Claudio Tamburrino

Advertising, i video che non vede nessuno

Secondo i pubblicitari si sarebbero dimostrati un grande spreco: almeno per come Ŕ organizzato ora il mercato e per come gli utenti ne gestiscono la visualizzazione. Google, intanto, deve smentire un anonimo che parla di una sua frode mediata da AdSense

Roma - Durante l'evento dedicato al settore dei contenuti online Digital Content NewFronts i video advertising distribuiti online sono finiti al centro del dibattito: a quanto pare non sarebbero visti quasi da nessuno e sarebbero associati a contenuti che poco hanno a che fare con il prodotto che sponsorizzano.

Secondo alcuni pubblicitari, nello scorso anno il 40 per cento dei video advertising online non sarebbero stati visualizzati dagli utenti: un problema di offerta dello spazio di pubblicazione, di mercato dell'advertising online, nonché di modalità di fruizione da parte degli utenti. A dirlo è in particolare lo studio dal The Gret Unwatched che vede la partecipazione di diverse aziende di advertising online tra cui BrightRoll e Vindico e del direttore dell'Insights and Analytics Solutions Center della Kellogg, Aaron Fetters.

Il mezzo dei pre-roll (quelli mostrati prima di un contenuto video), per esempio, viene aggirato ormai in automatico dagli utenti: mentre un video si carica o le attese pubblicità finiscono, provvedono a fare altre operazioni di routine, come controllare le email, sfogliare i social network ecc.
Oltre a questo, mancano i dati a dimostrazione dell'efficacia di questa forma di pubblicità: l'inserzionista può solo sapere se un determinato video viene trasmesso, non se l'utente lo sta effettivamente guardando. Così, anche se sulla carta i numeri fossero positivi, la realtà potrebbe essere ben diversa.

Nonostante questa incertezza i video advertising online continuano a riscuotere un assoluto successo da parte della domanda: solo nel 2013 sono stati spesi 2,8 miliardi di dollari, il doppio di quanto speso nel 2010.

Durante il corso della conferenza, però, a scoperchiare il vaso di Pandora del posizionamento dei video advertising è stato il racconto dall'azienda Blue Chip, che ha incaricato una ditta che si occupa di analisi dell'advertising, BrandAds, di scoprire dove la sua pubblicità (relativa ad un prodotto dedicato alle mamme) fosse visualizzata: il risultato è stato negativamente sorprendente, essendo l'advertising finito anche su siti pornografici, in lettori in gran parte più piccoli di quelli per cui era stato pensato e in autoplay, una formula esplicitamente rifiutata dall'inserzionista.

La questione dell'efficacia della scelta dell'advertising online resta isomma complessa: a complicarla, peraltro, certi presunti comportamenti dei grandi intermediari online. Secondo un individuo che si idetifica come ex dipendente di Google, Mountain View ruberebbe soldi attraverso AdSense. La testimonianza, divulgata in forma anonima su Pastebin, accusa Google di istruire i suoi dipendenti a bannare gli account gli editori di contenuti vicini ad ottenere un pagamento (che scatta al raggiungimento di una determinata soglia) per le pubblicità visualizzate attraverso le sue pagine.
Google, naturalmente, ha smentito categoricamente la notizia, sottolineando come anche altre informazioni offerte dalla fonte circa il funzionamento di AdSense fossero completamente sbagliate.

Claudio Tamburrino
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95 Commenti alla Notizia Advertising, i video che non vede nessuno
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  • Meglio i bannerini che escon fuori durante la trasmissione del video, come in TV.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Diego Favareto
    > Meglio i bannerini che escon fuori durante la
    > trasmissione del video, come in
    > TV.

    non guardo la TV, ed una delle ragioni è che non c'è l'adblock.
    Funz
    12972
  • Le accuse di bannare gli account AdSense non sono proprio campate in aria, basta farsi un giro nei blog e leggere che 'forse' e sottolineo forse, ci sono fondamenti, persone che si lamentano di account bannati proprio prima del raggiungimento della sogna di payout, cosa che evince nella testimonianza, spesso il ban è sistematico e viene fatto per presunti click fraud sulle inserzioni, quando invece i malcapitati sono ignari al tutto. Ovviamente Google non fornisce nessuna prova in merito, motivando che non possono rivelare come funziona il loro sistema. Si può leggere anche di account riattivati magicamente dopo che i proprietari di account bannati sono andati per vie legali, beh che dire? Nel mondo c'è chi froda e chi viene frodato, ma anche chi fa entrambe le cose.
    non+autenticato
  • > Le accuse di bannare gli account AdSense non sono
    > proprio campate in aria, basta farsi un giro nei
    > blog e leggere che 'forse' e sottolineo forse, ci
    > sono fondamenti, persone che si lamentano di
    > account bannati proprio prima del raggiungimento
    > della sogna di payout, cosa che evince nella
    > testimonianza,

    So di dire una cosa scontata, ma una testimonianza anonima, e quella di "guest" del 29 aprile lo era:

    http://pastebin.com/qh6Tta3h

    vale poco o nulla. Per sostenere le proprie tesi con un minimo di possibilitá di essere creduti bisogna dare nome e cognome.Deluso
  • - Scritto da: Leguleio
    > Per sostenere le proprie tesi
    > con un minimo di possibilitá di essere
    > creduti bisogna dare nome e cognome.
    >Deluso

    Ma neanche per sogno!
  • > > Per sostenere le proprie tesi
    > > con un minimo di possibilitá di essere
    > > creduti bisogna dare nome e cognome.
    > >Deluso
    >
    > Ma neanche per sogno!

    Sei condannato a essere creduto solo nel mondo cibernetico, se va bene. Nessuno dà retta a una testimonianza su fatti e circostanze specifici che provengono da un sedicente ... (e qui metti il mestiere che vuoi).

    Diverso è il caso di testimonianze fornite a giornali e trasmissioni televisive che ancora hanno un minimo di autorevolezza, e non ce ne sono più molti, con la promessa dell'anonimato: in quel caso il giornalista è al corrente dell'identità della persona intervistata.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Per sostenere le proprie tesi
    > > > con un minimo di possibilitá di
    > essere
    > > > creduti bisogna dare nome e cognome.
    > > >Deluso
    > >
    > > Ma neanche per sogno!
    >
    > Sei condannato a essere creduto solo nel mondo
    > cibernetico, se va bene.

    Perche', tu in che mondo vivi?

    > Nessuno dà retta a una
    > testimonianza su fatti e circostanze specifici
    > che provengono da un sedicente ... (e qui metti
    > il mestiere che vuoi).

    Infatti stai confermando che nessuno ti prende sul serio.

    > Diverso è il caso di testimonianze fornite a
    > giornali e trasmissioni televisive che ancora
    > hanno un minimo di autorevolezza, e non ce ne
    > sono più molti,

    Se ci limitiamo all'italia, ultimamente ne ho contati uno, di giornali con autorevolezza, e sono casualmente tutti quelli che non ricevono sovvenzioni per l'editoria.

    > con la promessa dell'anonimato:
    > in quel caso il giornalista è al corrente
    > dell'identità della persona
    > intervistata.

    Il giornalista non ha bisogno di alcuna identita', tanto piu' che non essendo pubblico ufficiale non puo' nemmeno pretendere di identificare l'intervistato.
  • > > > > Per sostenere le proprie tesi
    > > > > con un minimo di possibilitá
    > di
    > > essere
    > > > > creduti bisogna dare nome e
    > cognome.
    > > > >Deluso
    > > >
    > > > Ma neanche per sogno!
    > >
    > > Sei condannato a essere creduto solo nel
    > mondo
    > > cibernetico, se va bene.
    >
    > Perche', tu in che mondo vivi?

    In entrambi i mondi. Quello cibernetico, e quello reale. Quando vado a sporgere una denuncia alla polizia, quando devo rivolgermi all'autorità amministrativa del Paese in cui vivo, o mi presento di persona, oppure mi identifico attraverso un sistema in uso qui. Diversamente la mia azione non avrebbe alcun valore.


    > > Nessuno dà retta a una
    > > testimonianza su fatti e circostanze
    > specifici
    > > che provengono da un sedicente ... (e qui
    > metti
    > > il mestiere che vuoi).
    >
    > Infatti stai confermando che nessuno ti prende
    > sul
    > serio.

    Ma che c'entro io? Qui su PI non ho mai parlato come testimone di fatti. Se mi si chiedono le fonti per le affermazioni fatte, io do i link.


    > > Diverso è il caso di testimonianze fornite a
    > > giornali e trasmissioni televisive che ancora
    > > hanno un minimo di autorevolezza, e non ce ne
    > > sono più molti,
    >
    > Se ci limitiamo all'italia, ultimamente ne ho
    > contati uno, di giornali con autorevolezza, e
    > sono casualmente tutti quelli che non ricevono
    > sovvenzioni per
    > l'editoria.

    Fuori tema.


    > > con la promessa dell'anonimato:
    > > in quel caso il giornalista è al corrente
    > > dell'identità della persona
    > > intervistata.
    >
    > Il giornalista non ha bisogno di alcuna
    > identita', tanto piu' che non essendo pubblico
    > ufficiale non puo' nemmeno pretendere di
    > identificare
    > l'intervistato.

    Non può pretendere, ma appoggiarsi a fonti che millantano di essere ciò che non sono può avere conseguenze molto gravi, in termini economici. Le spese di risarcimento in caso di diffamazione sono più alte.
    Finché a fare le affermazioni sono davvero ex dipendenti o ex soci dell'azienda e/o organizzaione, ancorché protetti dall'anonimato, si ha perlomeno la certezza di essere considerati in buona fede. Diversamente no: e a quel punto tanto vale intervistare mio cuggino, si risparmia tempo.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > > > Per sostenere le proprie tesi
    > > > > > con un minimo di
    > possibilitá
    > > di
    > > > essere
    > > > > > creduti bisogna dare nome e
    > > cognome.
    > > > > >Deluso
    > > > >
    > > > > Ma neanche per sogno!
    > > >
    > > > Sei condannato a essere creduto solo nel
    > > mondo
    > > > cibernetico, se va bene.
    > >
    > > Perche', tu in che mondo vivi?
    >
    > In entrambi i mondi. Quello cibernetico, e quello
    > reale.

    Qui siamo in quello cibernetico.
    In quello reale chi tu sia e che cosa tu faccia non me ne puo' fregar di meno.

    > Quando vado a sporgere una denuncia alla
    > polizia, quando devo rivolgermi all'autorità
    > amministrativa del Paese in cui vivo, o mi
    > presento di persona, oppure mi identifico
    > attraverso un sistema in uso qui. Diversamente la
    > mia azione non avrebbe alcun valore.

    Per te forse.
    Per altri potrebbe avere valore comunque, o non averlo mai.

    > > > Nessuno dà retta a una
    > > > testimonianza su fatti e circostanze
    > > specifici
    > > > che provengono da un sedicente ... (e
    > qui
    > > metti
    > > > il mestiere che vuoi).
    > >
    > > Infatti stai confermando che nessuno ti
    > prende
    > > sul
    > > serio.
    >
    > Ma che c'entro io? Qui su PI non ho mai parlato
    > come testimone di fatti.

    No, mai. Non sei mai intervenuto a fare puntualizzazioni non richieste o a distogliere l'attenzione dalla luna al dito, o sugli errori grammaticali, negli argomenti che ti infastidiscono personalmente.

    > Se mi si chiedono le
    > fonti per le affermazioni fatte, io do i link.

    Link di cui non frega nulla e che distolgono solo dalla discussione.

    > > > Diverso è il caso di testimonianze
    > fornite
    > a
    > > > giornali e trasmissioni televisive che
    > ancora
    > > > hanno un minimo di autorevolezza, e non
    > ce
    > ne
    > > > sono più molti,
    > >
    > > Se ci limitiamo all'italia, ultimamente ne ho
    > > contati uno, di giornali con autorevolezza, e
    > > sono casualmente tutti quelli che non
    > ricevono
    > > sovvenzioni per
    > > l'editoria.
    >
    > Fuori tema.

    Vedi sopra alla voce "distogliere l'attenzione".

    > > > con la promessa dell'anonimato:
    > > > in quel caso il giornalista è al
    > corrente
    > > > dell'identità della persona
    > > > intervistata.
    > >
    > > Il giornalista non ha bisogno di alcuna
    > > identita', tanto piu' che non essendo
    > pubblico
    > > ufficiale non puo' nemmeno pretendere di
    > > identificare
    > > l'intervistato.
    >
    > Non può pretendere, ma appoggiarsi a fonti che
    > millantano di essere ciò che non sono può avere
    > conseguenze molto gravi, in termini economici. Le
    > spese di risarcimento in caso di diffamazione
    > sono più alte.

    Ma chissenefrega della diffamazione?
    Siamo qui a parlare di informatica: i benchmark sono dati di fatto, mica opinioni diffamatorie.

    > Finché a fare le affermazioni sono davvero ex
    > dipendenti o ex soci dell'azienda e/o
    > organizzaione, ancorché protetti dall'anonimato,
    > si ha perlomeno la certezza di essere considerati
    > in buona fede. Diversamente no: e a quel punto
    > tanto vale intervistare mio cuggino, si risparmia
    > tempo.

    Quindi smettiamo pure di confrontarci e di scambiare le idee.
    Non fai prima a smettere di frequentare il forum?
  • > > In entrambi i mondi. Quello cibernetico, e
    > quello
    > > reale.
    >
    > Qui siamo in quello cibernetico.

    Giura, giura che non ci credo!


    > In quello reale chi tu sia e che cosa tu faccia
    > non me ne puo' fregar di
    > meno.

    Il punto non è quello. Il punto è che la denuncia di anonimo riguardo alle politiche di Google riguarda contratti reali, presumo firmati su carta visto che la firma elettronica non funziona ancora bene, e un passaggio di soldi reali. Non stanno giocando a Second life.


    > Diversamente
    > la
    > > mia azione non avrebbe alcun valore.
    >
    > Per te forse.
    > Per altri potrebbe avere valore comunque, o non
    > averlo
    > mai.

    Io parlo per quanto riguarda la polizia e la pubblica amministrazione.
    Dei sognatori utopisti e con allucinazioni non mi curo.


    > > > Infatti stai confermando che nessuno ti
    > > prende
    > > > sul
    > > > serio.

    > > Ma che c'entro io? Qui su PI non ho mai
    > parlato
    > > come testimone di fatti.
    >
    > No, mai. Non sei mai intervenuto a fare
    > puntualizzazioni non richieste

    Molte volte, invece.

    > o a distogliere
    > l'attenzione dalla luna al dito,

    Era l'unica cosa interessante...

    > o sugli errori
    > grammaticali,

    In quel caso gli interventi sono spariti.A bocca storta
    Se ne ricordano solo quelli che li hanno letti.


    > negli argomenti che ti
    > infastidiscono
    > personalmente.

    Tutte cose che non costituiscono testimonianza su fatti e circostanze. A chi dice che le mele volano, o gli asini, fa lo stesso, io faccio notare che invece cadono. E se cadono dal ramo verso il suolo non è perché lo diceva Newton, o perché lo dico io: è una legge fisica che chiunque può constatare e toccare con mano. Non importa chi ribadisce il concetto, insomma, importa non dimenticarsi di quel concetto per evitare di avere la testa fra le nuvole, a furia di oggetti non influenzati dalla forza di gravità.

    > > Se mi si chiedono le
    > > fonti per le affermazioni fatte, io do i
    > link.
    >
    > Link di cui non frega nulla e che distolgono solo
    > dalla
    > discussione.

    Bene, allora da' il buon esempio e non lasciarti distogliere evitando di rispondere ai miei interventi.Ficoso


    > > > Il giornalista non ha bisogno di alcuna
    > > > identita', tanto piu' che non essendo
    > > pubblico
    > > > ufficiale non puo' nemmeno pretendere di
    > > > identificare
    > > > l'intervistato.
    > >
    > > Non può pretendere, ma appoggiarsi a fonti
    > che
    > > millantano di essere ciò che non sono può
    > avere
    > > conseguenze molto gravi, in termini
    > economici.
    > Le
    > > spese di risarcimento in caso di diffamazione
    > > sono più alte.
    >
    > Ma chissenefrega della diffamazione?

    Era un esempio tratto dal giornalismo: una notizia falsa, basata su testimonianze non controllate, viene punita come diffamazione.
    E non è che negli altri ambiti vada meglio: un falso incidente, corroborato eventualmente da false testimonianze, prevede pene ancora più alte:

    http://www.intermediachannel.it/truffa-assicurazio...

    Non è il caso insomma di atteggiarsi a quello che dice "vero o falso per me pari sono". Per il mondo reale non lo è quasi mai.


    > Siamo qui a parlare di informatica: i benchmark
    > sono dati di fatto, mica opinioni
    > diffamatorie.

    Nessuno dice il contrario. Anche un test di collaudo per un'automobile è un dato di fatto. Se le persone incaricate dalla legge non lo eseguono, o lo eseguono in maniera errata, scatta la misura cautelare:

    http://www.intermediachannel.it/truffa-assicurazio...

    Tu hai la tendenza a pensare che tutti possono sempre dire tutto quello che vogliono su qualsiasi argomento, in ogni sede e in tutte le circostanze.
    Non è così. Le conseguenza possono essere molto pesanti.


    > Quindi smettiamo pure di confrontarci e di
    > scambiare le
    > idee.

    Basta che lo scambio di idee non diventi subito al secondo commento una condanna da parte del tribunale di PI. Perché alla fine lo scopo segreto sempre quello è: scagliare la propria bile contro qualcosa o qualcuno, non importa chi. Non credere che io non capisca l'antifona.

    Le idee sono una cosa, protetta dalla Convenzione dell'Onu. I fatti non provati, un'altra.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > In entrambi i mondi. Quello
    > cibernetico,
    > e
    > > quello
    > > > reale.
    > >
    > > Qui siamo in quello cibernetico.
    >
    > Giura, giura che non ci credo!

    Che cosa ti cambia? Io sono anonimo e tu non mi credi.


    > > In quello reale chi tu sia e che cosa tu
    > faccia
    > > non me ne puo' fregar di
    > > meno.
    >
    > Il punto non è quello. Il punto è che la denuncia
    > di anonimo riguardo alle politiche di Google
    > riguarda contratti reali, presumo firmati su
    > carta visto che la firma elettronica non funziona
    > ancora bene, e un passaggio di soldi reali. Non
    > stanno giocando a Second life.

    C'e' un reato?
    E se c'e', dove e'?
    Che giurisidizione ha?
    Chi e' l'accusato?
    Chi l'accusatore?

    Fino a quando questi residui di vetero-diritto continueranno a persistere in un mondo senza tempo ne confini, non ne usciremo mai.

    Bisogna dare al bit il valore che si merita: ZERO.
    Un bit vale zero, quindi si fa presto a calcolare il valore di qualunque sequenza di bit, qualsiasi cosa essa rappresenti.

    E bisogna anche slegare in modo definitivo ogni legame tra l'individuo (o gli individui) che concorrono a creare una sequenza di bit, e la sequenza stessa.

    Quando questi semplici principi saranno recepiti, potremo fare ulteriori valutazioni. Prima di allora sara' solo un dialogo tra sordi.

    > > Diversamente
    > > la
    > > > mia azione non avrebbe alcun valore.
    > >
    > > Per te forse.
    > > Per altri potrebbe avere valore comunque, o
    > non
    > > averlo
    > > mai.
    >
    > Io parlo per quanto riguarda la polizia e la
    > pubblica
    > amministrazione.

    Roba che non riguarda questo mondo.

    > Dei sognatori utopisti e con allucinazioni non mi
    > curo.

    Eppure le date dei tuoi post ti smentiscono alla grande.

    > > > > Infatti stai confermando che
    > nessuno
    > ti
    > > > prende
    > > > > sul
    > > > > serio.
    >
    > > > Ma che c'entro io? Qui su PI non ho mai
    > > parlato
    > > > come testimone di fatti.
    > >
    > > No, mai. Non sei mai intervenuto a fare
    > > puntualizzazioni non richieste
    >
    > Molte volte, invece.

    E non sai neppure cogliere l'ironia.

    > > o a distogliere
    > > l'attenzione dalla luna al dito,
    >
    > Era l'unica cosa interessante...
    >
    > > o sugli errori
    > > grammaticali,
    >
    > In quel caso gli interventi sono spariti.A bocca storta
    > Se ne ricordano solo quelli che li hanno letti.

    E a cui non fregava nulla.

    > > negli argomenti che ti
    > > infastidiscono
    > > personalmente.
    >
    > Tutte cose che non costituiscono testimonianza su
    > fatti e circostanze. A chi dice che le mele
    > volano, o gli asini, fa lo stesso, io faccio
    > notare che invece cadono. E se cadono dal ramo
    > verso il suolo non è perché lo diceva Newton, o
    > perché lo dico io: è una legge fisica che
    > chiunque può constatare e toccare con mano. Non
    > importa chi ribadisce il concetto, insomma,
    > importa non dimenticarsi di quel concetto per
    > evitare di avere la testa fra le nuvole, a furia
    > di oggetti non influenzati dalla forza di
    > gravità.

    Ecco un bell'esempio di trasferimento di attenzione dalla luna al dito.

    > > > Se mi si chiedono le
    > > > fonti per le affermazioni fatte, io do i
    > > link.
    > >
    > > Link di cui non frega nulla e che distolgono
    > solo
    > > dalla
    > > discussione.
    >
    > Bene, allora da' il buon esempio e non lasciarti
    > distogliere evitando di rispondere ai miei
    > interventi.
    >Ficoso

    Lo faro' quando smetterai di intervenire.

    > > > > Il giornalista non ha bisogno di
    > alcuna
    > > > > identita', tanto piu' che non
    > essendo
    > > > pubblico
    > > > > ufficiale non puo' nemmeno
    > pretendere
    > di
    > > > > identificare
    > > > > l'intervistato.
    > > >
    > > > Non può pretendere, ma appoggiarsi a
    > fonti
    > > che
    > > > millantano di essere ciò che non sono
    > può
    > > avere
    > > > conseguenze molto gravi, in termini
    > > economici.
    > > Le
    > > > spese di risarcimento in caso di
    > diffamazione
    > > > sono più alte.
    > >
    > > Ma chissenefrega della diffamazione?
    >
    > Era un esempio tratto dal giornalismo: una
    > notizia falsa, basata su testimonianze non
    > controllate, viene punita come
    > diffamazione.

    No.
    Lo sarebbe solo se riguardasse persone, e solo se queste persone ritenessero di essere diffamate, e solo se si facesse un processo, e solo se il giudice stabilisse in tal senso.

    > E non è che negli altri ambiti vada meglio: un
    > falso incidente, corroborato eventualmente da
    > false testimonianze, prevede pene ancora più
    > alte:
    >
    > http://www.intermediachannel.it/truffa-assicurazio

    Ma che c'entra?
    E l'omicidio allora?

    > Non è il caso insomma di atteggiarsi a quello che
    > dice "vero o falso per me pari sono". Per il
    > mondo reale non lo è quasi
    > mai.

    Ma questo non e' il mondo reale.

    > > Siamo qui a parlare di informatica: i
    > benchmark
    > > sono dati di fatto, mica opinioni
    > > diffamatorie.
    >
    > Nessuno dice il contrario. Anche un test di
    > collaudo per un'automobile è un dato di fatto. Se
    > le persone incaricate dalla legge non lo
    > eseguono, o lo eseguono in maniera errata, scatta
    > la misura
    > cautelare:
    >
    > http://www.intermediachannel.it/truffa-assicurazio

    Che non c'entra un tubo con quanto stiamo dicendo.

    > Tu hai la tendenza a pensare che tutti possono
    > sempre dire tutto quello che vogliono su
    > qualsiasi argomento, in ogni sede e in tutte le
    > circostanze.

    No, puoi tranquillamente escludere il mio contributo dall'affermazione che hai appena fatto.

    > Non è così. Le conseguenza possono essere molto
    > pesanti.

    Anche le conseguenze di un meterite in testa sono molto pesanti, ma noi non parliamo del peso, ma di probabilita' che questo accada.
    Zero o qualcosa meno.

    > > Quindi smettiamo pure di confrontarci e di
    > > scambiare le
    > > idee.
    >
    > Basta che lo scambio di idee non diventi subito
    > al secondo commento una condanna da parte del
    > tribunale di PI.

    Tu hai manie di persecuzione e tendi a confondere opinioni negative con condanne.

    > Perché alla fine lo scopo
    > segreto sempre quello è: scagliare la propria
    > bile contro qualcosa o qualcuno, non importa chi.

    Perche' segreto?

    > Non credere che io non capisca
    > l'antifona.

    Quale antifona?
    A te piace prendere la bile in faccia, per questo vieni a scrivere qua.

    > Le idee sono una cosa, protetta dalla Convenzione
    > dell'Onu. I fatti non provati,
    > un'altra.

    I fatti possono essere provati anche da testimonianze.
  • > Che cosa ti cambia? Io sono anonimo e tu non mi
    > credi.

    Tutti siamo anonimi. Non era necessario ricordarlo.

    > C'e' un reato?
    > E se c'e', dove e'?
    > Che giurisidizione ha?
    > Chi e' l'accusato?
    > Chi l'accusatore?

    Allora, il reato potrebbe esserci davvero, da parte di Google, se i fatti addebitati da quell'anonimo commento fossero veri.
    Ed è sottinteso che c'è il reato da parte dell'anonimo commentatore, se si rivelasse un impostore e so fosse possibile identificarlo. Poi sta a Google procedere, non certo ai lettori. In genere, come in questo caso, basta una smentita, e la gente crede a Google, non all'anonimo.



    > Fino a quando questi residui di vetero-diritto
    > continueranno a persistere in un mondo senza
    > tempo ne confini, non ne usciremo
    > mai.

    Vai pure avanti tu con l'utopia del nuovo diritto senza tribunali, dove tutto si discute e si risolve con i commenti su PI.
    Io mi tengo stretto quello di adesso, conoscendo i commentatori di Pi...


    > > Dei sognatori utopisti e con allucinazioni
    > non
    > mi
    > > curo.
    >
    > Eppure le date dei tuoi post ti smentiscono alla
    > grande.

    Quali date?
    Io non mi curo del fatto di essere creduto o meno da parte di certe persone, anche perché i fatti miei non li vado a raccontare a loro sperando in qualche soluzione. Io vado nelle sedi competenti.


    > > In quel caso gli interventi sono spariti.A bocca storta
    > > Se ne ricordano solo quelli che li hanno
    > letti.
    >
    > E a cui non fregava nulla.

    Nemmeno agli scolari che si vedono i segni rossi sul compito da parte dell'insegnante non frega nulla, per la verità. Ma gli conviene evitarli in futuro, se aspirano a voti migliori, o addirittura alla promozione.
    E incidentalmente fare le figuracce in un luogo pubblico come un forum non piace a nessuno.


    > > Bene, allora da' il buon esempio e non
    > lasciarti
    > > distogliere evitando di rispondere ai miei
    > > interventi.
    > >Ficoso
    >
    > Lo faro' quando smetterai di intervenire.

    Appunto. Il primo a distogliere l'attenzione sei tu.Sorride
    Ti ricordo che la mia frase parlava solo della credibilità delle denunce anonime. Tutto il resto lo hai aggiunto tu.



    > > Era un esempio tratto dal giornalismo: una
    > > notizia falsa, basata su testimonianze non
    > > controllate, viene punita come
    > > diffamazione.
    >
    > No.
    > Lo sarebbe solo se riguardasse persone, e solo se
    > queste persone ritenessero di essere diffamate, e
    > solo se si facesse un processo, e solo se il
    > giudice stabilisse in tal
    > senso.

    Infatti. E capita centinaia di volte all'anno. Mai fidarsi di mio cuggino sperando che non se ne accorga nessuno, e che anche se se ne accorge, non sporgerà denuncia.



    > > Non è il caso insomma di atteggiarsi a
    > quello
    > che
    > > dice "vero o falso per me pari sono". Per il
    > > mondo reale non lo è quasi
    > > mai.
    >
    > Ma questo non e' il mondo reale.

    Non stiamo parlando dei soldi del Monopoli, ripeto. I contratti di Google sono tutti reali, e così i soldi investiti. Attieniti all'argomento della discussione, qui il mezzo usato è irrilevante.



    > > Tu hai la tendenza a pensare che tutti
    > possono
    > > sempre dire tutto quello che vogliono su
    > > qualsiasi argomento, in ogni sede e in tutte
    > le
    > > circostanze.
    >
    > No, puoi tranquillamente escludere il mio
    > contributo dall'affermazione che hai appena
    > fatto.

    Dimostrami il contrario, allora. Per ora, in tutti tuoi commenti, ho visto solo il rifiuto dello concetto stesso di diffamazione, il rifiuto di prendere posizione contro chi diffonde notizie false.



    > > Non è così. Le conseguenza possono essere
    > molto
    > > pesanti.
    >
    > Anche le conseguenze di un meterite in testa sono
    > molto pesanti, ma noi non parliamo del peso, ma
    > di probabilita' che questo
    > accada.
    > Zero o qualcosa meno.

    Mah... se tu credi che scrivere le prime cose che passano per la mente su internet sia un'azione priva di conseguenze, ti sbagli di grosso:

    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Francia-m...

    http://www.informanordest.it/articolo.cfm?id=39626...

    punto-informatico.it/cerca.aspx?s=tripAdvisor&t=4

    Possiamo parlare del dettaglio tecnico che individuare il responsabile non è sempre facile; ma una volta individuato la giustizia agisce esattamente che come se fosse accaduto nel mondo reale.
    Rassegnati: il mondo di internet non è così separato dal mondo reale come vorresti.


    > Basta che lo scambio di idee non diventi subito
    > al secondo commento una condanna da parte del
    > tribunale di PI.

    > Tu hai manie di persecuzione e tendi a confondere
    > opinioni negative con condanne.

    Non è affatto vero. Leggo i commenti di PI da molto tempo, so bene dove si vuole andare a parare quando si inizia in un certo modo.


    > Perché alla fine lo scopo
    > segreto sempre quello è: scagliare la propria
    > bile contro qualcosa o qualcuno, non importa chi.

    > Perche' segreto?

    Perché il giochetto non riesce bene se qualcuno, colto da un raptus di sincerità, scrive: "Che dite gente: oggi facciamo una campagna d'odio contro il sistema operativo Plurix? Così, per ammazzare il tempo...". Non risponderebbe nessuno.
    Per attaccare di volta in volta Android, iOS, Windows Phone, Windows, OS X, Linux, BSD, Tizen e Symbian si cercano sempre pseudogiustificazioni.



    > Le idee sono una cosa, protetta dalla Convenzione
    > dell'Onu. I fatti non provati,
    > un'altra.

    > I fatti possono essere provati anche da testimonianze.

    Una testimonianza anonima e non rintracciabile da alcuno? No, mai.
    Nel mondo dei sogni forse: non in quello reale.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Dimostrami il contrario, allora. Per ora, in
    > tutti tuoi commenti, ho visto solo il rifiuto
    > dello concetto stesso di diffamazione,

    Certo, io sono coerente.

    > il rifiuto
    > di prendere posizione contro chi diffonde notizie
    > false.

    Certo, io non prendo posizione contro chi scrive, ma contro la notizia.
    Se tu scrivi che la neve e' nera, io mica prendo posizione contro di te, prendo posizione contro il concetto che hai espresso e posto una bella immagine di un campo innevato.

    Frega niente a me della persona.

    > > > Non è così. Le conseguenza possono
    > essere
    > > molto
    > > > pesanti.
    > >
    > > Anche le conseguenze di un meterite in testa
    > sono
    > > molto pesanti, ma noi non parliamo del peso,
    > ma
    > > di probabilita' che questo
    > > accada.
    > > Zero o qualcosa meno.
    >
    > Mah... se tu credi che scrivere le prime cose che
    > passano per la mente su internet sia un'azione
    > priva di conseguenze, ti sbagli di
    > grosso:
    >
    > http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Francia-m

    Questo non ha scritto insulti, ha scritto un proposito di strage.
    Hanno fatto bene a fermarlo!

    > http://www.informanordest.it/articolo.cfm?id=39626

    Questo ha scritto su fessbuk, non c'e' bisogno di aggiungere altro.

    > punto-informatico.it/cerca.aspx?s=tripAdvisor&t=4

    Questo non e' sufficientemente dettagliato.
    Non si capisce quanto anonimo fosse il nickname utilizzato su tripadvisor.

    > Possiamo parlare del dettaglio tecnico che
    > individuare il responsabile non è sempre facile;

    Come sarebbe "possiamo"?
    DOBBIAMO!

    > ma una volta individuato la giustizia agisce
    > esattamente che come se fosse accaduto nel mondo
    > reale.

    Esatto. E nel mondo reale ci sono paesi in cui la diffamazione non e' reato e non e' prevista estradizione per una cosa del genere.
    Quindi basta tenerne conto e usare un proxy di uno di questi paesi prima di scrivere commenti circostanziati.

    > Rassegnati: il mondo di internet non è così
    > separato dal mondo reale come
    > vorresti.

    Qui sei tu quello che si illude che non sia cosi' separato.
    Basta guardare i paesi sotto dittatura o sotto regimi non democratici, dove gli oppositori riescono a postare tranquillamente notizie alla faccia del loro governo che li vorrebbe morti.
    E tu stai a preoccuparti di un ristorante che serve vino scadente, e invece di invitare gli avventori ad una pubblica degustazione per dimostrare che il suo vino e' buono, preferisce denunciare, confermando che il suo vino fa effettivamente schifo.

    > > Basta che lo scambio di idee non diventi
    > subito
    > > al secondo commento una condanna da parte del
    > > tribunale di PI.
    >
    > > Tu hai manie di persecuzione e tendi a
    > confondere
    >
    > > opinioni negative con condanne.
    >
    > Non è affatto vero. Leggo i commenti di PI da
    > molto tempo, so bene dove si vuole andare a
    > parare quando si inizia in un certo
    > modo.

    Quindi puoi scegliere se entrare nella discussione e andare la' dove si vuole andare, oppure ignorare la discussione e cercarne una piu' interessante.

    > > Perché alla fine lo scopo
    > > segreto sempre quello è: scagliare la propria
    > > bile contro qualcosa o qualcuno, non importa
    > chi.
    >
    > > Perche' segreto?
    >
    > Perché il giochetto non riesce bene se qualcuno,
    > colto da un raptus di sincerità, scrive: "Che
    > dite gente: oggi facciamo una campagna d'odio
    > contro il sistema operativo Plurix? Così, per
    > ammazzare il tempo...". Non risponderebbe
    > nessuno.

    Certo che non risponde nessuno. Non ci sarebbe motivo.
    Proponi una campagna d'odio contro un sistema attuale, commerciale e chiuso e trovarai chi ti viene dietro.
    Povero plurix.

    > Per attaccare di volta in volta Android, iOS,
    > Windows Phone, Windows, OS X, Linux, BSD, Tizen e
    > Symbian si cercano sempre
    > pseudogiustificazioni.

    Per linux e i sistemi open si cercano pseudogiustificazioni.
    Per gli altri non c'e' mica bisogno.

    > > Le idee sono una cosa, protetta dalla
    > Convenzione
    > > dell'Onu. I fatti non provati,
    > > un'altra.
    >
    > > I fatti possono essere provati anche da
    > testimonianze.
    >
    > Una testimonianza anonima e non rintracciabile da
    > alcuno? No,
    > mai.
    > Nel mondo dei sogni forse: non in quello reale.

    Ti sorprenderai di sapere che parecchie indagini sono iniziate dopo denunce anonime.
    E' solo una tua illusione che per essere presi in considerazione sia necessario farsi riconoscere e lasciare impronte digitali.
  • Scusate, ma a quali video si riferisce l'articolo?
    Mi date un link per favore?
  • - Scritto da: panda rossa
    > Scusate, ma a quali video si riferisce l'articolo?
    > Mi date un link per favore?

    Non saprei, mai visti!
    non+autenticato
  • È quello che dice l'articolo, del resto.
    non+autenticato
  • a me capita un fatto strano, mi ricordo il filmato pubblicitario, mi ricordo i personaggi e le situazioni ma non riesco mai ad associarli al prodotto che pubblicizzano, deve essere perché i filmati sono diventati troppo sofisticati e complessi e prendono tutta l'attenzione dell'osservatore ponendo in secondo piano il prodotto da promuovere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario
    > a me capita un fatto strano, mi ricordo il
    > filmato pubblicitario, mi ricordo i personaggi e
    > le situazioni ma non riesco mai ad associarli al
    > prodotto che pubblicizzano, deve essere perché i
    > filmati sono diventati troppo sofisticati e
    > complessi e prendono tutta l'attenzione
    > dell'osservatore ponendo in secondo piano il
    > prodotto da
    > promuovere.

    Stessa cosa succede a me... molto spesso mi ricordo la pubblicità ma non il prodotto pubblicizzato
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Il video che fa solo pubblicità rompe le scatole
    > e basta, soprattutto se ti appare nel momento in
    > cui cercavi un
    > contenuto.
    >
    > I meno tonti l'hanno già capito da tempo: in
    > internet la pubblicità video ch funziona è essa
    > stessa il contenuto che si cerca e si condivide,
    > ovvero i video virali che sono godibili
    > per se e che l'utente più o
    > meno consciamente associa ad un
    > prodotto.

    Mi ricorda molto youtube con gli spot obbligatori prima o addirittura DURANTE i video. Sono fastidiosi e fanno perdere tempo.
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