Gaia Bottà

BrokeP, il secondo no della Corte Suprema

La giustizia svedese rifiuta di riesaminare il caso The Pirate Bay. Peter Sunde, una condanna ad otto mesi di carcere sul capo, è candidato alle elezioni europee

Roma - BrokeP, al secolo Peter Sunde, ha tentato in ogni modo di difendersi dalle condanne emesse dalla giustizia svedese per le attività legate a The Pirate Bay: fra i fondatori della Baia, agguerrito portavoce del sito prima di intraprendere diverse attività di business online e una carriera politica che punta all'Europa, Sunde non ha mai rinunciato a scrollarsi di dosso la condanna a 8 mesi di carcere e la multa inferta a seguito dello storico processo e confermate in appello. Di nuovo, le sue richieste di riesaminare il caso sono state respinte.

Era successo già nel 2012: la Corte Suprema svedese aveva rigettato il ricorso dei quattro alfieri della Baia. Sunde aveva chiesto clemenza, negata, si era rivolto, insieme a Fredrik TiAMO Neij, alla Corte europea dei diritti dell'uomo nel tentativo di difendere il ruolo di Pirate Bay nel contesto della libera circolazione dell'informazione, e di rimando la propria fedina penale. Anche in questo caso le istituzioni hanno ritenuto che giustizia fosse stata fatta a suo tempo.

E mentre Carl Lundström ha scontato la pena, e Gottfrid Anakata Svartholm ha trovato il tempo per confrontarsi con altri guai, Sunde è tornato alla carica presso la Corte Suprema svedese. Il suo consulente legale e amico, nei mesi scorsi, aveva intravisto lo spazio per una nuova richiesta, basando l'istanza sulla giurisprudenza europea, aggiornata a nuove sentenze e a nuovi regolamenti che avrebbero potuto mitigare le accuse nei confronti degli operatori di The Pirate Bay. Le aspettative, flebili, sono state di nuovo disattese: la Corte Suprema non riesaminerà il caso, in quanto non esistono nuovi elementi con cui confrontarsi.
"La cosa non mi tocca più di tanto - ha dichiarato Sunde a TorrentFreak - è solo una ulteriore prova del fatto che la Svezia non ha alcuna intenzione di adeguarsi alle leggi e alla regolamentazione UE". E proprio nel contesto europeo BrokeP spera di inserirsi per innescare un cambiamento che sappia davvero tutelare i diritti dei cittadini della Rete: fra le fila finlandesi del Partito Pirata, è stato candidato alla presidenza della Commissione Europea. Fra il serio e il faceto, BrokeP si mostra sicuro delle proprie potenzialità.




Gaia Bottà
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