Gaia Bottà

Copyright, utente avvisato mezzo salvato?

Sono trascorsi i primi mesi del regime antipirateria statunitense basato sugli avvertimenti per gli assegnatari di utenze colte con le mani nel P2P: i recidivi non mancano, ma secondo l'industria si tratta di un successo

Roma - Il sistema dei sei avvertimenti, adottato negli Stati Uniti per contrastare gli abusi del diritto d'autore sulle reti P2P, è operativo da un anno e mezzo. Dal mese di febbraio 2013 alcuni dei maggiori ISP hanno iniziato a recapitare ai propri utenti colti in violazione del copyright degli avvertimenti, nel tentativo di dissuaderli. È tempo di numeri, per l'industria dei contenuti statunitense, è tempo di confrontarsi con l'efficacia di un sistema studiato e affinato a lungo, inculcato agli intermediari con un accordo di collaborazione.

Il Copyright Alert System, versione edulcorata dell'originario sistema HADOPI francese, è dunque entrato a regime, nella sua prima fase definita "educativa": AT&T, Cablevision Systems, Comcast, Time Warner Cable e Verizon, i più importanti provider statunitensi, su segnalazione del Center for Copyright Information (CCI) hanno cominciato ad identificare indirizzi IP rastrellati dai detentori dei diritti sulle reti P2P e a inviare notifiche di avvenuta violazione: le prime due missive, accomodanti e informali, si limitano ad avvertire i titolari di un abbonamento dell'avvenuta violazione e a suggerire alternative legali; le successive due notifiche richiedono l'interazione del destinatario, chiamato a riconoscere le violazioni ascritte; le ultime due notifiche del sistema dei six strike recano con sé strozzature o limitazioni alla connessione, senza però prevedere disconnessioni. Il CCI annuncia trionfalmente i primi risultati dell'operazione: nei primi 10 mesi il numero di notifiche ha raggiunto complessivamente gli 1,3 milioni, non sono stati riscontrati falsi positivi nonostante le contestazioni da parte degli utenti, e per il prossimo anno si prevede di raddoppiare le dimensioni della campagna.

Numeri degli avvertimenti

Sono 722.820 gli abbonati raggiunti dalla prima segnalazione: di questi, il 30 per cento si è mostrato recidivo, meritando una seconda notifica. I numeri si assottigliano progressivamente con il numero delle segnalazioni: la terza notifica è stata inviata a 165.056 utenti, la quarta a 94.599 utenti, mentre la quinta e la sesta notifica, affiancate alle misure concrete di contenimento messe in atto dai provider, sono state ricevute rispettivamente da 60.477 e 37.456 utenti. La cautela nel confrontare i numeri è d'obbligo, ma è utile ricordare che ad un anno dall'avvio del regime HADOPI erano stati inviati 650mila primi avvisi, 44mila secondi avvertimenti e all'incirca 60 utenti si erano mostrati tanto caparbi da far aprire i dossier della fase 3 del sistema, quella che avrebbe dovuto somministrare le disconnessioni, mai realmente applicate. Nonostante i numeri francesi mostrino mostrano un impatto deterrente ben più impetuoso rispetto a quello statunitense, i rappresentanti del CCI si dicono incoraggiati dai primi risultati: "i consumatori sono sensibili a questo tipo di sistema educativo", ha dichiarato l'executive director del CGI Jill Lesser.
Anche la Francia, a maggior ragione rispetto agli States, si è sempre mostrata convinta dell'efficacia del sistema repressivo che aveva messo in atto. Meno soddisfacenti, nella sistema HADOPI, sono state invece le capacità di incoraggiare il consumo legale: per questo la Francia ha scelto di accantonare l'aspetto punitivo di HADOPI, consolidando l'informazione riguardo all'offerta dell'industria e meditando di affiancare il meccanismo degli avvertimenti ad un sistema di inibizioni dei siti ritenuti illegali o capaci di incoraggiare l'illegalità, così da abbracciare diversi sistemi di file sharing e non solo il P2P. Il CEO di RIAA Cary Sherman, sull'altra sponda dell'Atlantico, ritiene che il sistema dei six strike sia "un modo utile per promuovere il mercato attuale della musica", grazie ai link ai siti informativi inseriti in ognuna delle notifiche: il 65 per cento dei cittadini della Rete statunitensi interpellati da CCI, peraltro, invoca maggiori informazioni per distinguere le proposte legali da quelle che li spingono alle violazioni.

Altro aspetto interessante del documento, i numeri relativi alle notifiche contestate dagli utenti. CCI ha previsto un sistema indipendente (American Arbitration Association, AAA) per valutare le rimostranze degli utenti colpiti da avvertimenti che riguardano comportamenti che ritengono di non aver messo in atto: lo 0,27 per cento degli utenti raggiunti dalla terza missiva ha aperto un contenzioso, vale a dire 265 intestatari di abbonamenti a Internet. Nessuno di questi appelli si è basato su rilevazioni errate da parte di CCI: se il 18 per cento dei ricorrenti è riuscito a far valere la propria innocenza è per motivazioni legate all'abuso della propria connessione, e dunque all'abuso dell'indirizzo IP assegnato e colto nella condivisione illegale. Non è chiaro però come AAA abbia gestito questi ricorsi, poiché la giurisprudenza in materia di vigilanza sulla connessione domestica appare ancora poco solida.

Il bilancio dei primi mesi di six strike secondo l'industria è positivo: il sistema è in grado di tutelare la privacy in quanto l'industria non è tenuta a conoscere l'identità che corrisponde agli indirizzi IP che coglie sul fatto, i netizen abituati ad indulgere nel P2P vengono dissuasi dai comportamenti illegali con una gradualità soddisfacente, e progressivamente saranno sempre più consapevoli delle offerte sul mercato legale. Raddoppiando le notifiche, intensificando i controlli, gli effetti del sistema potranno dispiegarsi con maggiore evidenza, suggeriscono i rappresentanti del CCI.

"L'uso delle tecnologie P2P per scambiare illegalmente del materiale protetto da copyright resta un problema per certe fasce demografiche della popolazione - si afferma nel report - ma la maggior parte dei consumatori è convinto che la violazione del copyright non sia mai giusta e danneggi artisti e creatori di ogni genere". La "guerra alla pirateria", però, sarebbe ben lontana dall'essere vinta, ammette lo stesso CEO di RIAA Sherman, e non si è mai ritenuto che il regime degli avvertimenti potesse dimostrarsi risolutivo. Un aspetto non rilevato dal report né lambito dal sistema di CCI, infatti, è che il sempreverde P2P è sempre più affiancato da servizi di download diretto, e corredato da sistemi di anonimizzazione capaci di rendere certo meno inefficaci i rastrellamenti dell'industria dei contenuti, costringendola a cambiare strategia e obiettivi.

Gaia Bottà
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26 Commenti alla Notizia Copyright, utente avvisato mezzo salvato?
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  • ...ovviamente le major cantano vittoria presumendo che il 70% dei diffidati semplicemente smettano di scaricare roba pirata e passino al consumo legale. Ridicolo e penoso.

    Mi piacerebbe piuttosto sapere quanti di quel 70%:
    - non sono stati (ancora) ri-beccati: direi la stragrande maggioranza...
    - sono passati a VPN criptate o a TOR o ad altre reti nascoste
    - sono passati a Mega o simili sistemi di scaricamento via HTTP o ad altri protocolli non tracciati dai controllori
    - vanno giù di chiavette e dischi esterni, il che migliora anche la vita sociale!

    E comunque negli USA ci sono alternative legali decenti e economiche (tra tutti: Netflix), che hanno dato una botta forte al P2P.
    Da noi? Niente di tutto ciò. Se vogliono far passare la gente al download legale, devono come minimo iniziare a offrirlo!
    Funz
    12975
  • - Scritto da: Funz
    > ...ovviamente le major cantano vittoria
    > presumendo che il 70% dei diffidati semplicemente
    > smettano di scaricare roba pirata e passino al
    > consumo legale. Ridicolo e penoso.

    > Mi piacerebbe piuttosto sapere quanti di quel 70%:
    > - non sono stati (ancora) ri-beccati: direi la
    > stragrande
    > maggioranza...
    > - sono passati a VPN criptate o a TOR o ad altre
    > reti
    > nascoste
    > - sono passati a Mega o simili sistemi di
    > scaricamento via HTTP o ad altri protocolli non
    > tracciati dai
    > controllori
    > - vanno giù di chiavette e dischi esterni, il che
    > migliora anche la vita
    > sociale!

    Basta vedere in francia, si e' constatato semplicemente un cambio del tipo di traffico: son passati a VPN o protocolli criptati.
    krane
    22544
  • naturalmente gratis
    non+autenticato
  • Scritto da: Funz.
    >E comunque negli USA ci sono alternative legali decenti e economiche (tra >tutti: Netflix), che hanno dato una botta forte al P2P.

    Tanto chi non ha pagato in passato per i servizi suddetti non pagheranno neanche nè ora nè mai.
  • - Scritto da: Il Punto
    > Scritto da: Funz.
    > >E comunque negli USA ci sono alternative legali
    > decenti e economiche (tra >tutti: Netflix), che
    > hanno dato una botta forte al P2P.

    > Tanto chi non ha pagato in passato per i servizi
    > suddetti non pagheranno neanche nè ora nè
    > mai.

    E come fai a pagare per servizi che non esistono ?
    krane
    22544
  • Scritto da: krane
    -> Scritto da: Il Punto
    >>>Scritto da: Funz.
    >>>E comunque negli USA ci sono alternative legali
    >>>decenti e economiche (tra >tutti: Netflix), che
    >>>hanno dato una botta forte al P2P.
    >>
    >>Tanto chi non ha pagato in passato per i servizi
    >>suddetti non pagheranno neanche nè ora nè
    >>mai.
    >
    >E come fai a pagare per servizi che non esistono ?

    Vabbè intendevo eMule, uTorrent, Shareaza...
  • - Scritto da: Il Punto
    > Scritto da: krane
    > -> Scritto da: Il Punto
    > >>>Scritto da: Funz.

    10 > >>>E comunque negli USA ci sono alternative legali
    > >>>decenti e economiche (tra >tutti: Netflix), che
    > >>>hanno dato una botta forte al P2P.
    > >>
    > >>Tanto chi non ha pagato in passato per i servizi
    > >>suddetti non pagheranno neanche nè ora nè
    > >>mai.
    > >
    > >E come fai a pagare per servizi che non esistono
    > ?
    >
    > Vabbè intendevo eMule, uTorrent, Shareaza...

    Se non ci sono alternative legali... GOTO 10
    krane
    22544
  • Non ne so molto di questa roba, come sistema sembra terrorizzante, ma anche tanto facilmente sorpassabile che chi è rimasto impigliato oltre il primo alert non deve essere proprio un genio.

    Metto online un archivio dal nome anonimo contenente file con nomi anonimi, e lo proteggo con password con la più alta crittografia. Cosa faranno, il bruteforce dell'archivio, impegnando workstation per anni per vedere che ho scaricato photoshop o windows 7, valore commerciale in centinaia di euro? O ci sono tanti omini cinesi pagati a riso che passano ore sui siti warez? Stessa cosa se un client p2p cripta la roba per default.

    Parecchio stupida la cosa, più facile che sia una scusa per monitorare che siti vedo e cosa scarico
    non+autenticato
  • E cosa vorrebbe dire poi "ma la maggior parte dei consumatori è convinto che la violazione del copyright non sia mai giusta e danneggi artisti e creatori di ogni genere"? Quale maggior parte dei consumatori? Di quale fascia? Hanno dei dati? O hanno accalappiato il solito americano dall'intelligenza discutibile 60enne perbenista al banco del pesce, che ha difficoltà a leggere il numerino stampato sul biglietto del suo turno?

    Perchè se mi vogliono raccontare che nell'immaginario dell'america dell'utopistica libertà, la gente è totalmente d'accordo a farsi controllare il traffico di cosa guarda e scarica non per scopi di sicurezza ma per accontentare qualche major, per me possono uscire dal mondo
    non+autenticato
  • > E cosa vorrebbe dire poi "ma la maggior parte dei
    > consumatori è convinto che la violazione del
    > copyright non sia mai giusta e danneggi artisti e
    > creatori di ogni genere"? Quale maggior parte dei
    > consumatori? Di quale fascia? Hanno dei dati?

    La frase che assomiglia di più nella relazione:

    http://www.copyrightinformation.org/wp-content/upl...

    è questa:

    " In CCI’s most recent research conducted in February 2014, we looked at a general cross-section of the U.S. Internet-using population between the ages of 13 and 59, and found that the majority of peer-to-peer copyright infringement is fueled by a small group of younger, predominately male digital consumers. It appears that most consumers (65%) believe that it is never okay to engage in infringing activity and that the need to protect artists’ rights resonates strongly with consumers .

    Ci si riferisce a una "Ipsos survey" nell'appendice, che però, di fatto, presenta solo numeri, non risposte a domande. Insomma, potrebbero anche averla inventata, visto che non è stata pubblicata indipendentemente.
  • Non so se è una consuetudine, ma per ma hanno accostato volutamente i dati del potenziale "infringer" medio, cioè un consumatore giovane maschio, con una statistica di opinioni di questo generico 65%, in modo che a prima vista sembrino presi dallo stesso contesto, cioè abbiano chiesto agli stessi giovani se è giusto o meno piratare, mentre avrebbero potuto benissimo chiedere in uno ospizio.

    Mi chiedo se avessero fatto tutt'altra domanda, cioè: "vi sta bene quello che faremo veramente, cioè chiederemo alle più grandi società di telecomunicazioni americane di monitorare traffico e file scaricati in modo da abbassare la pirateria?" Questo non per ragazzini, ma per tutto e tutti. Gli americani non avrebbero mai accettato una roba del genere, adorano il fatto di non essere la cina.
    Una cosa è chiedere se "è giusto ridurre l'anidride carbonica nell'atmosfera?"; un'altra è chiedere "vi sta bene che ammazzeremo tutti gli animali randagi per ridurre l'affetto serra?"
    non+autenticato
  • Ma come prendi sul serio la cosa. Andiamo, è un sondaggio! È come chiedere agli italiani "cosa voterete alle europee del 25 maggio?". Angioletto
  • Eh beh stanno cercando di legittimare un atto di prepotenza, cercando di confondere la gente facendo spallucce e dicendo "beh, gli americani sono contrari alla pirateria giusto? allora ce l'hanno chiesto loro di spiare la loro roba. facciamo il loro volere, a noi i soldi fanno pure schifo"
    All'americano medio non andrebbe mai giù. Loro sono il popolo che ritiene giusto comprare le pistole al supermercato per proteggersi da sé, si liberalizzerebbero pure i peli del culo. Non è gente che accetta di farti curiosare in giardino, soprattutto per qualcosa che assomiglia al controllo

    La rete non deve essere in nessun modo controllata, soprattutto da gente coi soldi, se non per la sicurezza. Posso anche capire l'nsa, che alla fine è governativa. Ma che il signor warner o il signor emi o il signor ea, privati, abbiano il diritto di avere informazione su ciò che scarico, mi sembra decisamente oltraggioso
    non+autenticato
  • - Scritto da: ego
    > Eh beh stanno cercando di legittimare un atto di
    > prepotenza, cercando di confondere la gente
    > facendo spallucce e dicendo "beh, gli americani
    > sono contrari alla pirateria giusto? allora ce
    > l'hanno chiesto loro di spiare la loro roba.
    > facciamo il loro volere, a noi i soldi fanno pure
    > schifo"
    > All'americano medio non andrebbe mai giù. Loro
    > sono il popolo che ritiene giusto comprare le
    > pistole al supermercato per proteggersi da sé, si
    > liberalizzerebbero pure i peli del culo. Non è
    > gente che accetta di farti curiosare in giardino,
    > soprattutto per qualcosa che assomiglia al
    > controllo
    >
    > La rete non deve essere in nessun modo
    > controllata, soprattutto da gente coi soldi, se
    > non per la sicurezza. Posso anche capire l'nsa,
    > che alla fine è governativa. Ma che il signor
    > warner o il signor emi o il signor ea, privati,
    > abbiano il diritto di avere informazione su ciò
    > che scarico, mi sembra decisamente
    > oltraggioso

    Mentre le email le cripti sempre giusto ?

    Per il resto son d'accordo: GnuNET e passala paura.
    krane
    22544
  • > Eh beh stanno cercando di legittimare un atto di
    > prepotenza, cercando di confondere la gente
    > facendo spallucce e dicendo "beh, gli americani
    > sono contrari alla pirateria giusto? allora ce
    > l'hanno chiesto loro di spiare la loro roba.
    > facciamo il loro volere, a noi i soldi fanno pure
    > schifo"

    Ma assolutamente no, lo Stato federale americano non ha mai avuto bisogno dei sondaggi della Ipsos per agire.
    Il Congresso è sovrano, i cittadini Usa lo hanno eletto. Fine. Tutto molto più semplice di come lo dipingi.


    > All'americano medio non andrebbe mai giù. Loro
    > sono il popolo che ritiene giusto comprare le
    > pistole al supermercato per proteggersi da sé,

    C'è un articolo della costituzione, come puoi impedirlo?
    E che cambia, se anziché al supermercato si acquistano in armeria?


    > si
    > liberalizzerebbero pure i peli del culo.

    No, gli ovetti Kinder sono proibiti negli Usa:

    http://www.spiegel.de/international/world/kinder-s...

    Ti possono dare una multa salata se li importi illegalmente. Ecco una liberalizzazione che non ha funzionato.

    > La rete non deve essere in nessun modo
    > controllata, soprattutto da gente coi soldi, se
    > non per la sicurezza. Posso anche capire l'nsa,
    > che alla fine è governativa. Ma che il signor
    > warner o il signor emi o il signor ea, privati,
    > abbiano il diritto di avere informazione su ciò
    > che scarico, mi sembra decisamente
    > oltraggioso

    No, in realtà il controllo lo fa il CCI. I detentori di diritti possono solo segnalare.
  • Si, gli americani sono contrari alla pirateria ma non alle sue opere, altrimenti banalmente non sarebbe stato necessario questo sistema del CAS (Copyright Alert System)A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    >
    > Ci si riferisce a una "Ipsos survey"
    > nell'appendice, che però, di fatto, presenta solo
    > numeri, non risposte a domande. Insomma,
    > potrebbero anche averla inventata, visto che non
    > è stata pubblicata
    > indipendentemente.

    Noi siamo commentatori, non articolisti.
    Noi non siamo mica costretti ad usare il condizionale per metterci al riparo da improbabili rivalse permesse da leggi liberticide.

    Noi affermiamo senza ombra di dubbio alcuno che HANNO INVENTATO DI SANA PIANTA COME AL SOLITO, per giustificare le loro assurde fobie.
  • > Noi affermiamo senza ombra di dubbio alcuno che
    > HANNO INVENTATO DI SANA PIANTA COME AL SOLITO,
    > per giustificare le loro assurde
    > fobie.

    Boh, io questa sicumera non ce l'ho, non su questioni del genere perlomeno. Su altre talvolta sì, ma per quanto riguarda le sincere opinioni dei cittadini so bene che possono essere fortemente influenzate da fattori del momento, e spesso il giudizio sulle conseguenze viene offuscato dalla rabbia.
  • C'è pure in italia questa schifezza? CHe rischi ci sono in Italia? e per quale tipo di contenuti scaricati ? film ? programmi? giochi? musica? che tipo di questi? che tipo di p2p è coinvolto ? emule ? torrent ? siti download?
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    Modificato dall' autore il 03 giugno 2014 13.14
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  • > C'è pure in italia questa schifezza?

    No.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > C'è pure in italia questa schifezza?
    >
    > No.


    Arriverá presto!
    non+autenticato
  • che prove hai per dire questo ?! Tira fuori le prove !!!
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 03 giugno 2014 13.14
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: user_

    > che prove hai per dire questo ?!

    Non ne ha nessuna.
    Come tutti gli altri vaticinanti che ogni tanto fanno la loro comparsa su PI, del resto.
    non+autenticato
  • certo!

    tra 20 anni...
    non+autenticato
  • In italia hanno abrogato la legge bossi-fini perchè nelle carceri non c'è posto, grazie a questa azione libereranno migliaia spacciatori di droga... stai tranquillo non c'è posto in carcere per gli scariconi!

    Prima di cancellare i post basta informarsi ...
    non+autenticato