Claudio Tamburrino

Una proposta per dimezzare l'IVA sugli ebook

Bozza di decreto in discussione nel prossimo Consiglio dei Ministri per portare la tassazione al 10 per cento. Resta da chiarire quale sarà la posizione in merito dell'Unione Europea

Roma - Già domani il Consiglio dei Ministri potrebbe visionare una bozza di decreto che contiene la proposta di diminuzione dell'IVA sugli ebook dal 22 al 10 per cento.

La riduzione è contenuta nel decreto legge per la tutela e lo sviluppo del patrimonio culturale: a proporre la modifica, che ha anche il supporto degli editori che anzi vorrebbero una totale equiparazione con il cartaceo, è il ministero per i Beni e le attività culturali ora presieduto da Dario Franceschini.

L'Europa d'altronde, sembrerebbe chiedere il contrario: nel 2012 la Commissione Europea aveva ordinato a Francia e Lussemburgo di allineare, aumentandola, l'IVA sugli ebook - rispettivamente al 7 ed al 3 per cento - a quella generale imposta ai beni e servizi digitali.
Nonostante questo, la questione della tassazione sul libri è tornata d'attualità in Italia lo scorso dicembre, quando il pacchetto normativo conosciuto con il nome "Destinazione Italia" per cercare di contrastare la crisi dell'editoria ha introdotto una detrazione fiscale del 19 per cento sulle spese sostenute nel corso dell'anno solare per l'acquisto di libri, per un massimale di 2mila euro a persona di cui mille per i testi scolastici ed universitari: il problema è che questa spesa non prende in considerazione gli ebook, su cui già grava una tassazione molto superiore al cartaceo.

Al momento, mentre i libri cartacei hanno infatti un'Iva al 4 per cento, quelli digitali sono equiparati ai beni e servizi digitali e quindi hanno un'Iva al 22 per cento.

Claudio Tamburrino
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14 Commenti alla Notizia Una proposta per dimezzare l'IVA sugli ebook
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  • La norma non è stata avallata dal governo quindi la strada è sempre pià difficile.
    Franceschini dice però che la porterà all'attenzione dell'Europa
    (http://www.webnews.it/2014/05/23/salta-liva-agevol.../ )
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    Modificato dall' autore il 23 maggio 2014 13.58
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  • sarò controcorrente, ma secondo me è giusto così.

    L'e-reader è un componente elettronico, di fatto ottimizzato per lo scopo, ma potenzialmente in grado di usare videogioci o fogli di calcolo o browser web o qualunque altra cosa possa fare uno smartphone o un tablet o una consolle portatile di videogiochi.
    Ora, di fatto, nessun e-reader forse può fare cose del genere, ma sono sicuro che, se passasse questa agevolazione iva, spunterebbero e-reader quadricore 64bit schermi 4K 1024core cuda pronti ad essere "krakkati" con mirabolanti firmware alternativi.
    O, peggio ancora, sarebbero constretti a fare norme assurde per cercar di far rispettare l'utilizzo esclusivo come e-reader.

    Piuttosto, quant'è l'IVA sull'e-book? il 4%, come spero, o il 22%?

    - Scritto da: barretta
    > La norma è stata bocciata quindi niente iva al
    > 10% anche se Franceschini dice che la porterà
    > all'attenzione
    > dell'Europa
    > (http://www.webnews.it/2014/05/23/salta-liva-agevo
    non+autenticato
  • eh no.. sta proprio qui il "problema" non sista parlando dell'accessorio elettronico su cui posso convenire con la tua osservazione ma del libro vero e proprio da leggere che dalla normale iva al 4% viene invece assoggettato al 22%.
    Gli E Book reader sono i lettori fisici e meccanici mentre gli e-book sono i libri/manuali che si leggono.
    Questo è ciò che ho capito io ed il motivo di questa "battaglia"
  • L'iva in Italia sui libri cartacei è al 4%. Sugli ebook in genere è al 22%. Amzazon nello specifico per ora applica quella Lussemburghese del 3%
    (verificabile anche dal sito di Amazon stesso http://www.amazon.it/gp/help/customer/display.html... )

    Speriamo l'UE cambi registro e le lobby che lottano contro l'innovazione non blocchino questa modifica importante per la crescita degli ebook
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    Modificato dall' autore il 22 maggio 2014 10.37
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    Modificato dall' autore il 22 maggio 2014 10.38
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  • dall'originaria proposta di un taglio delle spese per libri, con grandi discussioni sulla necessita di scontrini parlanti ecc, si e' passati poi se ricortdo a limitare la cosa ai soli libri scolastici e con uno stanziamento estremamente ridotto.
    in sostanza una bella idea assolutamente irrealizzata, con grande scaxxamento di tutti gli addetti al settore.

    correggetemi se sbaglio ovviamentre.

    p.s. il codice captcha ha un timeout un po troppo breve..
    non+autenticato
  • poi pero' non mi mandano mai la fattura, saranno distratti....
    non+autenticato
  • Prova a scaricarla!
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Ma quando compro un libro su amazon.it il 19% va
    > allo stato (cioè Amazon lo rigira), a nessuno
    > (cioè Amazon non me lo fa pagare e non lo
    > rigira), o a Amazon (cioè Amazon me lo fa pagare
    > ma non lo
    > rigira)?
    > E quando compro sul .com?

    Ti consiglio di guardare sulla fattura, scusa la banalità. Sorride

    L'Iva la si paga nel paese dove risulta eseguita la transizione, se compri da uno store tedesco la paghi alla Germania con le sue aliquote (il 19% mi pare), se la compri da un negozio con sede italiana paghi il relativo 22%.
    Non penso che il dominio del sito c'entri molto con questo discorso, puoi registrare un .it con sede in USA e un .com con sede a Bergamo.

    Comunque una buona parte dell'Iva va alle UE, non solo allo stato.
    non+autenticato
  • Mi dispiace ma ti sbagli. L'iva non si paga dove "risulta eseguita la transazione" (ma dove l'hai letta questa cosa) ma la paghi dove ha sede la società a cui stai versando i soldi. Se tu sei in Italia, il sito è in Cina, la società che fornisce il servizio è in Svizzera, tu paghi l'iva svizzera. Questo almeno ancora per pochi mesi perchè dal 2015 le nuove direttive europee sull'iva dicono che l'iva andrà pagata a seconda di dove l'utente che ha pagato usufruirà del servizio. Ovvero nello stesso esempio di prima, verserai alla società Svizzera l'iva italiana, la svizzera la terrà da parte e poi la verserà all'italia tramite un meccanismo che stanno definendo proprio in questi giorni. In più se tu sei in Italia, sei di nazionalità Francese, ma usufruirai del servizio principalmente dalla Spagna, pagherai alla società Svizzera l'iva Spagnola (sempre dal 2015). Questa è una cosa assurda ma purtroppo hanno deciso che funzionerà così. Chi ti scrive tutto questo non è un improvvisato navigatore o chi spara frasi a caso (come chi ha scritto che l'iva si paga nel paese dove è stata effettuata la transazione) ma un imprenditore e proprietario di una multinazionale. Per non parlare, sempre della stessa persona, che dice che la maggior parte dell'iva va all'UE e non solo allo stato. E qui raggiungiamo i limiti della fantasia pura...
    non+autenticato
  • > l'iva andrà pagata a seconda
    > di dove l'utente che ha pagato usufruirà del
    > servizio.

    Interessante...quindi se compro un libro per leggerlo in vacanza....devo dichiarare dove vado in vacanza per sapere il prezzo finale!
    Scherzo ovviamente, certo che questi sono pagati per scrivere norme o barzellette?
    non+autenticato
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  • Quando compri su Amazon essendo una multinazionale paghi l'IVA dove ha sede legale ovvero in Lussemburgo che per gli ebook dovrebbe essere del 3%.

    In Italia L'iva sui libri cartacei è al 10% mentre per gli ebook essendo assimilati ad un prodotto elettronico paghi l'IVA piena.

    Capito perché costano così poco su Amazon?
    non+autenticato