Luca Annunziata

Facebook ha in mente un'altra privacy

Il social network vuole rendere più chiare le opzioni per destinare il contenuto al pubblico o ai propri amici. E, forse, potrebbe dare più spazio all'anonimato in Rete

Roma - Facebook sa che la privacy è uno dei punti nodali dell'intera esperienza del social network: comprendere appieno quale sarà la platea a cui sarà destinato un messaggio, configurare correttamente le impostazioni nel pannello privacy del proprio profilo, migliorare e semplificare l'interfaccia per ridurre gli errori sono tutti temi affrontati dall'azienda di Menlo Park. Che per questo si prepara ad introdurre alcuni cambiamenti nel proprio sito e nelle proprie app, ascoltando i consigli e le indicazioni dei suoi utenti.

A un gruppo di giornalisti convocati nelle seda californiana e in quella di Washington D.C., i tecnici Facebook hanno spiegato di aver avviato una complessa analisi della piattaforma mediante controlli automatici periodici e sondaggi tra gli utenti di ogni parte del mondo. A valle di questi miliardi di verifiche e migliaia di consultazioni, Facebook ha stabilito che qualcosa non andava: troppo spesso l'utente ha la percezione che i propri messaggi finiscano in cerchie più ampie di quelle che si era immaginato, troppo comune l'abitudine di lasciare invariate le impostazioni privacy sulla modalità "public" che comporta la piena esposizione alla lettura altrui.

Per fare fronte a questo disagio, il social network ha deciso di introdurre alcune misure correttive: alcune sono già visibili, come nell'app mobile in cui è ora più evidente con chi si sta condividendo un post grazie a un campo destinatari che assomiglia a quello di una email, ma presto la questione sarà allargata anche ai browser su PC e le voci visibili saranno meno per semplificare la scelta. "Pubblico" o "Amici", saranno queste due le opzioni privilegiate che permetteranno di migliorare la sensazione di privacy degli utenti Facebook: chi poi dovesse optare per un post pubblico, periodicamente si vedrà chiedere dal sistema se è ancora convinto che sia la scelta migliore, così da evitare che sbadatamente si continui a raccontare a chiunque i fatti propri. I test proseguiranno fino a individuare la soluzione migliore, o quanto meno quella più comprensibile alla maggioranza degli utilizzatori.
Tutto questo probabilmente non basta a migliorare in modo significativo il livello di privacy di un sistema che, per sua stessa natura e concezione, è pensato per amplificare al massimo la pubblicità delle proprie imprese. Ma la rinnovata sensibilità del fondatore Mark Zuckerberg sull'argomento ha scatenato una ridda di ipotesi sul destino prossimo di Facebook: qualcuno ha addirittura ipotizzato che il social network potrebbe presto tentare la strada dell'anonimato, lo stesso che ha strenuamente combattuto in questi anni, un po' per seguire un trend di mercato, un po' perché Zuckerberg pare abbia rivalutato il concetto negli ultimi tempi.



Luca Annunziata
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