Claudio Tamburrino

Telecom Italia, trimestrale difficile

Mentre la concorrente Fastweb resta sostanzialmente stabile, l'incumbent deve registrare un tangibile calo nel fatturato. Ma tra disciplina finanziaria e investimenti, l'AD Patuano resta fiducioso

Roma - Il Gruppo Telecom Italia ha presentato la trimestrale valida per il periodo conclusosi lo scorso 31 marzo: c'è ben poco da sorridere con un fatturato in caduta libera del 40 per cento.

Nel dettaglio la telco ha registrato ricavi in calo del 6,2 per cento rispetto al primo trimestre 2013 ed un utile netto pari a 222 milioni di euro, rispetto ai 364 milioni di euro del primo trimestre 2013. Inoltre, cresce anche l'indebitamento per Telecom Italia che passa rispetto al 31 dicembre 2013 da 26.807 a 27.529 milioni di euro.

Per l'anno in corso Telecom nota che "il mercato delle telecomunicazioni continua ad essere caratterizzato da una flessione dei servizi tradizionali (accesso e voce) a fronte di un incremento dei servizi innovativi (broadband e servizi broadband enabled)"; per cui "si prevede che l'effetto combinato di questi fenomeni determini una ulteriore flessione complessiva del mercato domestico, comunque più contenuta rispetto a quella osservata nel 2013". In questo contesto Telecom Italia, come deliberato nel piano industriale 2014 - 2016, cercherà di puntare sullo sviluppo delle infrastrutture, "con una forte accelerazione degli investimenti innovativi destinati in particolare all'Ultra Broadband".
Anche per questo - e nonostante i numeri dell'ampio calo dell'ultimo trimestre - l'AD di Telecom Marco Patuano ha detto di guardare con ottimismo al futuro: "Abbiamo accelerato gli investimenti in nuove tecnologie rafforzando la nostra leadership nella copertura ultrabroadband mobile e fissa. Non abbiamo con ciò perso di focus sulla disciplina finanziaria mediante importanti programmi di efficienza sia sui costi sia sui Capex tradizionali". Nei prossimi mesi entrerà poi a pieno regime l'accordo sui contenuti con Sky.

Più tranquilla appare invece Fastweb, che pur non avendo un numero di abbonati paragonabile a quello di Telecom (e cresciuto nel primo trimestre 2014 del 7 per cento) ha registrato ricavi totali pari a 396 milioni di euro (solo meno 0,5 per cento rispetto all'anno precedente), con un saldo positivo dell'1 per cento al netto delle interconnessioni a bassa marginalità e investimenti in crescita (ha investito 142 milioni di euro, il 12 per cento in più rispetto a un anno prima e il 36 per cento del proprio fatturato) per estendere la rete in fibra ottica a livello nazionale.

Claudio Tamburrino
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