Luca Annunziata

Twitter fa shopping per la business intelligence

Gnip, giÓ partner del tecnofringuello, arricchisce gli strumenti per le aziende. Un altro modo per monetizzare i tweet

Roma - Twitter allarga i cordoni della borsa e compra Gnip, Wall Street approva. Il segnale inviato dall'azienda di San Francisco agli investitori è chiaro: lavoriamo per rendere il nostro servizio più utile alle aziende, compriamo il lavoro di un nostro partner storico che già è molto apprezzato nell'ambiente della business intelligence. Gli investitori sembrano gradire, e regalano una crescita in doppia cifra al titolo sui listini di Borsa. Il valore della transazione non è stato comunque reso noto.

Gnip è stato per quattro anni un partner di primo piano di Twitter: è una delle poche entità ad avere pieno accesso al flusso di cinguettii (il cosiddetto "fire hose"), senza filtri, flusso che analizza per offrire servizi su misura alle aziende nel campo definito "business intelligence" (Twitter ha anche precisato che non cambieranno le policy con cui concede l'uso del flusso ai propri partner dopo questa acquisizione). Attraverso i propri algoritmi Gnip offre uno spaccato sui temi e le tendenze trattate su Twitter: un produttore di bibite può conoscere così l'opinione dei propri clienti sulle confezioni, oppure informarsi sulle qualità riconosciute alla concorrenza. Gnip ha un suo zoccolo duro di clienti affezionati, distribuiti in oltre 40 paesi, e a Twitter il business del proprio partner deve essere sembrato solido e interessante abbastanza da fare un'offerta. Qualcuno lascia intendere che Twitter possa anche essersi mossa per evitare che le preziose attività di Gnip finissero in mano a qualcun altro: in ogni caso, si tratta evidentemente di un'acquisizione che punta a tenere in casa uno strumento prezioso per valorizzare il proprio business core, le informazioni e il "sentiment" contenuti nei cinguettii.

Se da un lato, quindi, Twitter si muove verso la fornitura di servizi a valore aggiunto per i clienti aziendali, dall'altro non trascura la necessità di provvedere a rendere la piattaforma più usabile e al passo coi tempi. Da molte settimane si vocifera di parecchi tentativi in atto per mutare l'attuale schema di citazioni e repliche, e la nomina di Daniel Graf a vicepresidente responsabile del prodotto può essere letta come un segnale in tal senso: Graf proviene da Google, dove si occupava da due anni di Maps, e dunque è chiaro che a San Francisco sperano di approfittare dell'esperienza con un prodotto di massa, quale quello di Mountain View, per rendere più immediato e semplice da usare il proprio. Cambiare, lo ha ribadito recentemente anche il fondatore Biz Stone, è l'unica strada che Twitter può seguire per mantenersi rilevante. (L.A.)
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