Gaia Bottà

LaCie, sicurezza servita fredda

Una violazione durata un anno per lo store del produttore francese. LaCie offre le proprie scuse e raccomanda agli utenti di monitorare le proprie carte di credito

Roma - Per un anno i dati dei consumatori sono stati esposti alle mire dei malintenzionati sul sito di LaCie dedicato agli acquisti online: il produttore francese di soluzioni per lo storage lo ha comunicato con una nota che fa seguito ai primi segnali di allarme lanciati il mese scorso dall'esperto di sicurezza Brian Krebs.

Krebs aveva anticipato anche l'FBI, che - racconta LaCie - ha avvertito l'azienda di aver raccolto indizi sul fatto che "ignoti hanno utilizzato del malware per guadagnare l'accesso alle informazioni relative alle transazioni dei consumatori effettuate mediante il sito dedicato". LaCie ha condotto indagini e sta adottando le misure opportune, non prima di aver disabilitato il servizio di acquisti online in attesa di aver messo in sicurezza il sistema.

LaCie non rivela la portata della violazione, probabilmente correlata alle vulnerabilità di Adobe Coldfusion che avrebbero scatenato altre intrusioni e operata dagli stessi cracker che hanno disseminato in Rete i dati di tre milioni di utenti di Adobe. Ha però comunicato che ha coinvolto le transazioni operate dal 27 marzo 2013 al 10 marzo 2014 esponendo dati quali password, nomi, indirizzi, email e numeri di carta di credito dei consumatori.
Il produttore, che dopo aver offerto le proprie scuse sta provvedendo a contattare gli utenti potenzialmente colpiti, invita a verificare le transazioni operate con le carte di credito e raccomanda un immediato cambio di password. Nuove misure di sicurezza, promette, saranno presto adottate per ripristinare un servizio affidabile. (G.B.)
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