Claudio Tamburrino

Agenda Digitale, viaggio a Bruxelles per convincere l'Europa

Il Governo italiano vuole presentare le sue nuove promesse di investimento e mettere la questione al centro del sua prossima presidenza UE

Roma - Il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli ha incontrato a Bruxelles il vicepresidente della Commissione Europea e commissario all'Agenda Digitale Neelie Kroes. Si è trattata di un'occasione importante in vista del semestre italiano di presidenza UE, un incontro per raccogliere i diversi punti di vista da valorizzare durante la sua guida.

Con il suo turno di presidenza, insomma, l'Italia intende mettere al centro del dibattito i temi dell'Agenda Digitale, dalla creazione di un mercato unico delle telecomunicazioni al roaming zero, passando per la questione della net neutrality, tema di scottante attualità da quando la FCC statunitense ha deciso - tra polemiche e discussioni - di rimetterci mano.

Quello dell'impegno sul fronte del digitale, d'altronde, sembra destinato ad essere uno dei temi di punta delle prossime elezioni europee: a tal proposito proprio Neelie Kroes ha elegantemente ammonito tutti i candidati, sottolineando come "essere digitale" significhi molto di più di avere un tablet o un account Twitter, significa aver consapevolezza di come il mondo sta cambiando, di come internet e le tecnologie online stiano trasformando la realtà, nonché di avere la capacità di fare previsioni che permettano di guardare oltre, fino almeno al 2020, "abbracciando il cambiamento, non solo a parole".



Peraltro sul tema digitale, con l'Italia a guidare il dibattito, non si potrà non parlare della Web Tax e della questione dell'assegnazione delle frequenze tv dell'ex beauty contest, che rischia ancora di far subire all'Italia una nuova procedura di infrazione per mancanza di pluralismo (l'unica manifestazione di interesse è arrivata dal gruppo Cairo Communication).
Si tratterà, inoltre, di un'occasione importante per mostrare i passi avanti fatti dal Governo italiano nella revisione della sua strategia in materia di digitalizzazione della pubblica amministrazione (PA) e alle infrastrutture di banda larga.

A marzo, infatti, la Commissione UE aveva sollevato 351 rilievi al testo italiano per la gestione dei fondi europei 2014-2020 destinati a banda larga e digitalizzazione della PA e bocciato la strategia italiana di spesa: troppe - riteneva - le lacune dell'impostazione generale apparentemente priva di una regia nazionale e troppo vaghi le motivazioni, gli obiettivi e le tempistiche delle azioni per la banda larga. Così, Bruxelles aveva chiesto al Governo italiano di rimetterci mano. Tra i primi nuovi impegni assunti da Roma, quello di investire sulla banda larga e ultra larga almeno 7 miliardi di euro nel prossimo quinquennio, di cui 5-6 derivanti da fondi pubblici, di riuscire a portare entro il 2020 fibra ottica e WiFi in tutte le scuole e connessioni di almeno 100 Mbps in tutti gli uffici pubblici.
L'Europa, a riguardo, ha in queste ore presentato una guida agli investimenti in materia di broadband.

Claudio Tamburrino
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