Gaia Bottà

YouTube, la Turchia torna a vedere

Le autorità locali hanno recepito rapidamente la decisione della Corte Costituzionale e hanno ordinato ai provider di rimuovere i blocchi che erano stati fatti calare nel nome della sicurezza nazionale

Roma - Sono trascorsi poco più di due mesi da quando ai provider turchi era stato ordinato di sbarrare gli accessi a YouTube a favore dei netizen locali, per assicurarsi che la sicurezza nazionale prevalesse sulle ingiurie nei confronti della patria, sulle illazioni, sulle intercettazioni dei membri del Palazzo, sulla libertà di espressione. Il portale di videosharing è ora tornato accessibile, dopo la recente decisione della Corte Costituzionale turca.

YouTube in Turchia

A differenza di quanto avvenuto nel caso di Twitter, l'accesso a YouTube è stato ripristinato senza particolari scossoni: la decisione della Corte Costituzionale, sollecitata da rappresentanti di Google, dall'associazione degli avvocati turchi, dai ricorsi di altri cittadini, ha annullato l'inibizione ordinata dal tribunale di Gölbasi, che aveva decretato il blocco dell'intero portale dopo aver rilevato che fosse impossibile ostacolare l'accesso a singoli video giudicati illegali.

L'autorità che in Turchia vigila sui media e le comunicazioni ha dunque revocato l'ordine di inibizione, abbattendo i filtri che i provider hanno in precedenza dovuto implementare, riequilibrando il bilanciamento fra sicurezza nazionale e libertà dei cittadini di esprimersi e di informarsi.



I rappresentanti del portale di videosharing hanno accolto con favore il rapido recepimento della decisione da parte delle autorità locali sottolineando che "le persone e le aziende possono di nuovo accedere all'informazione e condividerla su YouTube". (G.B.)
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