, sono persone che effettivamente con il loro lavoro influenzano la comunicazione multimediale a tutto campo, solo che i mezzi tradizionali come la carta stampata o la tv recepiscono con ritardo e non riconoscono il loro contributo, dandolo come un fenomeno scontato di evoluzione stilistica della comunicazione stessa.

Questo evento del primo maggio forse dovrebbe essere portato all'attenzione di tutti, perché come dice lo stesso Widegren, "...persegue una valutazione ed una esplorazione di questo neonato media, e la comprensione della sua crescente comunità". Intenti nobili, non c'è che dire, forse un po ' utopistici. Nel web, come nel resto del mondo, vige la legge della giungla: amici finché ce n'è per tutti, predatori e prede se il NASDAQ crolla a picco.

Vx

(*) termine giapponese che indica un'onda di maremoto.
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