Claudio Tamburrino

Micron, accordo per 371

Limitati a 48 gli esuberi. Grazie all'intervento di STM e all'impegno di Micron stessa si limitano i danni. Ora toccherà risolvere il nodo degli ultimi posti a rischio, ma per questo ci saranno 12 mesi di tempo

Roma - Sindacati, Governo, Micron e StMicroelectronics (StM) hanno raggiunto un accordo che taglia il numero di licenziamenti previsto in Italia dalla multinazionale a stelle e strisce.

La statunitense, già proprietaria dei marchi Crucial e Laxar, nel 2010 aveva acquistato Numonyx, azienda frutto della fusione della multinazionale italo-francese STMicroelectronics e della divisione memorie Intel, con tutti i suoi brevetti per memorie NOR, NAND e PCM, i suoi marchi, le sue fabbriche europee ed i suoi clienti. Poi, nonostante il 2013 sia stato per lei un anno record, con azioni passate dai 5 ai 25 dollari di valore ed un fatturato quasi raddoppiato, Micron ha avviato un processo di riduzione del personale che ha investito particolarmente l'Italia, nonostante gran parte di quei titoli brevettuali fossero proprio il frutto di inventori italiani.

Da ultimo, perseguendo il suo programma di taglio del 5 per cento della forza lavoro in tutto il mondo, l'azienda a stelle e strisce aveva annunciato il licenziamento di 419 dipendenti italiani: un'operazione che ha subito scatenato proteste e l'impegno dei sindacati e della politica a cercare di raggiungere un accordo che scongiurasse l'ipotesi.
Nonostante l'iniziale stallo, che non faceva ben sperare circa le possibilità di rimediare politicamente alla situazione con un accordo soddisfacente fra le parti, al termine di una maratona di incontri finita a notte inoltrata Micron, i sindacati (erano presenti i segretari e i coordinatori nazionali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, Nicola Alberta, Roberta Turi e Luca Maria Colonna), il Ministero del Lavoro e quello dello Sviluppo economico hanno raggiunto un accordo.

Micron ha promesso di adottare un piano di investimenti per mantenere la propria presenza in Italia (20 milioni di dollari in tre anni), recuperando in particolare 85 posizioni, 10 tra Agrate e Vimercate, 43 a Catania, 6 ad Avezzano e 6 ad Arzano, più altre venti rispetto alle quali i dettagli saranno resi noti in seconda battuta. L'azienda ha inoltre dato disponibilità allo spostamento di 102 lavoratori in tutto: 40 in Italia (nello specifico 10 ad Avezzano, 5 a Padova e 25 a Catania) e 62 all'estero. Già durante la trattativa l'azienda ha specificato che 90 dipendenti avrebbero aderito al Job posting, e di questi 20 avrebbero già ricevuto un'offerta.

A farsi carico dell'assunzione di 170 dipendenti in uscita da Micron prima della scadenza dell'anno di cassa integrazione, invece, è StMicroelectronics (St Holding è per il 50 per cento del Ministero del tesoro): si tratta di 17 persone in Campania, tra Arzano e la controllata Incard di Marcianise, 41 a Catania e 82 a Vimercate, mentre per altre 30 posizioni l'azienda ha preso l'impegno riservandosi di specificare la sede in un secondo momento.

A questi numeri occorre poi aggiungere 14 dipendenti che avrebbero a oggi già formalizzato la propria uscita: inoltre, per chi nei prossimi due mesi decidesse volontariamente di lasciare il posto di lavoro Micron, mette a disposizione un incentivo di 28 mensilità.

Se tutte queste promesse verrano rispettate, in definitiva, rimarranno 48 esuberi destinati ad andare in cassa integrazione, per cui ci sarebbe circa un anno di tempo per trovare una soluzione per cui è previsto il coinvolgimento delle Regioni interessate: a queste ultime sarà chiesto di adoperarsi per creare le condizioni per il riassorbimento dei lavoratori in mobilità nelle aziende del settore sul territorio.

Claudio Tamburrino
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12 Commenti alla Notizia Micron, accordo per 371
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  • Qualche tempo fa in Francia il Governo obbliga ST a riassorbire oltre 1000 dipendenti (anche 1600?) dopo l'operazione fallimentare di ST-Ericsson.

    Pochi giorni fa il Governo Italiano ha portato a casa un rientro (neanche tanto sicuro) di ulteriori 30 persone micron in ST e che si dovrebbero aggiungere ai sicuri 140. Per i restanti esuberi, cassa integrazione verso il nulla o incentivo per esodo volontario...sempre verso il nulla.

    ......mi pare che non ci sia confronto!

    Micron licenzia chi è già stato licenziato da ST qualche anno fa.

    Viva l'Italia!

    Saluti a Tutti.
    non+autenticato
  • scusate ma quali sono i margini di guadagno?
    cioè la STM ha praticamente dismesso un reparto vendendolo alla micron, la micron ha pagato solo per non avere un concorrente, hanno già i loro ingegneri, sono esuberi e lo sapeva benissimo STM quando ha fatto l'operazione.
    Ma purtroppo i prezzi di produzione si abbassano e l'automazione è alta, non c'è spazio per tutta questa concorrenza al ribasso.
  • La reale riduzione degli esuberi micron è pari a 255 su un totale di 419. Infatti ST riassorbe 170 risorse e Micron ne recupera 85 sugli stessi siti. I numeri riportati dai media sono quindi completamente errati in quanto mettono in conto i trasferimenti coatti all' estero o in italia (uno che vive in lombardia te lo trasferisco a catania come se fosse un pacco postale). E' irrispettoso per i lavoratori leggere tali falsità. Un lavoratore Micron Napoli
    non+autenticato
  • Io lavoro in micron. Queste notizie sono false. Di tutti i numeri solo le 140 persone riassorbite da ST sono la certezza. Per le altre si parla di ricollocamenti. Certo se prendi 200 persone e dici che dall'italia li ricollochi in cina, o anche che dalla lombardia li ricollochi in sicilia, gli esuberi sparisco ma forzi la gente ad una decisione. O fai come dico o ti licenzio. Questa e' una soluzione?
    non+autenticato
  • Ciao Oliviero,

    invito tutti a leggere qui:

    http://www.ilcittadinomb.it/stories/Economia/micro.../

    l'unica cosa certa è la CIGS per tutti ed un piano di mobilità volontaria.
    Possiamo chiamarlo successo, in realtà il ministro Guidi semplicemente non poteva permettersi un fiasco colossale. Di fatto l'accordo semplicemente dilata i tempi.

    Forza ragazzi!!!

                 Floating Gate
    non+autenticato
  • Se il lavoro è in Cina, si va in Cina. Perchè, pretendi il lavoro sotto casa? Ringrazia ancora di avere l'opportunità.

    Il mercato non è beneficenza, mettetevelo bene in testa.
    non+autenticato
  • Sembra un successo.
    Ma finirà come per la FIAT.
    Tutti hanno lo stesso obbiettivo: quello di lasciare l'italia e vederla affondare. Con tutti i politici, gli impiegati statali, i nullafacenti, gli operai che le prendono da tutte le parti ma sono contenti così, i sindacati.
    Purtroppo non tutti hanno le possibilità di lasciare l'italietta, ma le grandi multinazionali sì. Che per loro fortuna sono le uniche che possono fare la voce grossa, a differenza del piccolo imprenditore, della piccola azienda familiare e del lavoratore P.IVA che sia un falso o vero lavoratore in proprio non fa differenza.
    Così finisce che finchè le condizioni per le multinazionali e le grandi aziende vanno bene e il governo concede ai ricchi sconti e regalie, allora alla fine rimangono tutti. Mentre gli altri, i veri italiani, vengono continuamente svenati (ma spesso gli va bene così, si lamentano ma poi tutti a guardare il grande fratello).
    Poi appena le regalie finiscono... bye bye Italy!
    Certamente questa è una buona notizia. Una vittoria. Ma per quanto durerà?
    non+autenticato
  • Le aziende fanno il loro interesse, esattamente come me e te quando scegliamo un supermercato invece che in altro, e pazienza se il secondo chiude, o sullo scaffale prendiamo i fagioli "X" invece di quelli "Y".
    Ovviamente, quando ci sono di mezzo persone che lavorano, alle aziende viene anche richiesto un qualche minimo di "responsabilità" maggiore,
    ma il concetto fondamentale che è inutile voler ignorare è che "il mondo cambia", cambia di continuo e questo è. La Fiat non produce più? Beh, una volta qui da noi la Nissan, la Kia, la Hyundai, la Dacia non c'erano, adesso ci sono anche loro sul mercato, succede. Voler cristallizare le cose non funziona, e peraltro se fa comodo fa proprio comodo a quelle aziende che vengono qui solo quando possono prendere il malloppo e fuggire..
    Poi, che le soluzioni non siano facili, lo so anche io. saluti
    non+autenticato
  • - Scritto da: Osvy
    > La Fiat non produce più?

    Certo, se i grandi prenditori italioti continuano a fare la panda dal 1980, non possono lamentarsi se un fabbro indiano esce con un modello migliore...
    non+autenticato
  • - Scritto da: 2014
    > - Scritto da: Osvy
    > > La Fiat non produce più?
    >
    > Certo, se i grandi prenditori italioti continuano
    > a fare la panda dal 1980, non possono lamentarsi
    > se un fabbro indiano esce con un modello
    > migliore...

    eh, mi sovviene a tal proposito la force india...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Osvy
    > Le aziende fanno il loro interesse, esattamente
    > come me e te quando scegliamo un supermercato
    > invece che in altro, e pazienza se il secondo
    > chiude, o sullo scaffale prendiamo i fagioli "X"
    > invece di quelli
    > "Y".

    E qui ti sbagli, molte di queste aziende hanno avuto soldi "donati" dallo Stato, quei soldi sono i nostri dati con le tasse, ci devono tornare il tutto con gli interessi !!!!

    Spesso leggo qui su PI, che quei soldi sono stati "regalati", e quindi non ci tocca nulla, ma spiegatemi se una cosa del genere capita in Germania le aziende restituiscono i soldi con gli "interessi" ?


    http://www.tomshw.it/cont/news/nokia-chiude-in-ger...
    non+autenticato
  • > E qui ti sbagli, molte di queste aziende hanno
    > avuto soldi "donati" dallo Stato,


    Io ci andrei piano con questa affermazione, perché solo Repubblica (e la costola L'espresso ) riporta questa cifra e questa circostanza, e cioè che lo Stato ha dato a Micron 150 milioni di euro per creare posti di lavoro. Repubblica non è nuova a queste cantonate; quei soldi lo Stato potrebbe averli spesi per tutt'altro, ad esempio per acquistare le quote di ST Holding N.V., 50 % dello Stato italiano e 50 % dello Stato francese. Ma le ipotesi sono tante.


    > Spesso leggo qui su PI, che quei soldi sono stati
    > "regalati", e quindi non ci tocca nulla, ma
    > spiegatemi se una cosa del genere capita in
    > Germania le aziende restituiscono i soldi con gli
    > "interessi"
    > ?
    >
    >
    > http://www.tomshw.it/cont/news/nokia-chiude-in-ger

    No, non è detto che li restituiscano. Lo Stato tedesco chiederà indietro questi soldi, e la Nokia nel frattempo si sarà già trasferita completamente in Romania, e ti saluto ninetta.A bocca aperta