Alfonso Maruccia

IBM, memorie PCM ibride per il futuro dello storage

Big Blue presenta il prototipo di una nuova scheda di storage che monta sia chip PCM che NAND Flash. Il risultato è un incremento notevole delle performance con latenze molto più basse degli SSD

Roma - Le memorie a variazione di fase (PCM) dovrebbero rappresentare il futuro dello storage a stato solido grazie alle loro superiori qualità in quanto a latenze (molto più basse delle NAND Flash) e durata dei chip (enormemente superiore alle NAND Flash), ma al momento i chip PCM continuano a essere oggetto di ricerche su prototipi che mostrano un (potenziale) futuro ancora di là da venire.

L'ultimo "showcase" basato su memorie PCM arriva da IBM - azienda che da anni ha promesso l'avvento commerciale di questo genere di tecnologia - e si chiama Prototype Storage Subsystem (PSS), una scheda PCI-express montante sia chip PCM che NAND Flash che è stata poi messa a confronto con i più tradizionali moduli PCI-e con NAND Flash.

Big Blue ha testato la velocità della scheda-prototipo PSS mettendola a confronto con moduli SSD basati sia su chip NAND Flash MLC che TLC, riscontrando una latenza nella scrittura dei dati inferiore rispettivamente di 12 e 275 volte rispetto ai chip NAND Flash.
Il modulo PSS di IBM montava chip PCM a 128 Mbit (P5Q) prodotti da Micron, una tecnologia realizzata su nodo produttivo a 90 nanometri già disponibile in commercio alla fine del 2012 quando il progetto PSS è stato avviato.

Le performance del sistema PSS potrebbero quindi aumentare ancora, e secondo IBM nel prossimo futuro questo genere di tecnologia ibrida (basata sull'uso di chip PCM accanto a chip NAND Flash) potrebbe rappresentare un ottimo investimento per dispositivi di caching, archiviazione di metadati, sistemi di backend a bassa latenza e sistemi di storage innovativi.

Alfonso Maruccia
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