Luca Annunziata

Test di Turing, Kurzweil contro Warwick

Il celebre professore che ha predetto la Singolarità entro il 2029 smentisce che il bot Eugene possa aver davvero convinto i suoi esaminatori. Tutto si gioca sulla definizione delle regole del gioco

Roma - Secondo Ray Kurzweil non è ancora giunto il momento: l'intelligenza artificiale non ha ancora raggiunto un livello di perfezionamento tale da riuscire a ingannare un interlocutore superando il cosiddetto Test di Turing, di sicuro non l'ha fatto il bot Eugene che all'inizio della settimana è finito su tutti i giornali sulle ali di un comunicato stampa dell'Università di Reading. Dietro la notizia sensazionale non c'è vera sostanza secondo Kurzweil (e non è il solo a pensarla così): le sue valutazioni di esperto in materia, e le sue prove sul campo, lo fanno propendere per una fortunata occasione pubblicitaria che tuttavia ha poco di realmente scientifico.

Quello che Kurzweil lamenta è, soprattutto, la carenza di una definizione rigorosa del Test di Turing: il grande scienziato britannico non ha lasciato una descrizione precisa di come e quando si dovesse ritenere superato l'esame, e lo stesso professore statunitense (che ora lavora per Google) ricorda che lui stesso aveva predetto che in molti avrebbero prematuramente annunciato il superamento del test prima del tempo. Proprio questo sarebbe successo in questo caso: Kevin Warwick (una vecchia conoscenza), promotore del test al bot Eugene, avrebbe di fatto falsato le condizioni a contorno imponendo delle restrizioni piuttosto significative. Dover interrogare un giovane di 13 anni, non madrelingua inglese, per non più di cinque minuti, sono classiche condizioni che avvantaggiano chi ha programmato il bot e rendono più facile ottenere risultati lusinghieri ancorché confutabili.

Ironicamente, Kurzweil negando il superamento del Test di Turing va contro i propri interessi: in ballo c'è una famosa scommessa da 20mila dollari (da devolvere in beneficenza) con Mitch Kapor. Tra i due, che si sono sfidati a colpi di saggi e conferenze, va avanti da molto tempo una scherzosa diatriba sulla validità della predizione di Kurzweil relativa al superamento entro il 2029 del Test di Turing, o più nello specifico al raggiungimento della cosiddetta Singolarità: il momento in cui nella storia dell'umanità lo sviluppo tecnologico valicherà la comprensione dell'uomo e sancirà la nascita di una intelligenza artificiale superiore a quella della specie fino a quel punto dominatrice del pianeta. (L.A.)
60 Commenti alla Notizia Test di Turing, Kurzweil contro Warwick
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  • Ogni tanto esce fuori qualcuno che pubblicizzerebbe
    presunte scoperte nell'intelligenza artificiale... Ma
    poi tutto o quasi tutto è ancora fermo agli anni '60.

    Come ripeto ad ogni occasione, sarebbe meglio per loro
    studiare la stupidità naturale dell'uomo... Rotola dal ridere
  • - Scritto da: sentinel
    > Ogni tanto esce fuori qualcuno che
    > pubblicizzerebbe
    > presunte scoperte nell'intelligenza
    > artificiale...
    > Ma
    > poi tutto o quasi tutto è ancora fermo agli anni
    > '60.
    >
    > Come ripeto ad ogni occasione, sarebbe meglio per
    > loro
    > studiare la stupidità naturale dell'uomo...
    > Rotola dal ridere
    Un quote pure per te....
    è esattamente ciò che succede la vera "singolarità" è che uno intelligente come kurzweil continui ad aver "fede" in questa fantomatica "singolarità".
    Eppure dovrebbe essere il primo a sapere che anche nelle strabilianti cose che ha fatto l'unica vera intelligenza era la sua.
    non+autenticato
  • Io ho una mia teoria sulla singolarità e su come raggiungerla e devo dire che le previsioni di Kurzweil non sono poi così distanti dalla realtà. Resto sorpreso invece da come lui sia riuscito a formularle perché nella sua teoria non è descritta la tecnologia che ci condurrà alla singolarità. In pratica Kurzweil giunge a questa conclusione indirettamente, guardando le "curve" dello sviluppo tecnologico e prevedendo, seguendo le stesse, il "salto evolutivo" che lui chiama singolarità. Un approccio sorprendente.
  • che si chiamasse Voigt-Kampff. boh?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Space 1999
    > che si chiamasse Voigt-Kampff. boh?

    Tanto, tutto andrà perduto... come lacrime nella pioggia T_T
    Funz
    12972
  • anche se una macchina riuscisse a passare un test del genere non proverebbe che è intelligente o che ha una coscienza propria

    saremmo solo in presenza di una intelligenza artificiosa più che artificiale

    insomma nessun Hal9000 o Generazione Proteus o Skynet all'orizzonte
    non+autenticato
  • > anche se una macchina riuscisse a passare un test
    > del genere non proverebbe che è intelligente o
    > che ha una coscienza
    > propria
    >
    > saremmo solo in presenza di una intelligenza
    > artificiosa più che
    > artificiale

    Ci si accontenta.
  • Per sostituire un operatore Call Center e di telemarketing va più che bene, credimi!Occhiolino
    iRoby
    7579
  • > Per sostituire un operatore Call Center e di
    > telemarketing va più che bene, credimi!
    >Occhiolino

    E magari già ora è così, e non ce l'hanno detto. Hanno inventato l'intelligenza artificiosa senza comunicarlo al pubblico. In lacrime

    Il passo dell'intelligenza artificiosa è comunque importante per la scienza. Anche se è ben diverso dall'intelligenza artificiale, è un progresso enorme. Se funzionasse.
  • Mah, è un vantaggio se li hanno sostituiti con AI.

    Perché il giorno in cui qualcuno stufo entrerà dentro un Call Center con un AK46 per avere giustizia di anni di torture e rotture di balle sotto forma di telefonate insistenti e fastidiose a qualsiasi ora del giorno e della notte, non sarà denunciato per strage (seppure con le attentuanti dell'esasperazione), ma per semplice violazione di proprietà privata e danneggiamenti...
    iRoby
    7579
  • Mia madre faceva la SYSOP sulle messagerie (Chat) nel 1991\1992 su rete ITAPAC.
    Esistevano già allora i BOT!
    E c'era gente che "chattava" per 30 minuti con un COMPUTER e tornava!
    L'ammistratore di sistema, può fare TUTTO!
    Compreso leggere i tuoi messaggi, anche quelli privati.
    Sai le risate all'epoca! (Avevo 16 anni)
    Sti tizi che due tre volte alla settimana si collegavano e tutti FELICI tornavano a parlare con un BOT!
    Ma la prassi era UN OPERATORE che controllava 20\30 utenti per far sembrare la CHAT piena... (in gergo vengono chiamati "fantasmi")
    Dopo tantissimi anni ho provato a entrare nelle CHAT su internet (2003\2004) e ho messo il nick "Fantasmi" A bocca aperta
    Dopo 30 secondi scarsi mi è arrivato un messaggio con scritto "in che senso fantasmi?" Occhiolino
    Il sysop sa tutto e puo tutto.... sempre.
    il.gem
    non+autenticato
  • finalmente qualcuno che ragiona

    interessante la parte dove si dice che Kurzweil vorrebbe una definizione rigorosa del test di Turing

    ma Kurzweil ( che è del settore ) dovrebbe ben pensare che l'IA forte emerge dal caos, in condizioni di totale mancanza di rigore

    cioè, abbiamo creato la logica fuzzy, le reti bayesiane, le reti neurale, il deep learning e ancora non s'è capito che il framework logico-matematico tradizionale è completamente inadeguato in questo campo?
    non+autenticato
  • Non so, moltissime leggi in natura sono regolate dalla matematica di Mandelbrot e dei frattali.

    Quando John Hagelin ed il suo staff al CERN riusciranno a definire la Grande Teoria di Unificazione, forse avremo una legge che regola il tutto e riusciremo ad estrapolarne quel sottoinsieme che spiega l'evoluzione degli eventi e del pensiero.
    iRoby
    7579
  • contenuto non disponibile
  • Mi spiace alla teoria darwiniana non ci credo. Non totalmente almeno...

    Ha molti problemi irrisolti, come per esempio la mancanza di tutte le creature intermedie.

    Poi c'è questo qualcosa a livello subatomico che ribolle come una pentola, e che scema subito dopo. Cioè un continuo creare materia che fallisce per mancanza di qualcosa... Tutto all'interno del campo gluonico del nucleo degli atomi, nel protone.
    Una specie di danza che crea materia dal nulla e poi collassa. Ed è una danza continua in qualsiasi elemento composto da protoni ed elettroni.
    iRoby
    7579
  • contenuto non disponibile
  • "Dietro la notizia sensazionale non c'è vera sostanza secondo Kurzweil (e non è il solo a pensarla così): le sue valutazioni di esperto in materia, e le sue prove sul campo, lo fanno propendere per una fortunata occasione pubblicitaria che tuttavia ha poco di realmente scientifico."

    L'interesse della vicenda, più che per l'intelligenza artificiale e il superamento del test di Turing, risiede nella facilità dei media ad abboccare a qualsiasi annuncio, anche quando proviene da un personaggio come Kevin Warwick, noto per le sue strampalate affermazioni.

    Il fatto stesso di dare risalto ad una percentuale di successo del 30 % indica che nelle redazioni non si conoscono più i rudimenti della statistica.
  • a questo punto mi auguro che qualcuno abbia il tempo di spiegarti perché il 30 per cento non è necessariamente una percentuale risibile, e che valore può avere ai fini di una valutazione statistica, e perché non è detto che un concetto apparentemente banale come "la maggioranza delle volte" non si traduca ai fini matematico-statistici necessariamente come "più del 50 per cento delle volte"

    io ho judo, non posso
  • > a questo punto mi auguro che qualcuno abbia il
    > tempo di spiegarti perché il 30 per cento non è
    > necessariamente una percentuale risibile, e che
    > valore può avere ai fini di una valutazione
    > statistica, e perché non è detto che un concetto
    > apparentemente banale come "la maggioranza delle
    > volte" non si traduca ai fini
    > matematico-statistici necessariamente come "più
    > del 50 per cento delle
    > volte"

    Non si traduce necessariamente, ma in tal caso sarebbe utile spiegare perché una percentuale del 33 % va considerata come una prova del superamento del test. Perché è quello che ha fatto la stampa e altri organi che di scienza dovrebbero intendersene, a partire dalla Royal society di Londra.

    Credo di aver capito a cosa ti riferisci. In questo genere di test nemmeno gli umani vengono identificati con una percentuale del 100 %: una parte dei partecipanti al test li scambia per dei bot. Quindi le due percentuali vanno confrontate.
    Basta dirlo.

    Ricordo che un esperimento simile era già stato condotto nel 2011, nome del programma Cleverbot, ed aveva ottenuto il 59,3 % di successi:

    http://www.newscientist.com/article/dn20865-softwa...

    Tornare a una percentuale del 33 % dopo 4 anni mi pare un regresso, non un progresso.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Ricordo che un esperimento simile era già stato
    > condotto nel 2011, nome del programma Cleverbot,
    > ed aveva ottenuto il 59,3 % di
    > successi:
    Siamo sempre li... dipende da chi fa le domande.
    È facilissimo mettere in crisi il cleverbot facendogli qualche domanda sul .... turing test.
    A bocca aperta
    Puoi provare tu stesso.
    Occhiolino
    non+autenticato
  • Secondo me dipende dal tipo di giudici.

    Cioè se li prendi dall'uomo "medio", operaio, teledipendente, e diciamo un po' sempliciotto.
    Oppure peschi tra buoni laureati e persone con un buon QI.

    Se dovessi partecipare allo sviluppo di un software del genere, dove devi simulare un adolescente dei tempi nostri prima mi studierei centinaia di documenti di psicologi che hanno curato ragazzi affetti da disturbo schizo-affettivo, e subpersonalità narcisistiche. E cercherei di dargli connotati simili. Con le risposte tipiche di un ragazzo del genere.

    Sono sicuro che raggiungerei percentuali doppie tra chi deve giudicare se è realmente una persona od una macchina.
    iRoby
    7579
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Però si parlava di simulare l'intelligenza, non
    > la deficienza.

    Cosa ti fa credere che nella schizofrenia ci sia deficienza?
    iRoby
    7579
  • > Cosa ti fa credere che nella schizofrenia ci sia
    > deficienza?

    Il fatto che fino al 1908 tale malattia non veniva chiamata schizofrenia, ma dementia precox
    non+autenticato
  • - Scritto da: cicciobello
    > Il fatto che fino al 1908 tale malattia non
    > veniva chiamata schizofrenia, ma
    > dementia precox



    Non è vero, Eugen Bleuler nel 1908 la tolse dalla definizione erronea di demenza precoce, che fu coniata nel 1891 da Arnold Pick e forse prima di lui nel 1852 da Bénédict Morel.

    Prima di Bleuler si faceva ricadere sotto la definizione di demenza precoce erroneamente il Morbo di Alzheimer e alcune forme di schizofrenia.
    iRoby
    7579
  • - Scritto da: Leguleio
    > Il fatto stesso di dare risalto ad una
    > percentuale di successo del 30 % indica che nelle
    > redazioni non si conoscono più i rudimenti della
    > statistica.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Turing_test#Predictio...
  • - Scritto da: benkj
    > - Scritto da: Leguleio
    > > Il fatto stesso di dare risalto ad una
    > > percentuale di successo del 30 % indica che
    > nelle
    > > redazioni non si conoscono più i rudimenti della
    > > statistica.
    >
    > http://en.wikipedia.org/wiki/Turing_test#Predictio


    Non rispondo a link a enciclopedie.
    Se vuoi, ripeti il concetto con parole tue.