Claudio Tamburrino

Italia, Internet si impara a scuola?

Educazione e cittadinanza digitale: un nuovo insegnamento che la deputata Anna Ascani (PD) spera di introdurre nei programmi scolastici italiani

Roma - La deputata del Partito Democratico Anna Ascani ha presentato un disegno di legge per introdurre l'insegnamento di "educazione e cittadinanza digitale".

Secondo il rapporto Eurydice della Commissione Europea l'Italia è uno dei pochissimi paesi dell'Unione a non avere una forma di educazione digitale nei piani di studio scolastici: non si tratterebbe più di un'innovazione d'avanguardia, ma di una necessità richiamata anche dalle istituzioni, vista la diffusione e la trasversalità di Internet. Basti pensare che solo Facebook ormai raggiunge più del 90 per cento dei ragazzi con più di 14 anni.

Secondo Ascani, dunque, nelle scuole di ogni ordine e grado occorrerebbe "introdurre l'insegnamento di educazione e cittadinanza digitale" e individuare nell'ambito del collegio dei docenti un insegnante che svolga il ruolo di "educatore digitale": dovrebbe essere in grado di supportare gli studenti nell'approccio alla Rete, guidandoli ad un uso responsabile delle tecnologie.
Questo insegnante dovrebbe altresì fungere da punto di riferimento per il corpo docenti, che spesso arranca rispetto alle conoscenze informatiche e alle abitudini alla vita online. "Questa legge - spiega Ascani - imporrebbe al ministero di formare docenti ad hoc che possano poi trasferire il proprio sapere digitale agli altri, creando una contaminazione positiva".

A tal proposito, inoltre, la proposta di legge prevede di introdurre le competenze digitali tra quelle utili all'abilitazione all'insegnamento.

Claudio Tamburrino
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67 Commenti alla Notizia Italia, Internet si impara a scuola?
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  • A scuola si deve imparare a leggere, scrivere, far di conto, storia, geografia, matematica, arte e letteratura. E poi l'educazione, civica e non.

    Per accedere a un sito istituzionale e compilare un modulo bastano le competenze di un ragazzino che usa fb, ma bisogna avere capacità di comprensione del testo che nessun corso di informatica può dare.
    Se parliamo di informatica al lavoro, quelle si chiamano scuole professionali.

    Con ciò non nego la necessità di trattare la materia. Il breve elenco di argomenti proposto da vituzzo mi trova d'accordo e se qualcuno non approva, comprensibilmente, wikipedia, faccia di meglio, comunque la cultura non passerà MAI per luoghi in cui chiunque può scrivere. Io su wp ci vado per sapere chi fosse Christina Rossetti, non per gli articoli da bimbominkia.
  • > A scuola si deve imparare a leggere, scrivere,
    > far di conto, storia, geografia, matematica, arte
    > e letteratura. E poi l'educazione, civica e
    > non.

    Queste materie non escludono anche l'informatica. Tra l'altro sull'utilità di materie come geografia e arte sono molto dubbioso. Invece non ho alcun dubbio sull'effettiva efficacia dell'insegnamento della geografia quando vedo i quiz in tv: non c'è un concorrente, fra quelli sotto i 45 anni, che sappia mettere una provincia nella regione giusta.
    Ore sprecate. Per arte, non saprei.


    > Per accedere a un sito istituzionale e compilare
    > un modulo bastano le competenze di un ragazzino
    > che usa fb, ma bisogna avere capacità di
    > comprensione del testo che nessun corso di
    > informatica può
    > dare.

    Infatti. Però se uno è in grado di comprendere il testo ma non sa come si accede a internet il risultato è lo stesso: entrambi non potranno usare con profitto quel servizio.
    Quindi è giusto insegnare l'uno e l'altro.


    > Con ciò non nego la necessità di trattare la
    > materia. Il breve elenco di argomenti proposto da
    > vituzzo mi trova d'accordo e se qualcuno non
    > approva, comprensibilmente, wikipedia, faccia di
    > meglio,

    C'è già di meglio, inutile reinventare la ruota ogni volta: enciclopedie un tempo solo cartacee ora sono disponibili anche sul web. Alcune solo con anteprima, e il resto a pagamento. Altre totalmente gratis.


    > comunque la cultura non passerà MAI per
    > luoghi in cui chiunque può scrivere. Io su wp ci
    > vado per sapere chi fosse Christina Rossetti, non
    > per gli articoli da
    > bimbominkia.

    Questa mi sa che me l'hai rubata.Sorride
  • Se si rinuncia all'arte, si rinuncia a una delle massime espressioni dell'umanità. In quanti altri campi si esplicano e meditano le profondità dell'animo umano? Poche altre.

    Ribadisco: per compilare un modulo on-line basta saper usare uno dei tanti iGiocattoli venduti a peso d'oro.

    Credo che la nostra sia solo una differenza di accenti.Sorride
  • > Se si rinuncia all'arte, si rinuncia a una delle
    > massime espressioni dell'umanità.

    Non dico di rinunciare all'arte. Del resto, ai teenager di qualsiasi generazione piace la musica pop: e per caso qualcuno la insegna a scuola (parlo dell'Italia)?

    Non capisco perché dedicarci una materia specifica, in scuole non a indirizzo artistico, quando se a uno piace andrà a fare una vacanza apposta, e a rimirare i capolavori; se non gli piace non saranno le pagine del libro di testo a risvegliargli l'interesse.


    > Ribadisco: per compilare un modulo on-line basta
    > saper usare uno dei tanti iGiocattoli venduti a
    > peso
    > d'oro.

    E capire l'italiano. Altrimenti si compila sì, ma sbagliato.
  • - Scritto da: RiBaldi
    > Se si rinuncia all'arte, si rinuncia a una delle
    > massime espressioni dell'umanità. In quanti altri
    > campi si esplicano e meditano le profondità
    > dell'animo umano? Poche altre.

    In effetti dove saremmo senza le scatole di Piero Manzoni ?
    krane
    22544
  • "A tal proposito, inoltre, la proposta di legge prevede di introdurre le competenze digitali tra quelle utili all'abilitazione all'insegnamento."

    allora insegneranno ben pochiA bocca aperta

    Basta rendere l'informatica una materia come le altre,possibilimente con docente dedicato (non il 5 in 1),ad ogni livello scolastico.

    Si possono benissimo tagliare quelle materie inutili e senza senso,come religione per esempio.

    Poi non serviva nessun rapporto per rendersi conto di una cosa del genere,siamo il Paese con il più alto uso della carta negli uffici,con ore d'informatica nelle scuole molto insufficiente a qullo che serve.Quando si fa un pò d'informatica si s'insegnano cose vecchie ed inadeguate al mondo di oggi...
    non+autenticato
  • Protocollo TCP/IP, che cosa è una url, cosa è un server
    Che cosa è, e come si usa, un browser
    Protocolli di posta elettronica
    Che cosa è, e come si usa, un client di posta
    Pagamenti online, fishing e crittografia
    Motori di ricerca
    Messaggistica istantanea
    Wiki e wikipedia
    Treccani e le altre enciclopedie online
    Protocolli peer to peer e tor
    non+autenticato
  • > Protocollo TCP/IP, che cosa è una url, cosa è un
    > server
    > Che cosa è, e come si usa, un browser
    > Protocolli di posta elettronica
    > Che cosa è, e come si usa, un client di posta
    > Pagamenti online, fishing e crittografia

    Forse intendi phishing.
    Il fishing in inglese è la pesca.

    > Motori di ricerca
    > Messaggistica istantanea
    > Wiki e wikipedia

    No, quella no!
    Rispondere cortesemente ma fermamente, in caso di domande durante le lezioni, che non va mai consultata. Si disimparano anche le poche cose apprese nelle varie materie.


    > Treccani e le altre enciclopedie online

    In italiano c'è solo la Treccani, anzi, alcuni estratti.


    > Protocolli peer to peer e tor

    "Ragazzi, per la lazione su Tor portate l'autorizzazione scritta dei genitori: non si può evitare che finiate nel deep web senza volerlo, e che vi troviate di colpo sulla pusher street e non sapete cosa fare".Sorride
  • - Scritto da: Leguleio
    > No, quella no!
    > Rispondere cortesemente ma fermamente, in caso di
    > domande durante le lezioni, che non va mai
    > consultata. Si disimparano anche le poche cose
    > apprese nelle varie
    > materie.

    Semmai educherei sempre a verificare le fonti, bilanciarle, confrontarle con altre fonti, etc. Le stupidaggini si trovano scritte su wikipedia come su altri siti. Bisogna educare al pensiero critico, ma questo è qualcosa di antecedente e molto più importante di internet.
    non+autenticato
  • > > No, quella no!
    > > Rispondere cortesemente ma fermamente, in caso
    > di
    > > domande durante le lezioni, che non va mai
    > > consultata. Si disimparano anche le poche cose
    > > apprese nelle varie
    > > materie.
    >
    > Semmai educherei sempre a verificare le fonti,
    > bilanciarle, confrontarle con altre fonti, etc.
    > Le stupidaggini si trovano scritte su wikipedia
    > come su altri siti.

    Certo che sì, e infatti nel tuo schema non sono citati siti stile comedonchisciotte oppure lercio.it. Possono capitare delle domande su di quelli, ma non è il caso di prendere l'iniziativa e fare una lezione sull'inaffidabilitá della Rete, dando più importanza a un sito anziché a un altro.


    > Bisogna educare al pensiero
    > critico, ma questo è qualcosa di antecedente e
    > molto più importante di
    > internet.

    Con me sfondi una porta aperta. Però bisogna trovare insegnanti abbastanza preparati da saper trasmettere la tecnica.
  • Quelli buoni non hanno il tempo di insegnare!A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    > > Motori di ricerca
    > > Messaggistica istantanea
    > > Wiki e wikipedia
    >
    > No, quella no!

    Figuriamoci.
    Ti avevo appena messo un like, ma dopo questa vergognosa presa di posizione ti becchi 100 dislike!

    Rassegnati: la wikipedia e' il futuro mentre l'editoria tradizionale e' preistoria.
  • > > > Motori di ricerca
    > > > Messaggistica istantanea
    > > > Wiki e wikipedia
    > >
    > > No, quella no!
    >
    > Figuriamoci.
    > Ti avevo appena messo un like, ma dopo questa
    > vergognosa presa di posizione ti becchi 100
    > dislike!
    >
    > Rassegnati: la wikipedia e' il futuro mentre
    > l'editoria tradizionale e'
    > preistoria.

    Oh ma sentilo: una delle 1000 previsioni che si fanno ogni giorno su Punto informatico. Tutti futurologi qui dentro, eh?!?

    Se ci fosse un modo per far pagare una somma, anche piccola, ad ognuno dei profeti la cui previsione non si è avverata (perlomeno non nei tempi e nei modi descritti) sarei milionario.A bocca aperta
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    Modificato dall' autore il 27 aprile 2014 07.29
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  • > Oh ma sentilo: una delle 1000 previsioni che si
    > fanno ogni giorno su Punto informatico. Tutti
    > futurologi qui dentro,
    > eh?!?

    Chiedilo ai responsabili di Encarta.
    non+autenticato
  • > > Oh ma sentilo: una delle 1000 previsioni che
    > si
    > > fanno ogni giorno su Punto informatico. Tutti
    > > futurologi qui dentro,
    > > eh?!?
    >
    > Chiedilo ai responsabili di Encarta.

    È un esempio che va più a mio favore che a favore di Panda Rossa. Anche quando è nata Encarta tutti a dire che il futuro passava da lì, cioè dai CD. Poi arrivò una cosa chiamata tariffa forfettaria (ma i fighetti italiani usano un termine in inglese maccheronico) e un gruppo di volontari, pian pianino si costruì quella cosa gratuita, e dei CD nessuno si occupò più.
    Il punto è che molte enciclopedia nazionali sono già migrate alla fruizione gratuita su internet:

    http://www.larousse.fr/encyclopedie

    http://www.denstoredanske.dk/

    http://www.hls-dhs-dss.ch/index.php

    Da' loro il tempo di intersecarsi per quanto riguarda i link alle stesse voci in lingua diversa, e di costruire una sezione che si occupi quotidianamente degli aggiornamenti. Poi vediamo.
  • > Da' loro il tempo di intersecarsi per quanto
    > riguarda i link alle stesse voci in lingua
    > diversa, e di costruire una sezione che si occupi
    > quotidianamente degli aggiornamenti. Poi
    > vediamo.

    Tempo? Ne hanno avuto finché ne volevano!

    Molte enciclopedia su cdrom offrivano funzioni online già alla fine degli anni 90, mentre wikipedia nasce nel 2001 (quando le altre erano già ben rodate). Quanto tempo ci vuole ancora?
    non+autenticato
  • > > Da' loro il tempo di intersecarsi per quanto
    > > riguarda i link alle stesse voci in lingua
    > > diversa, e di costruire una sezione che si
    > occupi
    > > quotidianamente degli aggiornamenti. Poi
    > > vediamo.
    >
    > Tempo? Ne hanno avuto finché ne volevano!

    Chi va piano va sano e va lontano.
    E soprattutto non infila nelle proprie enciclopedie immani stronzate da bimbominkia.


    > Molte enciclopedia su cdrom offrivano funzioni
    > online già alla fine degli anni 90, mentre
    > wikipedia nasce nel 2001 (quando le altre erano
    > già ben rodate).

    Il Cd Rom si acquistava. Tanto vale...


    > Quanto tempo ci vuole
    > ancora?

    Non lo so. I futurologi qui su PI sono altri, io non c'entro.
  • Bella questa notizia... e chi insegna agli insegnanti ?
    Abbiamo il corpo insegnante più vecchio d'europa... una buona parte di questi sono cariatidi messe a fare un lavoro statale con il "6 politico" preso dopo le contestazioni del '68... e tenuti a forza a lavorare dopo la riforma Fornero... me li vedo quelli con che voglia vanno in classe !
    Ma andiamo siamo seri...
  • Vogliono insegnare alle nuove generazioni come usare internet? -.- un genio questa (Date una medaglia a questa donna!!!).
    Reintroduciamo l'educazione civica che insegna ai ragazzi a vivere in modo civile al digitale ci pensano le leggi e agcom -.-
    non+autenticato
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