Luca Annunziata

Google, il reCAPTCHA e Street View

Un algoritmo sviluppato per migliorare l'abbinamento tra foto e mappe si rivela quasi infallibile nel risolvere i rompicapo grafici anti-spam. Migliorando entrambi i servizi

Roma - CAPTCHA, croce e delizia dei sistemi anti-bot di Internet: innumerevoli siti impiegano un sistema basato su immagini distorte di testo e numeri per tenere fuori dalla porta automi inviati in giro per infestare forum e bacheche di discussione, ma a volte i quiz proposti sono irrisolvibili persino per la mente umana. Google ha annunciato di aver terminato lo sviluppo di un algoritmo capace di azzeccare la lettura dei CAPTCHA nel 99 per cento dei casi: con buona pace di chi i CAPTCHA proprio non li sopporta. Come quel gruppo di hacker che un paio d'anni fa era riuscito a violare il sistema di Mountain View, con percentuali di successo simili.

L'acronimo CAPTCHA sta per completely automated public Turing test to tell computers and humans apart, una sorta di test di Turing (quello che serve a distinguere una mente umana da una sua simulazione artificiale) utile a filtrare parecchio dello spam automatizzato che circola in Rete. Adottando questo sistema si riesce a tenere fuori dalla porta il grosso della spazzatura: per migliorarne il funzionamento, Google ha anche adottato un sistema doppio chiamato reCAPTCHA, con ben due puzzle da risolvere. Al contempo, con il team di Street View lavora anche ad algoritmi in grado di leggere le immagini e decifrarne il contenuto numerico: lo scopo è abbinare con precisione le foto scattate dalle auto che circolano per le strade agli edifici presenti sulla mappa.

Così da un lato Google lavora a rendere i CAPTCHA più difficili da sopravanzare, e dall'altro elabora un progetto per imparare a decodificarli: inserendo tra i reCAPTCHA immagini dei numeri civici ripresi da Street View, nell'ultimo paio d'anni Mountain View è riuscita a migliorare talmente tanto il proprio algoritmo da renderlo capace di azzeccarci praticamente sempre. Secondo Big G, questa ricerca ha permesso di capire meglio il funzionamento del riconoscimento della scrittura da parte di un computer, e ha permesso di migliorare il funzionamento del suo sistema di filtraggio: il testo distorto non è una soluzione priva di difetti, un algoritmo ben fatto può scavalcare questo problema, dunque occorre elaborare altri sistemi per rendere più efficaci i CAPTCHA.
Stando a quanto rivelato da Google sul proprio blog dedicato alla sicurezza ora i CAPTCHA proposti sono più semplici, sia sotto il profilo grafico che nella loro versione audio (che garantisce l'accessibilità), ma nonostante questo il sistema è più sicuro: allo stesso tempo, le mappe di Google sono meglio allineate con le foto raccolte dalle auto di Street View. A Mountain View sono riusciti a far collaborare due team, e a migliorare due prodotti in un colpo solo.

Luca Annunziata

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