Stampa web: arriva la peste corporativa

Sbarca anche su internet il sindacato dei giornalisti iscritti all'Ordine che, fino a questo momento, si era tenuto alla larga dalla rete. I rischi sono gli stessi della stampa tradizionale

Roma - Doveva accadere, le premesse c'erano tutte, e ora è successo. Ieri a Roma la Federazione nazionale della stampa (FNSI) ha deciso di varare una sua divisione dedicata al "giornalismo online". Al centro la "vertenza contrattuale" per estendere ai "giornalisti dell'online" le tutele e i privilegi del nuovo contratto nazionale proposto dalla FNSI per gli iscritti all'Ordine. Per giornalisti, la FNSI intende infatti i soli iscritti all'Ordine.

Paolo Serventi Longhi, il sempre più attivo segretario della FNSI, ha tuonato: "Occorre estendere all'online i diritti e le regole del sindacato". E ancora: "Confermiamo la disponibilità ad aprire il contratto alle esigenze specifiche del web e quindi a un confronto negoziale sulle regole più flessibile dell'attuale e a un quadro normativo adeguato ad un mezzo la cui natura è ancora indefinita".

Cosa conterrà il contratto nazionale per i giornalisti dell'Ordine per Serventi Longhi? Lui ha spiegato: "Dovrà essere un contratto vero che definisce regole sull'organizzazione del lavoro, sul sistema gerarchico, sulle tutele sindacali e soprattutto i valori di correttezza e autonomia della professione".
Dell'arrivo sulla rete della "peste" sindacalizia non ci sarebbe da preoccuparsi se la stampa cartacea, dominata dai poteri della corporazione, fosse inattaccabile sul piano etico e professionale. Oppure se l'Ordine dei giornalisti, a cui la FNSI si rifà, non fosse fondato sulla violazione di quanto disposto dall'articolo 21 della Costituzione, che mette fuori legge autorizzazioni o censure quando si tratta dell'esercizio della libertà di stampa.

A cosa serve il contratto? Serventi Longhi spiega: "La new information ha bisogno di regole a tutela del cittadino moderno". O, forse, aggiungiamo noi, visto che si parla di tutele si dovrebbe parlare di cittadini minorenni, incapaci o raggirabili.
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