Gaia Bottà

Blink, Yahoo compra e distrugge

L'azienda che ha sviluppato il servizio di messaggistica mobile effimera è stata acquisita da Yahoo. Blink verrà dismesso, Yahoo non ha ancora rivelato i propri piani

Roma - La applicazioni mobile dedicate alla messaggistica istantanea ed effimera stanno riscuotendo successo presso le folle degli utenti, presso sedicenti esuli di Whatsapp e presso coloro che si illudono che l'autodistruzione dei contenuti i scambiati sia una soluzione alla disinvoltura con cui si comunica: anche Yahoo manifesta il proprio interesse. Ha acquisito Blink, app per Android e iOS che promette, analogamente a Snapchat e ai suoi emuli, di inviare messaggi con autodistruzione programmata.

Lanciata oltre un anno fa per dispositivi iOS, pronta alle installazioni su Android nel mese di febbraio 2014, Blink si è ritagliata un mercato abbastanza consistente in Medioriente, secondo solo agli States per numero di utenti. Gli sviluppatori, riporta Techcrunch, meditavano di sviluppare l'app proprio per questa localizzazione, con un taglio dedicato in particolare all'uso in ambito business. Fino all'acquisizione da parte di Yahoo.

I termini dell'accordo non sono noti: a darne l'annuncio, per ora, c'è solo un post sul blog ufficiale di Blink. I due fondatori, fra cui un ex Googler ed ex ingegnere presso Apple, e gli altri 5 sviluppatori di Meh Labs avvertono gli utenti che a breve l'applicazione sarà dismessa: verranno assorbiti da Yahoo, dove attendono di poter coltivare la propria missione di offrire agli utenti gli strumenti per "comunicare online con la stessa onestà e la stessa spontaneità con cui si conversa di persona".
Se Meh Labs si augura di poter continuare a godere della fiducia dei propri utenti nel "prossimo capitolo" della propria storia, non è ancora chiara la trama che si dipanerà in quel di Sunnyvale. Gli osservatori suggeriscono che l'acquisizione sia stato un modo per accaparrarsi la competenza del personale dell'azienda, da reinvestire in progetti di vario genere che potrebbero spaziare dai video all'insediamento del search di Yahoo sui dispositivi iOS. Del resto, da quando Marissa Mayer è al comando, le acquisizioni di Yahoo si contano in decine, e sono state 22 solo nel 2013: fatto salvo per alcune eccezioni come Tumblr, la maggior parte delle startup è stata fagocitata da Sunnyvale, e il suo personale impiegato in progetti volti a consolidare e svecchiare la posizione dell'azienda.

Gaia Bottà
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