Claudio Tamburrino

UE: prima i consumatori, poi i brevetti

L'antitrust bacchetta Motorola, ma non multa né lei né Samsung per le controversie con Apple in materia di mobile. I brevetti essenziali per l'industria devono essere ceduti in termini equi alla concorrenza

Roma - Motorola Mobility, la divisione di Motorola acquistata da Google ed ora venduta a Lenovo, e Samsung non hanno ricevuto alcuna multa dagli organi antitrust europei che si sono occupati del presunto abuso di alcuni loro brevetti essenziali a standard tecnologici del settore mobile. Che tuttavia non gli hanno risparmiato le severe ammonizioni.

Secondo le autorità europee la guerra che vede contrapposte Apple e i due produttori di dispositivi Android non deve finire per avere conseguenze per i consumatori in termini di prezzo di vendita dei dispositivi: ciò anche se l'antitrust europeo riconosce che alcuni comportamenti di Motorola e Samsung abbiano costituito una violazione, e - d'altro canto - che i dispositivi con la Mela manchino delle necessarie licenze per operare con le tecnologie rivendicate dalle concorrenti.

Come riferisce Joaquin Almunia, vertice delle le autorità antitrust europee, queste stanno cercando di raggiungere il giusto equilibrio tra detentori dei diritti e regole della competizione: per quanto sia difficile per definizione - i brevetti sono comunque dei monopoli - per l'Europa "il caso Motorola costituirà ora la cornice che credo dovremmo seguire" per dirimere futuri procedimenti simili.
Anche Samsung rischiava grosso ma se l'è cavata con un'ammonizione: poteva vedersi infliggere una multa pesantissima - si parlava di un massimo di 18,3 miliardi di dollari, o 13 miliardi di euro, pari al 10 per cento del suo fatturato annuale - e per questo l'azienda coreana aveva fatto retromarcia proponendo di chiudere tutte le controversie del genere e cercando di dialogare con la Commissione Europea.

A non piacere alle autorità è in particolare il fatto che le due aziende abbiano chiesto ed ottenuto un'ingiunzione preliminare nei confronti di Apple (e anche Microsoft nel caso di Motorola), costringendo Cupertino a rimuovere dal suo negozio online vecchi modelli di iPhone ed iPad, in forza di alcuni brevetti facenti parte di tecnologie che rappresentano standard per il settore mobile: secondo le autorità questo tipo di atteggiamenti rientra tra le circostante in cui un utilizzo di un brevetto legato ad uno standard tecnologico può comportante un abuso anti-competitivo.

Questo tipo di brevetti, infatti, coprendo materiale di base essenziale per implementare alcune funzioni del settore (le funzioni GPRS per quanto riguarda la proprietà intellettuale di Motorola e le connessioni 3G per quella della coreana), devono essere ceduti in licenza a condizioni favorevoli (definite in lingua inglese con l'acronimo FRAND).

Claudio Tamburrino
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29 Commenti alla Notizia UE: prima i consumatori, poi i brevetti
Ordina
  • il mondo della moda lo ha risolto da decenni: il primo che esce con un determinato modello di vestito/maglia fa tendenza, gli altri seguono ovvero prendono "ispirazione" da coloro che fanno tendenza. Nel dettaglio non è mai successo che un marchio arcinoto abbia fatto causa ad un altro marchio. Ovviamente la contraffazione è un discorso diverso.
    non+autenticato
  • http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/30/copia-p.../

    SIAE:
    Costi per quasi 180 milioni di euro per produrre appena 150 milioni di euro con perdite di oltre 26 milioni di euro, ricavi finanziari – ovvero dovuti alla lentezza nella ripartizione degli incassi – per oltre 34 milioni di euro e oltre dieci milioni di euro, a titolo di “rimborso costi di gestione”, incassati nella sciagurata ipotesi in cui il ministro Franceschini firmasse il testo del decreto sul famigerato equo compenso per copia privata nella versione messa a punto – in barba a qualsiasi pudore prima ancora che a qualsiasi regola giuridica – dalla direzione generale della Siae.

    Neppure questi sono numeri da giocare a lotto ma sono quelli del BILANCIO PREVENTIVO, relativo all’esercizio 2014, della società italiana autori ed editori, uno dei pochi monopolisti al mondo che vive costantemente sull’orlo del fallimento e che si regge su gambe di argilla formate da ricavi finanziari che se distribuisse in modo efficace quanto incassa non avrebbe e sulla fornitura di servizi all’Agenzia delle entrate che nulla hanno a che vedere con il diritto d’autore.
    non+autenticato
  • Benissimo, tutto giustissimo, ma dov'erano quando Apple faceva la stessa cosa? E quando la faceva Nokia per conto di Microsoft? O vale per tutti o nessuno... speriamo che in futuro valga dunque per tutti. Altrimenti ci devono spiegare perché Motorola i suoi brevetti deve darli in FRAND e Apple no.
  • - Scritto da: il signor rossi
    > Benissimo, tutto giustissimo, ma dov'erano quando
    > Apple faceva la stessa cosa?

    Apple non ha mai fatto la stessa cosa.

    > E quando la faceva
    > Nokia per conto di Microsoft? O vale per tutti o
    > nessuno... speriamo che in futuro valga dunque
    > per tutti. Altrimenti ci devono spiegare perché
    > Motorola i suoi brevetti deve darli in FRAND e
    > Apple
    > no.

    "ci"?
    TI devono spiegare, perché agli altri la differenza è chiara: se un brevetto è essenziale per una certa tecnologia per cui deve essere garantita la concorrenza, tale brevetto viene concesso con la clausola FRAND.
    Al momento non abbiamo visto alcun brevetto FRAND intestato ad Apple essere oggetto di disputa (ammesso che Apple ne abbia qualcuno).
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: il signor rossi
    > > Benissimo, tutto giustissimo, ma dov'erano
    > quando
    > > Apple faceva la stessa cosa?
    >
    > Apple non ha mai fatto la stessa cosa.
    >
    > > E quando la faceva
    > > Nokia per conto di Microsoft? O vale per
    > tutti
    > o
    > > nessuno... speriamo che in futuro valga
    > dunque
    > > per tutti. Altrimenti ci devono spiegare
    > perché
    > > Motorola i suoi brevetti deve darli in FRAND
    > e
    > > Apple
    > > no.
    >
    > "ci"?
    > TI devono spiegare, perché agli altri la
    > differenza è chiara: se un brevetto è essenziale
    > per una certa tecnologia per cui deve essere
    > garantita la concorrenza, tale brevetto viene
    > concesso con la clausola
    > FRAND.
    > Al momento non abbiamo visto alcun brevetto FRAND
    > intestato ad Apple essere oggetto di disputa
    > (ammesso che Apple ne abbia
    > qualcuno).

    Allora perchè quando la Apple concede i suoi brevetti vuole 40$ a telefono, mentre quando deve usare quelli degli altri fa la piangina e fa causa a tutti.
    E poi quando viene condannta arriva Obama che mette tutto a posto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rolo
    > Allora perchè quando la Apple concede i suoi
    > brevetti vuole 40$ a telefono,

    Dove'è che hai visto Apple concedere brevetti per telefoni o smartphone che siano?

    > mentre quando deve
    > usare quelli degli altri fa la piangina

    Non fa la "piangina", reclama il diritto legittimo di usare i brevetti FRAND.

    > e fa
    > causa a
    > tutti.

    La causa la fa a chi viola i suoi brevetti.

    > E poi quando viene condannta arriva Obama che
    > mette tutto a
    > posto.

    Obama ha dovuto mettere a posto, visto che la strumentalizzazione della Giustizia aveva provocato un'ingiustizia! Le regole dei brevetti FRAND sono chiare: tali brevetti non possono essere utilizzati per bloccare la concorrenza. Samsung ha violato tale norma ed è riuscita, tramite avvocati senza scrupoli, a passarla liscia. Ma per fortuna la legge USA prevede anche questi casi, ed il presidente ha potuto rimediare.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo

    > Dove'è che hai visto Apple concedere brevetti per
    > telefoni o smartphone che
    > siano?

    qui per esempio http://arstechnica.com/tech-policy/2012/08/apple-l.../

    > Non fa la "piangina", reclama il diritto
    > legittimo di usare i brevetti
    > FRAND.

    no, esiste solo il diritto legittimo di pagare il giusto per poter usare tali brevetti, non è che FRAND = gratis

    > La causa la fa a chi viola i suoi brevetti.

    ma qui non si discute di chi fa causa a chi, quanto piuttosto del fatto che si usano sistematicamente due pesi e due misure

    e si critica il fatto che l'uspto conceda brevetti sull'aria fritta

    > provocato un'ingiustizia! Le regole dei brevetti
    > FRAND sono chiare: tali brevetti non possono
    > essere utilizzati per bloccare la concorrenza.
    > Samsung ha violato tale norma ed è riuscita,
    > tramite avvocati senza scrupoli, a passarla
    > liscia. Ma per fortuna la legge USA prevede anche
    > questi casi, ed il presidente ha potuto
    > rimediare.

    ripeto. FRAND != gratis
    non+autenticato
  • Ovvio che FRAND non è gratis, evidentemente Motorola chiedeva una cifra non equa. Oppure Apple già aveva licenza per quelle tecnologie, visto che le paga il produttore dei chip gsm/3G, Qualcomm.
    ruppolo
    33147
  • ...all'USPTO sono anni che brevettano cacate di mosca? (che poi sono validamente opponibili a terzi... anche se "valgono" come la suddetta mercanzia organica)
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > ...all'USPTO sono anni che brevettano cacate di
    > mosca? (che poi sono validamente opponibili a
    > terzi... anche se "valgono" come la suddetta
    > mercanzia
    > organica)
    Intanto potrebbe cominciare ad accorgersi dell'EUPTO che già ce ne è d'avanzo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: bubba
    > > ...all'USPTO sono anni che brevettano cacate di
    > > mosca? (che poi sono validamente opponibili a
    > > terzi... anche se "valgono" come la suddetta
    > > mercanzia
    > > organica)
    > Intanto potrebbe cominciare ad accorgersi
    > dell'EUPTO che già ce ne è
    > d'avanzo...
    Ma quelli si sa, son macachi...
    Trolletti della burocrazia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: tucumcari
    > > - Scritto da: bubba
    > > > ...all'USPTO sono anni che brevettano
    > cacate
    > di
    > > > mosca? (che poi sono validamente
    > opponibili
    > a
    > > > terzi... anche se "valgono" come la
    > suddetta
    > > > mercanzia
    > > > organica)
    > > Intanto potrebbe cominciare ad accorgersi
    > > dell'EUPTO che già ce ne è
    > > d'avanzo...
    > Ma quelli si sa, son macachi legulei...
    > Trolletti della burocrazia.
    non+autenticato
  • > ...all'USPTO sono anni che brevettano cacate di
    > mosca? (che poi sono validamente opponibili a
    > terzi... anche se "valgono" come la suddetta
    > mercanzia
    > organica)

    Il concetto centrale è: "se paghi, perché toglierti il piacere di intestarti un brevetto?". E le spese per registrarlo non sono indifferenti.
    Fino ad alcuni anni fa la cosa non creava problemi, da quando hanno iniziato a riconoscere la brevettabilità del codice ne sono sorti a bizzeffe.
  • codice? mica è il codice sorgente che viene brevettato, sono le idee implementate da tale codice, il che rende il tutto ancorpiù ridicolo
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione
    > codice? mica è il codice sorgente che viene
    > brevettato, sono le idee implementate da tale
    > codice, il che rende il tutto ancorpiù
    > ridicolo
    si, infatti. e, sara' un caso, ma il primo "grosso caso" (quello sulla paternita' della gui/look and feel & affini), l'han scatenato i macachi.
    E ridicolo nel ridicolo, persero dove avevano piu' ragioni che torti (vs M$) e vinsero dove avevano piu' torti (vs Xerox).
    Questo tanto per chiudere il cerchio su quanto sia utile dare in mano questa roba agli azzeccagarbugli.

    Poi le cose sono peggiorateSorride In quel caso, alla fine della fiera, qualcosa di buono c'era da proteggere. Nel 1click di amazon, nelle slidebar, angoli arrotondati e cacate simili cosa c'e'?
    non+autenticato
  • > > codice? mica è il codice sorgente che viene
    > > brevettato, sono le idee implementate da tale
    > > codice, il che rende il tutto ancorpiù
    > > ridicolo
    > si, infatti. e, sara' un caso, ma il primo
    > "grosso caso" (quello sulla paternita' della
    > gui/look and feel & affini), l'han scatenato i
    > macachi.

    Non so cosa intendi per "grosso". Il primo processo a finire davanti alla corte suprema Usa (e a vincerlo) era Diamond contro Diehr, anno 1981:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Diamond_v._Diehr

    A modo suo era un giudizio illuminato, perché escludeva la brevettabilità degli algoritmi, ma ammetteva la brevettabilità di macchine che quegli algoritmi li utilizzavano. Oramai il requisito "macchine" è privo di significato, basta tradurre l'algoritmo in un linguaggio versatile e questo viene compilato per ogni tipo di macchina e di sistema operativo.
    Per un brevetto depositato nel 1975 poteva anche avere un senso, visto il tipo di computer esistenti all'epoca.


    > E ridicolo nel ridicolo, persero dove avevano
    > piu' ragioni che torti (vs M$) e vinsero dove
    > avevano piu' torti (vs Xerox).

    Nella causa Apple contro Microsoft e Hewlett Packard, Apple non vinse (a parte per un dettaglio del cestino, ma solo contro Hewlett Packard).
    Nella causa Xerox contro Apple in realtà non ci fu alcun processo, venne rigettata l'istanza. Xerox aveva presentato una lagnanza senza fatti giuridici rilevanti.

    http://www.nytimes.com/1990/03/24/business/most-of...

    Non ho approfondito, ma credo che la Xerox non avesse depositato un vero e proprio brevetto della prima GUI.


    > Questo tanto per chiudere il cerchio su quanto
    > sia utile dare in mano questa roba agli
    > azzeccagarbugli.

    Le diamo in mano ai commentatori di PI e tutto è molto più equo e rigoroso, sì.


    > Poi le cose sono peggiorateSorride In quel caso,
    > alla fine della fiera, qualcosa di buono c'era da
    > proteggere. Nel 1click di amazon, nelle slidebar,
    > angoli arrotondati e cacate simili cosa
    > c'e'?

    Gli angoli arrotondati non c'entrano nulla coi brevetti. È una leggenda urbana fatta girare dagli odiatori di professione. Lì era il disegno a essere protetto.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > codice? mica è il codice sorgente che
    > viene
    > > > brevettato, sono le idee implementate
    > da
    > tale
    > > > codice, il che rende il tutto ancorpiù
    > > > ridicolo
    > > si, infatti. e, sara' un caso, ma il primo
    > > "grosso caso" (quello sulla paternita' della
    > > gui/look and feel & affini), l'han scatenato
    > i
    > > macachi.
    >
    l'omino delle oziose e solitamente inutili e/o fuorvianti precisazioni e' sempre in prima linea vedoA bocca aperta
    Va da se' che questo a) non e' una rigorosa trattazione legale ma solo un post su un forum b) come scritto riguardava un trend (brevettare cose sempre piu' inutili dal pdv dell'invenzione meritevole di tutela)

    > Non so cosa intendi per "grosso". Il primo
    > processo a finire davanti alla corte suprema Usa
    > (e a vincerlo) era Diamond contro Diehr, anno
    > 1981:
    >
    > https://en.wikipedia.org/wiki/Diamond_v._Diehr
    >
    > A modo suo era un giudizio illuminato, perché
    illuminante forse, ma abbastanza fuorviante e irrilevante per svariati motivi.
    - "caso grosso"... vogliamo mettere apple,m$,hp e xerox sul piano di diehr cippalippa?
    - trend... un brevetto su "Direct digital control of rubber molding presses", ossia firmware per guidare delle presse leggendo dati da sensori termici lo piazziamo sullo stesso piano di 'look and feel' e '1click' ?
    >
    >
    > > E ridicolo nel ridicolo, persero dove avevano
    > > piu' ragioni che torti (vs M$) e vinsero dove
    > > avevano piu' torti (vs Xerox).
    >
    > Nella causa Apple contro Microsoft e Hewlett
    > Packard, Apple non vinse (a parte per un
    > dettaglio del cestino, ma solo contro Hewlett
    > Packard).
    che e' quello che ho detto. Potremmo pure dire che sia M$ che apple ebbero accesso alla workstation Star.. pero' e' un fatto che apple arrivo' prima e meglio sul mercato (lisa). Sul punto aveva piu' ragioni che torti ma perse (accadesse oggi, dove ci si scanna per la forma di una slidebar, ci sarebbe il sangue a fiumi...)

    > Nella causa Xerox contro Apple in realtà non ci
    > fu alcun processo, venne rigettata l'istanza.
    > Xerox aveva presentato una lagnanza senza fatti
    > giuridici
    > rilevanti.
    fece una causa legale e apple ne usci' pulita e xerox a bocca asciutta. Dalle mie parti e' vincere.
    Inutile ri-fare tutta la storia... xerox, come scrive lei stessa, era un lab non una litigation company... la roba era poco enforced, si era agli albori.. apple fu furba e aggressiva, aveva una licenza 'sui generis' ecc. Xerox si senti' un po' "abusata"... ma tant'e'...

    >
    > http://www.nytimes.com/1990/03/24/business/most-of
    >
    > Non ho approfondito, ma credo che la Xerox non
    > avesse depositato un vero e proprio brevetto
    > della prima GUI.
    non ho intenzione di perdermi nei rivoli legali ... i fatti salienti li ho ricordati sopra...

    > > Questo tanto per chiudere il cerchio su
    > quanto
    > > sia utile dare in mano questa roba agli
    > > azzeccagarbugli.
    >
    > Le diamo in mano ai commentatori di PI e tutto è
    > molto più equo e rigoroso,
    > sì.
    piu' di buon senso sicuramente.

    >
    >
    > > Poi le cose sono peggiorateSorride In quel caso,
    > > alla fine della fiera, qualcosa di buono
    > c'era
    > da
    > > proteggere. Nel 1click di amazon, nelle
    > slidebar,
    > > angoli arrotondati e cacate simili cosa
    > > c'e'?
    >
    > Gli angoli arrotondati non c'entrano nulla coi
    > brevetti. È una leggenda urbana fatta girare
    > dagli odiatori di professione. Lì era il disegno
    > a essere
    > protetto.
    il disegno di?
    non+autenticato
  • > l'omino delle oziose e solitamente inutili e/o
    > fuorvianti precisazioni e' sempre in prima linea
    > vedo
    >A bocca aperta
    > Va da se' che questo a) non e' una rigorosa
    > trattazione legale ma solo un post su un forum
    > b) come scritto riguardava un trend (brevettare
    > cose sempre piu' inutili dal pdv dell'invenzione
    > meritevole di
    > tutela)


    Chissà perche, quando si vanno a vedere le cose per benino, gli slogan da autobus non funzionano più così bene.
    Mannaggia alla precisione, vero?


    > > Non so cosa intendi per "grosso". Il primo
    > > processo a finire davanti alla corte suprema Usa
    > > (e a vincerlo) era Diamond contro Diehr, anno
    > > 1981:
    > >
    > > https://en.wikipedia.org/wiki/Diamond_v._Diehr
    > >
    > > A modo suo era un giudizio illuminato, perché
    > illuminante forse, ma abbastanza fuorviante e
    > irrilevante per svariati
    > motivi.

    > - "caso grosso"... vogliamo mettere apple,m$,hp e
    > xerox sul piano di diehr
    > cippalippa?

    Nel 1975 gli ingegneri James Diehr e Theodore Lutton, inventori del processo, erano altrettaento famosi di Microsoft e Apple, che ancora non producevano.


    > - trend... un brevetto su "Direct digital control
    > of rubber molding presses", ossia firmware per
    > guidare delle presse leggendo dati da sensori
    > termici lo piazziamo sullo stesso piano di 'look
    > and feel' e '1click'
    > ?

    Nemmeno so cosa sono. Non mi interessa se il brevetto è bello o brutto, utile o inutile, approfondisco la questione della lite qui.


    > > > E ridicolo nel ridicolo, persero dove
    > avevano
    > > > piu' ragioni che torti (vs M$) e vinsero
    > dove
    > > > avevano piu' torti (vs Xerox).
    > >
    > > Nella causa Apple contro Microsoft e Hewlett
    > > Packard, Apple non vinse (a parte per un
    > > dettaglio del cestino, ma solo contro Hewlett
    > > Packard).

    > che e' quello che ho detto. Potremmo pure dire
    > che sia M$ che apple ebbero accesso alla
    > workstation Star.. pero' e' un fatto che apple
    > arrivo' prima e meglio sul mercato (lisa). Sul
    > punto aveva piu' ragioni che torti ma perse
    > (accadesse oggi, dove ci si scanna per la forma
    > di una slidebar, ci sarebbe il sangue a
    > fiumi...)

    Io dico che avevano torto tutti e due: Apple nel fare causa per una cosa che aveva essa stessa copiato. E Xerox nell'attendere tutto quel tempo per intentare la propria causa. Oltre alle dimenticanze per quanto riguarda il brevetto della GUI in sé.



    > > Nella causa Xerox contro Apple in realtà non ci
    > > fu alcun processo, venne rigettata l'istanza.
    > > Xerox aveva presentato una lagnanza senza fatti
    > > giuridici
    > > rilevanti.

    > fece una causa legale e apple ne usci' pulita e
    > xerox a bocca asciutta. Dalle mie parti e'
    > vincere.

    Ti sbagli. Non ci fu nemmeno la partita.
    Sono due cose molto diverse.


    > Inutile ri-fare tutta la storia... xerox, come
    > scrive lei stessa, era un lab non una litigation
    > company... la roba era poco enforced, si era agli
    > albori.. apple fu furba e aggressiva, aveva una
    > licenza 'sui generis' ecc. Xerox si senti' un po'
    > "abusata"... ma
    > tant'e'...

    Sì, abusata con quasi 10 anni di ritardo!
    Presentazione al pubblico di Lisa: 1983; presentazione al pubblico di Windows 1.0: 1985. Causa per violazione di brevetto: 15 dicembre 1989.

    http://www.nytimes.com/1989/12/15/business/company...

    Già che c'era la Xerox poteva far causa agli autori di Gem, Amiga Workbench, Irix 3 e Geos, visto che tutte queste GUI copiavano, almeno in parte, la sua, ed erano già sul mercato a dicembre 1989.
    A muoversi in ritardo non c'è mai da guadagnarci, non ci si mette mai nella giusta luce.


    > > Non ho approfondito, ma credo che la Xerox non
    > > avesse depositato un vero e proprio brevetto
    > > della prima GUI.

    > non ho intenzione di perdermi nei rivoli legali
    > ... i fatti salienti li ho ricordati sopra...

    Salienti per te. La storia dice altro.


    > > > Questo tanto per chiudere il cerchio su
    > > quanto
    > > > sia utile dare in mano questa roba agli
    > > > azzeccagarbugli.
    > >
    > > Le diamo in mano ai commentatori di PI e tutto è
    > > molto più equo e rigoroso,
    > > sì.

    > piu' di buon senso sicuramente.

    Ma per favore.
    Qui vince chi la spara più grossa.


    > > Gli angoli arrotondati non c'entrano nulla coi
    > > brevetti. È una leggenda urbana fatta
    > girare
    > > dagli odiatori di professione. Lì era il disegno
    > > a essere
    > > protetto.

    > il disegno di?

    Il disegno industriale ( industrial design ) di un telefonino. Che altro?
    Poi è vero che nella stessa causa sono state discusse anche alcune questioni strettamente tecniche riguardanti i brevetti, ma erano questioni separate dagli angoli arrotondati. E il disegno industriale non si brevetta, si registra .
  • - Scritto da: Leguleio
    > E il
    > disegno industriale non si brevetta, si
    > registra
    > .

    Il marchio si registra, non il disegno industriale altrimenti tutte le aziende di moda avrebbero già chiuso.
    Tu puoi fare una borsa di Luis Vuitton con forme identiche all' originale a patto che non usi lo stesos marchio e non usi il tessuto con la stampa del marchio (quella è registrata perchè riporta il marchio). Al massimo possono dirti qualcosa sul sistema di chiusura se è un sistema brevettato, ma qui entra in gioco il funzionamento e non il disegno.
    L' unica eccezione al fatto che il disegno di un oggetto (a meno che non sia un marchio) non è brevettabile o registrabile è stata fatta in america per gli icosi.
    Daltra parte parliamo di una nazione che per un secolo ha violato tutte le normative sui diritti d' autore dell' editoria con la scusa che la cultura deve essere liberamente riproducibile, quando le opere erano di altre nazioni, per poi imporre al mondo un vincolo abnorme sul diritto d' autore quando le opere sono le sue.
    non+autenticato
  • Fair Reasonable And Non Discriminatory.

    Che non è FAVOREVOLI in pratica è un criterio con cui devi fari le stesse condizioni a tutti quindi l'esatto contrario di "favorevoli" in cui l'etimologia suggerisce condizioni di "favore" e quindi discriminatorie nei confronti di chi non avesse le stesse condizioni.

    Tra tutti i modi possibili (tra cui la traduzione letterale) di rendere l'acronimo FRAND "favorevoli" è esattamente quello che tradisce il concetto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > F air R easonable A nd
    > N on
    > D iscriminatory.
    >
    > Che non è FAVOREVOLI in pratica è un criterio con
    > cui devi fari le stesse condizioni a tutti quindi
    > l'esatto contrario di "favorevoli" in cui
    > l'etimologia suggerisce condizioni di "favore" e
    > quindi discriminatorie nei confronti di chi non
    > avesse le stesse
    > condizioni.
    >
    > Tra tutti i modi possibili (tra cui la traduzione
    > letterale) di rendere l'acronimo FRAND
    > "favorevoli" è esattamente quello che tradisce il
    > concetto.
    Aggiungo che per fortuna si possono fare le petizioni online, e io ne ho già fatta una che ha fatto cambiare idea all'Europa anni fa, il provvedimentio si chiama informalmente "emendamento tucumcari".
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: tucumcari
    > > F air R
    >
    easonable A
    > nd
    > > N on
    > > D iscriminatory.
    > >
    > > Che non è FAVOREVOLI in pratica è un
    > criterio
    > con
    > > cui devi fari le stesse condizioni a tutti
    > quindi
    > > l'esatto contrario di "favorevoli" in cui
    > > l'etimologia suggerisce condizioni di
    > "favore"
    > e
    > > quindi discriminatorie nei confronti di chi
    > non
    > > avesse le stesse
    > > condizioni.
    > >
    > > Tra tutti i modi possibili (tra cui la
    > traduzione
    > > letterale) di rendere l'acronimo FRAND
    > > "favorevoli" è esattamente quello che
    > tradisce
    > il
    > > concetto.
    > Aggiungo che per fortuna si possono fare le
    > petizioni online
    Quali petizioni on line?
    Link?
    non+autenticato
  • Le petizioni online non servono ad una sega.
  • - Scritto da: Joshthemajor
    > Le petizioni online non servono ad una sega.
    Come sarebbe a dire che non servono? Guarda qui il capolavoro di lobbying online:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3789780&m=379...

    L'Europa ora è salva grazie a quella petizione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > Tra tutti i modi possibili (tra cui la traduzione
    > letterale) di rendere l'acronimo FRAND
    > "favorevoli" è esattamente quello che tradisce il
    > concetto.

    Infatti, un termine adatto poteva essere proprio EQUO.