Claudio Tamburrino

Ora alla Cina il matrimonio di Microsoft e Nokia piace

Luce verde da Pechino per l'acquisizione della Finlandese da parte di Redmond. Poste condizioni sui costi di cessione dei diritti di sfruttamento dei brevetti. Manca il tassello India per completare l'operazione

Roma - Il Ministro del Commercio cinese ha approvato l'operazione con cui Microsoft ha acquistato l'intera attività mobile di Nokia. Secondo i programmi (recentemente rivisti in questo senso) delle due aziende è d'altronde proprio questo il mese che sancirà la loro definitiva unione.

A mancare all'appello per completare l'acquisizione proprio le approvazioni di alcune autorità nazionali asiatiche. Nonostante l'operazione da 7 miliardi di dollari abbia già ricevuto luce verde in 15 mercati di tutti e cinque i continenti, tra cui USA e UE, in India ed in Cina sembravano esserci ancora questioni da risolvere.

Ora che Pechino ha dato il via libera, dopo aver ottenuto la promessa che né Microsoft né Nokia varieranno le rispettive politiche di cessione di diritti sui brevetti (fondamentali per tenere in piedi il lucroso e crescente business della telefonia mobile, che in Cina cresce a ritmi notevoli), resta da chiarire unicamente la faccenda delle tasse in India.
Nuova Delhi contesta a Nokia di aver versato una cifra non sufficiente a coprire l'effettivo fatturato delle sue attività nel paese, dove è collocata un'importante fabbrica responsabile della produzione di terminali: al solito ci sono in ballo questioni relative a dove vengono contabilizzati i guadagni e come, e l'India pretende la costituzione di un ingente fondo di garanzia a cui si possa attingere nel caso in cui la condotta di Espoo fosse giudicata scorretta da una corte locale. Da parte sua, Nokia ribadisce di essere fiduciosa di poter chiudere l'intera operazione di vendita a Microsoft della propria divisione mobile entro questo mese.

Claudio Tamburrino
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