Alfonso Maruccia

Twitter, cinguettii strozzati in Borsa

Il servizio di micro-blogging rende noti i risultati finanziari del primo trimestre dell'anno. Numeri in crescita, ma insoddisfacenti per gli investitori. Twitter non Ŕ abbastanza "mainstream" per Wall Street?

Roma - Twitter continua a crescere, i ricavi aumentano ma la crescita del numero degli utenti che fanno uso del servizio rallenta: i risultati finanziari per il primo trimestre dell'anno non soddisfano gli investitori, e il titolo in Borsa viene punito con un calo drastico del valore delle azioni.

Nel primo trimestre del 2014 l'azienda statunitense ha incamerato ricavi totali per 250,49 milioni di dollari, un aumento del 119 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso; il 90 per cento dei guadagni arriva dalla pubblicità, e l'80 per cento del totale è dovuto all'advertising servito agli utenti di gadget mobile. Il rovescio della medaglia è però la perdita netta di 132,36 milioni di dollari, una somma cinque volte superiore alle perdite registrate nel 2013. Anche considerando tutte le attenuanti del caso - inclusa una compensazione di 126 milioni di dollari in azioni - il guadagno netto di Twitter nei primi tre mesi del 2014 corrisponde ad appena 183.000 dollari.

Il management dell'azienda prova a indorare la pillola riferendo i dati sul numero complessivo di utenti "attivi" pari a 255 milioni (un incremento del 25 per cento rispetto al 2013), il beneficio che il network trae dagli eventi unici di alto profilo (come le Olimpiadi Invernali) e l'aumento dell'"engagement" degli utenti. I numeri e le statistiche positive forniti da Twitter non hanno però avuto effetto sugli azionisti, i quali hanno punito il titolo in Borsa con un -11 per cento e un valore al minimo storico di 38,27 dollari ad azione; a puro titolo di confronto, il valore di una singola azione era 45 dollari nel primo giorno di contrattazioni.
Il business di Twitter è malato? Le accuse mosse al CEO Dick Costolo vertono sulla presunta incapacità del network di microblogging di diventare un fenomeno "di massa" nella stessa dimensione in cui la cosa è riuscita a Facebook, una considerazione che Costolo non condivide: 3,3 miliardi di visualizzazioni di tweet per i soli Oscar cinematografici non sono caratteristiche di un prodotto di nicchia, spiega l'AD.

Alfonso Maruccia
Notizie collegate