Luca Annunziata

Apple e il limbo di iMessage

Il sistema di messagistica di Cupertino non è perfetto. E l'azienda lo avrebbe anche ammesso con alcuni clienti. Ora c'è chi prova a imbastire una class action, in attesa di una soluzione

Roma - I messaggi risultano consegnati, ma non sono mai arrivati al destinatario: il problema che pare affliggere il sistema di messaggistica di Apple, iMessage, ha radici antiche e strettamente legate al suo meccanismo di funzionamento. Il risultato è che parecchi utenti lamentano la sparizione delle comunicazioni teoricamente ricevute, soprattutto nei casi in cui sia stata compiuta una migrazione iOS-Android: la frustrazione cresce e, per tagliare la testa al toro, in California è stata anche varata una class action per venire a capo della faccenda.

iMessagge è il protocollo di scambio di messaggi di testo creato da Apple per il proprio ecosistema: funziona su smartphone e tablet con iOS, e si interconnette anche con i Mac. Il suo meccanismo di funzionamento ricorda vagamente quello di WhatsApp: si registra il numero di telefono nel sistema (tipicamente durante l'attivazione di un dispositivo), e da quel momento viene associato all'account Apple. I messaggi diretti verso quel numero (o indirizzo email) transitano sui canali creati da Cupertino: il loro invio avviene tramite la connessione dati, quindi gratuitamente se si è sottoscritto un abbonamento a tale scopo, e sono consegnati più o meno contemporaneamente su tutti i device abbinati allo stesso account. Il problema pare essere generato, tuttavia, proprio dal meccanismo di registrazione: creando situazioni paradossali che solo in alcuni casi si riesce a sanare.

Se tra i propri contatti un utente registrato ad iMessage decide di cambiare terminale, per esempio passando a un cellulare Android, il sistema continuerà a considerare il suo numero di telefono come appartenente al servizio: i messaggi a lui indirizzati verranno consegnati tramite iMessage (facilmente identificabili tramite il colore azzurro), invece che transitare sul normale percorso SMS. La causa del disservizio pare sia legata alla mancata "de-registrazione" durante la migrazione da iOS ad Android: Apple continua a considerare quel numero come un numero iMessage, almeno per 90 giorni filati prima di verificare nuovamente l'effettiva affiliazione, dunque tutto il testo inviato finisce in un limbo dal quale non è possibile recuperarli.
Alcuni utenti affermano di essere riusciti a cavarsi dagli impicci provvedendo a disabilitare la propria registrazione ad iMessage: ciò è possibile compiutamente, tuttavia, soltanto se si conserva ancora il terminale originario. In caso contrario, se per esempio si è venduto il telefono a qualcun altro e prima non si è disattivato iMessage, potrebbe non essere possibile sanare definitivamente il problema: la questione non pare avere (ancora) contorni del tutto definiti, e l'autentica natura di questo bug sfugge ancora alla definizione rigorosa necessaria a trovare una soluzione.

Apple sarebbe al corrente della faccenda, ma non avrebbe pronta alcuna ricetta per fare fronte alla seccatura: l'unica indicazione fornita è, per l'appunto, disattivare iMessage. Secondo gli ex-clienti incappati nella questione, e ora sul piede di guerra con la proposta di una class action, Apple avrebbe mancato di avvisare di questa eventuale difficoltà nel passaggio ad altro sistema, contravvenendo alle regole sulla concorrenza.

Luca Annunziata
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