Gabriele Niola

WebTheatre/ Una webserie senza trama

di G. Niola - Un progetto ambizioso, presentato dalla blogger sua autrice come una serie di corti. Non c'è continuità, ma c'è uniformità. Come nelle serie di suspense del secolo scorso

Roma - Anna Akana è una vlogger che si è messa in testa di fare della fiction.
Diversi mesi fa ha annunciato che avrebbe cominciato a fare dei cortometraggi e che ne avrebbe uploadati sul suo canale 12 entro la fine del 2014. A me suona come una webserie.

In realtà il progetto non ha un titolo né ha gli stessi personaggi ricorrenti o una trama unica, i diversi video (al momento ne sono usciti 3) sono tutti animati da storie indipendenti e spesso non hanno nemmeno i medesimi attori (lo stile di regia e scrittura invece è sempre molto coerente). In sostanza somigliano a quelle che la stessa Akana sostiene siano, ovvero dei corti. Eppure guardandoli è difficile credere che l'etichetta apposta dalla creatrice sia corretta.

L'ultimo ad essere stato pubblicato, Emergency Call, è il più interessante perché sembra concretizzare quello che negli altri è solo suggerito. La protagonista è la stessa Akana, nel ruolo di un centralinista del 911, all'inizio parla con la sua collega mostrandole l'anello di fidanzamento poi dovrà rispondere ad una chiamata d'aiuto di una donna il cui marito ha fatto a pezzi la famiglia e ancora si aggira nella casa in cui lei è nascosta.
Emergency Call

C'è la malattia mentale, c'è la suspense e c'è un atteggiamento molto spietato nei confronti dello spettatore, a cui non si risparmia niente.
Invece in Hallucination e Afflicted Inc. la malattia mentale aveva un tono più lieve, c'era una patina leggermente più canonica e meno tensione. Nel primo una donna è convinta di vederne un'altra che la segue (c'è un twist finale come nei corti vecchio stampo), nel secondo (anche qui con twist) un gruppo di malattie mentali si riunisce come fossero parte di una società.
Anche solo leggendo le trame e intuendo di cosa parlino i tre video sembra di capire come e perché questa produzione programmatica di 12 corti da parte di Anna Akana sembri una webserie. Perché anche le serie televisive non necessitano per forza di una trama da seguire obbligatoriamente ma possono saltare di palo in frasca e proporre di volta in volta personaggi diversi in storie diverse (era il caso di Ai confini della realtà o Alfred Hitchcock Hour, guarda caso entrambe serie che hanno a che vedere con la suspense).
Dunque, vista anche la durata costante sotto i 5 minuti, lo voglia o meno la sua autrice questo progetto sembra la prima webserie episodica di un certo rilievo. Il motivo è anche facile da intuire: attori ricorrenti, scenografie ricorrenti, una trama appassionante di episodio in episodio sono tutte componenti che abbattono i costi perché consentono di girare molte cose insieme, non costringono a casting infiniti e soprattutto facilitano la fidelizzazione del pubblico.

Questo progetto di una persona che fino al giorno prima (diciamo fino al giorno prima di quello prima) era solo una vlogger e in quella maniera aveva maturato un'audience è quindi di colpo, uno dei più ambiziosi e, per il momento, riusciti degli ultimi anni.

EMERGENCY CALL


AFFLICTED INC.


HALLUCINATION


Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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3 Commenti alla Notizia WebTheatre/ Una webserie senza trama
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  • Con tutti i bravi vlogger (blog video, magari spiegarlo!?) che ci sono in giro anche Italiani, date spazio a questa qui che fa cose di una noia mortale?
    non+autenticato
  • Ciao,
    potresti citare qualcuno di questi vlogger che sencondo te meritano più visibilità?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Diego Favareto
    > Con tutti i bravi vlogger (blog video, magari
    > spiegarlo!?) che ci sono in giro anche Italiani,
    > date spazio a questa qui che fa cose di una noia
    > mortale?

    in effetti ho visto il secondo e mi è sembrato piuttosto debole... e noioso.
    Sì, c'è il messaggio sociale... sembra suggerire il fatto che le multinazionali, con le loro tattiche di marketing, ci causino disturbi come anoressia, bisogno di chirurgia plastica, fino a disturbi psichici e desideri suicidi. E alla fine, piuttosto che contribuire a tutto ciò, la "protagonista" preferisce abbandonare il suo verosimilmente ben pagato posto di lavoro.
    Però resta il fatto che il tutto era noioso, e a poco servono il trucco elaborato o le atmosfere, se lo script è noioso.
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    Modificato dall' autore il 27 aprile 2014 11.46
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