La settimana di DIG.Eat

Una giornata dedicata alle problematiche convergenti di tutte le categorie impegnate nella transizione al digitale. Nuove professioni e nuove sfide alla prova del dibattito tra gli addetti ai lavori

Roma - L'appuntamento è fissato per il 22 maggio: DIG.Eat 2014, l'evento ANORC dedicato alla documentazione digitale, aprirà le porte il prossimo giovedì a Roma agli addetti ai lavori e alle categorie interessate dalla rivoluzione permanente che la dematerializzazione sta portando nella Pubblica Amministrazione così come nel settore privato. Un tema quanto mai attuale, soprattutto alla luce degli obiettivi dell'Agenda Digitale 2020 varata dall'Unione Europea. Il convegno ha ricevuto il patrocinio dei Ministeri della Giustizia, dell'Interno, della Salute, dello Sviluppo Economico, dell'AgID e molti altri enti pubblici e associazioni. Tra le altre, la manifestazione è patrocinata da Consiglio Nazionale Forense, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti ed esperti contabili: per queste tre associazioni è previsto il riconoscimento dei crediti formativi professionali.

L'Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione digitale dei documenti ha organizzato quest'anno 8 tavole rotonde dedicate ad altrettanti argomenti quanto mai attuali alla luce delle scadenze imminenti su fatturazione elettronica e Processo Telematico: rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria, delle università e del variegato mondo delle professioni si occuperanno dunque di identità digitale, pagamenti elettronici, biometria, conservazione e dematerializzazione. Coinvolti ci sono settori fondamentali come il fisco, la sanità, le banche: ciascuno di essi sta per affrontare o sta affrontando una grossa trasformazione, che dirigenti, quadri, e tutti coloro che occupano posizioni apicali all'interno delle organizzazioni non possono ignorare.

Le questioni relative alla certificazione, conservazione e digitalizzazione sono tanto più urgenti da affrontare alla luce delle già citate scadenze imminenti: il 6 giugno entrerà in vigore il nuovo regime della fatturazione elettronica, e nello stesso mese è atteso il varo del Processo Telematico. Una materia quest'ultima che secondo il Presidente di ANORC, l'avv. Andrea Lisi, è destinata a far largamente discutere e suscitare nuove problematiche: "Purtroppo il Ministero della Giustizia sta affrontando il Processo Telematico in modo forse un po' troppo impetuoso. Inutile, forse, ricordare, che il mondo dei giuristi (e in particolare degli avvocati) a dir poco arranca e poco sta percependo di questa rivoluzione annunciata".
Per Lisi, il Decreto del Ministero della Giustizia del 21-02-2011 n.44 dedicato al Processo Telematico rischia di essere insufficiente: "Si parla di sistemi del dominio giustizia, di gestore di PEC del Ministero, di punti di accesso e servizi telematici: ma in un solo articolo (l'art. 9) si affronta l'argomento fondamentale del sistema informatico di gestione del fascicolo informatico, dove genericamente si afferma che la tenuta e conservazione del fascicolo informatico equivale alla tenuta e conservazione del fascicolo d'ufficio su supporto cartaceo, operando successivamente un generico rinvio al CAD. Nulla si dice su Responsabili della conservazione, su Responsabili della sicurezza, sui sistemi di conservazione che dovrebbero garantire integrità, autenticità e leggibilità di tutti questi oggetti informatici".

Allo stato dell'arte, secondo Lisi, i software a disposizione degli avvocati non sono pronti a rispondere alle difficoltà del Processo Telematico. In più, sussistono ancora alcune pericolose incertezze nella definizione di ruoli e competenze nell'ordinamento che potrebbero complicare ulteriormente il quadro. "I punti fermi dai quali partire - precisa Lisi - per avviare delle politiche serie e corrette di digitalizzazione documentale sono questi: le regole tecniche sul protocollo e sulla conservazione ci sono ed è importante che ci siano, quindi la normativa specifica è completa e va sempre conosciuta e applicata. Ma occorre riconoscere anche che mancano ancora le regole tecniche sulla formazione del documento informatico e sui duplicati e copie dello stesso. Inoltre, mancano le regole tecniche sulla sicurezza dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture delle PA previste dall'art. 51 del Codice dell'Amministrazione Digitale".

L'iscrizione a DIG.Eat è gratuita, ma c'è tempo solo fino a domani per completare le procedure di accreditamento. Il programma della giornata sarà denso e interessante, con tutti i principali esperti italiani di digitalizzazione che convergeranno a Roma per dibattere delle più importanti tematiche digitali che coinvolgono pubbliche amministrazioni, imprese, professionisti e anche i semplici cittadini.
4 Commenti alla Notizia La settimana di DIG.Eat
Ordina
  • dopo essersi registrati al sistema PCT, attendere l'apertura della pagina pst è un'odissea. Non oso pensare cosa possa succedere quando davvero tutti noi avvocati saremo online e i tempi per depositare un atto stringono. ci si collega e....puff: non funziona nulla!
    AIUTO!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anna Cletta
    > dopo essersi registrati al sistema PCT, attendere
    > l'apertura della pagina pst è un'odissea. Non oso
    > pensare cosa possa succedere quando davvero tutti
    > noi avvocati saremo online e i tempi per
    > depositare un atto stringono. ci si collega
    > e....puff: non funziona
    > nulla!
    > AIUTO!
    a proposito di PCT e di "gestione informatica dell'ufficio giudiziario" sono capitato su questa pagina http://www.magistraturademocratica.it/mdem/qg/arti...
    ... magistrato volenteroso e dedito al dovere... ma.. mi fa un po ORRORE che la best pratice per la gestione del calendario udienze/convocazione, con segnalazioni via sms, sia gestito VIA GMAIL.... tutto ficcato dentro ai server di google, dipendenti dal legislatore americano e situati in ubicazione ignota, accessibili a chiunque abbia le credenziali?

    Ma il ministero non ha roba sua?Con la lingua fuori magari accessibile solo alla MAN 'tribunalizia'... ?
    non+autenticato
  • > a proposito di PCT e di "gestione informatica
    > dell'ufficio giudiziario" sono capitato su questa
    > pagina
    > http://www.magistraturademocratica.it/mdem/qg/arti
    > ... magistrato volenteroso e dedito al dovere...
    > ma.. mi fa un po ORRORE che la best pratice per
    > la gestione del calendario udienze/convocazione,
    > con segnalazioni via sms, sia gestito VIA
    > GMAIL....

    Il calendario delle udienze dovrebbe (condizionale d'obbligo) essere pubblico. Poiché i processi in Italia sono pubblici, a parte una piccola minoranza concernente i reati sessuali, pubbliche sono anche le date delle udienze. Quindi non mi strappo le vesti se l'invio di una comunicazione con le date dell'udienza e un semplice numero di ruolo sono intercettabili.

    In quello scritto la cosa più preoccupante è la seguente:

    " Cercai di leggere una marea di verbali scritti a penna, dove si riscontravano mille grafie diverse, tutte incomprensibili, riconducibili sia dei giudici sia degli avvocati, che si erano succeduti "

    Ed è maledettamente vero, l'ho toccato con mano. Sigh... nel 2014 non è stata ancora emessa una circolare vincolante che impone l'uso o del PC con la stampante o, in mancanza di quello, della macchina da scrivere per gli atti aventi valore di documento di giustizia.

    Sarei proprio curioso di sapere in quali altri Paesi sono ancora validi documenti vergati a mano. Forse in quelli del quarto mondo.
  • quanto ha ragione l'avvocato Lisi! E mi complimento per il coraggio e la chierazza con cui si dicono certe cose.
    Sembra una barzelletta questo processo telematico così configurato, con gli avvocati italiani che sembrano i burattini di un teatro confezionato da qualche responsabile di sistemi informativi del Ministero piuttosto creativo!
    Verrò al Dig.eat! L'avv. Lisi mi ha fatto venire voglia di fare un salto!Sorride
    non+autenticato