CNIPA e i buchi della formazione web

Corsi accessibili solo su piattaforme proprietarie, lezioni non presenti sul sito, player proprietari da scaricare: non tutto va alla grande sul sito che ha sostituito l'AIPA e che propone numerosi prodotti di formazione online

Roma - Non c'è da stupirsi se qualcuno su Usenet in queste ore ha messo in dubbio la validità della sezione "Formazione" del sito del CNIPA, il Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione che ha preso il posto di AIPA. Basta infatti recarsi in quella porzione del sito per imbattersi in alcuni vistosi problemi di accesso.

Quello più palpabile è di certo riferito al corso sull'Accessibilità dei siti web al quale si può accedere soltanto se si dispone di un sistema operativo proprietario come Windows, un corso che è esplicitamente ottimizzato per Internet Explorer. "Io per accessibilità dei siti web - scrive Maurizio, su it.comp.os.linux.sys - intendo non solo la possibilità di dare la possibilità di poter accedere al sito ad utenti con handicap, non solo strutturare un sito in modo che sia facilmente navigabile ma anche fare in modo di poterlo utilizzare con qualsiasi browser. Ebbene i requisiti tecnici per poter accedere al corso sono:
Sistemi operativi supportati
Windows 95, Windows 98, Windows NT 4.0 con Service Pack 3, Windows 2000
Browser Richiesti: Internet Explorer 5.0, o Netscape Navigator 4.5"

Va detto che il corso realizzato da IBM per AIPA risale a molto tempo fa, pur conservando la sua rilevanza per insegnare i parametri sull'accessibilità sviluppati a livello internazionale, quelli della Web Accessibility Initiative (WAI), che sono sempre più centrali per sviluppatori, enti e imprese.
La sensazione del visitatore dell'area Formazione, comunque, è quella che certi problemi siano generalizzati. Se si accede, per esempio, alle pagine del corso su Sistemi operativi e Sistemi aperti sviluppato dal Consorzio Nettuno per conto di AIPA, solo se si dispone di Internet Explorer e di Windows Media Player si riuscirà a visualizzare le singole lezioni che lo compongono.

Problemi analoghi sono quelli riscontrati in altre occasioni, come il seminario su Internet e Outsourcing, che sono fruibili solo con Windows Media Player o RealOne Player.

In realtà anche chi dispone di Windows ma utilizzi browser diversi da Internet Explorer segnala, e Punto Informatico l'ha verificato, una difficoltà di accesso generale alle pagine dei corsi e dei seminari e alle relative lezioni.

È dunque probabile che il CNIPA, finalmente avvertito della situazione, renda presto veramente accessibile a tutti gli importanti e presumibilmente costosi strumenti di formazione indicati sul proprio sito.
13 Commenti alla Notizia CNIPA e i buchi della formazione web
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  • La PA, ed espressamente il ministero dell'Informazione, si stanno adoperando per normare la formazione a distanza in Italia (vedi decr. Moratti-Stanca x univ. a distanza).
    Nel farlo, fanno spesso riferimento a Standard internazionali (reference model SCORM, standard IMS, etc), rendendo praticamente obbligatoria l'adozione di piattaforme e materiali didattici aderenti agli standard.
    Se da un lato questo modo di agire garantisce l'interoperabilità, dall'altro richiede maggiori risorse sia per creare i materiali didattici sia per acquistare le piattaforme, per la maggior parte in mano a grandi multinazionali del software; si sottraggono risorse ai docenti/studenti produttori per lasciarli alle suddette (deja vue?).
    Che ne dite?
    non+autenticato
  • La cosa più comica è che gli standard internazionali per l'e-learning non prevedono policy per l'accessibilitàSorride
    non+autenticato
  • Non c'è affatto da stupirsi se nella Pubblica Amministrazione, ci si viene a trovare di fronte a paradossi di questo genere.
    Finché da un lato 25mila laureati in scienze dell'informazione e informatica del vecchio ordinamento restano indecorosamente esclusi dai bandi perché viene impedito loro l'accesso ad un albo professionale mentre dall'altro lato si autoabilitano nel settore dell'informazione senza esami specifici i vecchi ingegneri (meccanici, civili, ecc.) è piuttosto normale che l'utenza possa incappare in sgradevoli sorprese.
    LibAdri
    non+autenticato
  • si ma qua non c'entrano niente gli ingegneri.....qui si parla di accessibilità.
    Tanto accessibile il sito che ha una formattazzione amatoriale!!
    Lettere azzurre invece che blu, testi scritti un po' centrati un po' laterali, blocchi verdi invece che azzurri, blocchi più alti ed altri più bassi.
    Ma sanno cos'è il WC3 o no???
    Con Netscape si vedono imperfezioni che "Explonder" nasconde alla stargrandissima.
    E mi sono fermato solo alla Home....

    Saluti
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > si ma qua non c'entrano niente gli
    > ingegneri.....qui si parla di accessibilità.
    > Tanto accessibile il sito che ha una
    > formattazzione amatoriale!!
    > Lettere azzurre invece che blu, testi
    > scritti un po' centrati un po' laterali,
    > blocchi verdi invece che azzurri, blocchi
    > più alti ed altri più bassi.
    > Ma sanno cos'è il WC3 o no???
    > Con Netscape si vedono imperfezioni che
    > "Explonder" nasconde alla stargrandissima.
    > E mi sono fermato solo alla Home....
    >
    > Saluti

    Macari se gli dici "rendete + accessibile il vostro sito" magari ti rispondo :"che cosa importa? Opera e Mozilla lo usano 4 gatti"

    brup
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Finché da un lato 25mila laureati in scienze
    > dell'informazione e informatica del vecchio
    > ordinamento restano indecorosamente esclusi
    > dai bandi perché viene impedito loro
    > l'accesso ad un albo professionale mentre
    > dall'altro lato si autoabilitano nel settore
    > dell'informazione senza esami specifici i
    > vecchi ingegneri (meccanici, civili, ecc.) è

    Gia'.

    E' ovvio che quando chiami un ingegnere a fare il lavoro che invece dovrebbe fare un vero uomo con le pelas, poi ti trovi questi casini.

    Daltronde finche non radono al suolo gli albi, e la manica di laureati che non riescono a scappare fuori dall'italia, rimangono qui a scassarci la minchia, sara' sempre cosi'.

    L'ex aipa dovrebbe dare il lavoro in outsourcing a un pool di ingegneri indiani. Allora si' che le cose andrebbero meglio.



    Non so' perche' ma suppongo che al tempo degli scriba non si trovassero meglio. Una manica di pirla sapeva scrivere, e spacciava questo per una dote innata, irraggiungibile dalla massa del volgo.
    A proposito se ti serve ripassare qualcosa, per passare un esame, chiamami.



    Volendo ritornare un'attimo su una frase che mi ha molto colpito:
    > ordinamento restano indecorosamente esclusi
    > dai bandi perché viene impedito loro
    > l'accesso ad un albo professionale mentre

    Bandi?

    Perche' vuoi fare il professore? Il maestro di 4 asilo? L'aspirante impiegato del comune?

    Non lo sai trovare un lavoro vero?

    ahahaahhaaaaaaahaahhahahahahahaahhahahhaha

    Muhahahahahahahaha

    Muahwwwwawawawawawwwawawaw


    E' stao uno sballo.
    Facce ride ancora, te prego.
    Me ride 'er culo.
    non+autenticato
  • Non posso che concordare al 101%
    non+autenticato
  • > Finché da un lato 25mila laureati in scienze
    > dell'informazione e informatica del vecchio
    > ordinamento

    25.000 persone in possesso di un inutile pezzo di carta, che non ha nemmeno caratteristiche di morbidezza tali da renderlo utile per usi alternativi?
    I summenzionati uscendo dalla fabrica dei pezzi di carta sanno fare REALMENTE qualcosa, qualcosa di utile in base alle richieste del mercato? O sono ignoranti come prima e solo più presuntuosi?
    La risposta me la do da solo: quelli che sanno fare veramente qualcosa hanno già ricevuto almeno un centinaio di offerte di lavoro e magari qualcuno è all'esterno.
    Agli altri, invece di aspettare i bandi per scaldasedia, consiglierei di emigrare clandestinamente in India a fare i lavapiatti agli ingegneri indianiCon la lingua fuori

    > restano indecorosamente esclusi
    > dai bandi perché viene impedito loro
    > l'accesso ad un albo professionale mentre
    > dall'altro lato si autoabilitano nel settore
    > dell'informazione senza esami specifici i
    > vecchi ingegneri (meccanici, civili, ecc.) è
    > piuttosto normale che l'utenza possa
    > incappare in sgradevoli sorprese.

    Io non sono nemmeno laureato in ingegneria e mi sono "autoabilitato", sarei ben felice di disporre di collabratori sfornati dalle università che già sanno fare qualcosa.
    Ma da quel che vedo la stragrande maggioranza dei laureati (ed anche molti docenti) non sanno nemmeno l'italiano e quindi dovrebbero tornare alle elementari.
    Non parliamo poi della conoscenza dell'inglese ed eventualmente di altre lingue....

    Fosse per me abrogherei il valore legale dei titoli di studio e gli albi professionali. (Giusto per precisare che non scrivo ispirato da interessi personali, i miei voti di maturità e laurea sono stati 60/60 e 100 e lode, quindi il valore legale dei titoli di studio mi potrebbe solo tornare comodo, semplicemente non li ritengo utili per misurare effettive competenze e capacità di creazione di reddito).
    non+autenticato
  • I corsi che avete segnalato mi pare fossero stati commissionati e valutati dall'AIPA e non dal neonato CNIPA.

    Purtroppo la Formazione a Distanza e' diventata di moda e tutti pretendono di potersene occupare: "du pagine html, nu video e un test".
    Forse che qualcuno di quelli che hanno commissionato il corso avevano la capacita' di valutarne tutti gli aspetti?
    Forse che l'Informatica, la Formazione a Distanza etc l'economia pubblica sono nelle mani di persone realmente competenti?
    Gia' nel settore privato la competenza informatica non e' una condizione necessaria, figuriamoci nel pubblico, cambiano i cappelli (ora destra, domani sinistra) ma le teste rimangono sempre le stesse...

    Sconsy.

    non+autenticato
  • E' vero: la FAD è una moda.
    Tuttavia, abbiamo una certezza: funziona. L'informatica (=informazione automatica) è quanto di meglio possa esistere per la veicolazione dellei informazioni, che è alla base del processo formativo.
    MA: solo la presenza di personale altamente qualificato può rendere produttivo (=provocare apprendimento) un sistema FAD. Non sono le piattaforme, i video, i forum, le lavagne sincrone etc, ma le *persone* a fare la qualità della FAD.

    Chi emana le direttive, mi sembra non la pensi a questo modo: perciò aspettiamoci che la moda... passi, magari poi si riuscirà a fare vera formazione.

    Italo Losero.
    non+autenticato
  • Forse non era proprio Wireless Accessibility Initiative (WAI).

    :|

    Vedi il link : http://www.w3.org/WAI/
    non+autenticato
  • Gli faceva schifo mettere online dei file PDF, PS o HTML pacchettizzati (tgz o zip) come fanno tutti gli altri?
    Ritornando al discorso dell'accessibilità, sono esclusi anche quelli che non hanno la banda larga e/o l'always-on, ed anche quelli che non hanno un portatile o il tempo di stare incollati al video (e addio alle letture in treno o in areoporto)!

    Ed io pago....
    non+autenticato
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