Luca Annunziata

La prima Harley elettrica

La storica casa motociclistica USA presenta un prototipo che potrebbe entrare in produzione entro un paio d'anni. Per ora servirà a raccogliere critiche e idee dal pubblico

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Foto 1 di 7

Roma - L'hanno chiamato Progetto Livewire: è una motocicletta diversa da qualsiasi altra Harley-Davidson abbia mai solcato le strade, con le sue forme che ricordano più quelle di una Buell, con i volumi così sbilanciati sul frontale. Ma non è questione di colori, serbatoio o accessori: la vera differenza tra la Livewire e tutte le Harley che l'hanno preceduta è il propulsore. Un motore elettrico è in grado di portarla da zero a cento in meno di quattro secondi, senza neppure l'ombra del classico rombo che fino a oggi ha contraddistinto le due-ruote di Milwaukee.


Harley-Davidson è stata parca di dettagli sulla nuova nata: della Livewire si sa soltanto che raggiunge una velocità massima di poco inferiore ai 150 chilometri l'ora, con una coppia di 77 kg/m e una potenza di 74 cavalli. Non esattamente una fuoriserie, ma dovrebbe garantire tutto quello che è necessario per solcare ogni tipo di strada con il vento in faccia. Il vero problema da risolvere semmai è l'autonomia: 85km non sono neppure vicino a quanto un centauro medio potrebbe ritenere accettabile, e il peggio è che pare che nel complesso la Livewire non sia in grado di restare in funzione per più di 60 minuti per volta.

Quello che la Harley ha creato, comunque, è un prototipo: le sue performance, che oggi sono alla pari con quelle di una delle moto più economiche del suo listino ovvero la 883, non devono condizionare il giudizio degli appassionati o dei critici del marchio americano. L'obbiettivo dell'azienda di Milwaukee è quello di mettere in piedi un vero e proprio programma di test del prodotto, coinvolgendo i suoi affezionati clienti e simpatizzanti per valutare quanto fatto fin qui con la Livewire, coglierne i limiti e i punti di forza, lavorare affinchè i primi possano sparire e i secondo consolidarsi in vista di un vero e proprio debutto non prima del 2016.
La cosa che più colpisce della Livewire è il suono del motore, o meglio l'assenza del consueto brontolio del bicilindrico a V delle Harley. Si tratta senza dubbio del principale oggetto di critica che i fan muoveranno al prototipo, ma senza dubbio i manager avranno tenuto conto di tutto questo prima di decidere di mostrare la Livewire al pubblico: oltre a svolgere una funzione di sviluppo, la moto servirà anche a far familiarizzare il pubblico con l'idea di una due-ruote elettrica, molto diversa da quanto sono stati abituati a guidare fino a oggi. Harley non è il primo marchio ad avventurarsi su questa strada, ma senza dubbio il suo è un annuncio destinato a cambiare per sempre questo mercato: quest'anno la Livewire inizierà il suo tour nordamericano, il prossimo anno arriverà anche in Europa, ed entro un paio d'anni la possibilità di scegliere tra l'acquisto di una moto elettrica e una a combustione interna potrebbe diventare realtà.

Luca Annunziata

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73 Commenti alla Notizia La prima Harley elettrica
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  • L'Harley è riuscita a costruire intorno a se il suo mito con moto curate nei dettagli e che riescono a mantenere il fascino nel tempo grazie anche al fatto di continaure a seguire linee in voga negli anni post bellici.
    Pur essendo costruite con cura la qualità del prodotto moto in se non è molto alta, sia dal punto di vista del motore che di tutta la ciclistica in generale.
    In particolare la ciclistica di una Harley, lasciando perdere freni, sospensioni ecc., è orientata al motociclista che non vuole guidare il mezzo ma che vuole farsi semplicemente trasportare in modo passivo. Moto quindi incapaci di muoversi tra le curve ed adatte solamente per lunghi percorsi rettilinei nei quali il guidatore deve potersi sdraiarsi il più possibile sul mezzo, anche a scapito della sicurezza e della prontezza di riflessi.
    Nel complesso il rapporto prezzo/prestazioni è sicuramente tra i più bassi in assoluto, di contro si tratta di un prodotto un po' di nicchia che ha l'indubbio vantaggio di mantenere il valore nel tempo molto meglio di qualunque altra moto.

    Peculiarità che fa parte del mito sono le motorizzazioni: classico bicilindrico a V (che in genere preferisco per l'uso stradale) di cilindrata però da autovettura, a corsa lunga e bassi regimi di rotazione ai quali abbinare scarichi liberi tramite i quali sopperire grazie al rumore alla mancanza di potenza.

    L'Harley Davidson ha già provato timidamente in passato a scrollarsi un po' di dosso questa zavorra, ad esempio con la V-Rod motorizzata Porsche, con cui hanno cercato di dimostrare di saper costruire anche moto agili con cui è possibile piegare. Il passo troppo lungo, la posizione in sella che non carica minimamente l'anteriore ed un'avancorsa esagerata tuttavia non consentono di raggiungere questo scopo.

    La moto elettrica in questione a mio avviso pertanto è da premiare perchè fa intravedere una visione lungimirante del futuro, quello in cui se ci si dovrà indirizzare verso i propulsori elettrici che staccheranno completamente con il passato servirà anche effettuare un cambio di mentalità dal punto di vista della ciclistica.
    Ed in questo, bene han fatto a prendere spunto dalla Buell che ciclisticamente è stata anni luce avanti rispetto ad una qualsiasi Harley mai costruita pur avendo uno stile tutto suo e particolare.
    Certo con la Buell non si andava dritti in autostrada ma ci si divertiva alla grande sulle curve degli appennini piegando fino a strisciare le orecchie a terra.
    Servirà però anche un cambio di mentalità dei propri clienti... BMW ad esempio ci sta già provando con la S1000RR e la HP4 dimostrando di non essere solo bicilindrico boxer e valigioni in alluminio laterali.
    Non dimentichiamoci poi che non è escluso che il concetto di moto del futuro possa passare anche per il tre ruote (2 ant + 1 post) oggi limitato ad alcuni scooter e pochi modelli di roaster come la can-am.

    Le vacche grasse di chi ha vissuto per anni grazie ad una nicchia retrò potrebbero essere alla fine anche per il marchio made in U.S.A. quindi meglio iniziare a guardarsi intorno prima che sia troppo tardi.
    apo
    95
  • Non voglio piu' vivere su questo pianeta....
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Non voglio piu' vivere su questo pianeta....

    Straquoto la Harley non è mai stata una moto nel senso comune del termine la Harley è "Heavy metal thunder"
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: ...
    > > Non voglio piu' vivere su questo pianeta....
    >
    > Straquoto la Harley non è mai stata una moto nel
    > senso comune del termine la Harley è "Heavy metal
    > thunder"

    Ma si puo' davvero stare con le braccia tese molto a lungo, su quei manubri?
  • - Scritto da: anverone99
    >
    > Ma si puo' davvero stare con le braccia tese
    > molto a lungo, su quei
    > manubri?

    Stare a braccia allungate non è tanto un problema, anzi... spesso si dorme con le braccia distese, e più le tieni piegate più è facile che ti diventino insensibili.
    Io guido l'auto col sedile all'indietro e le braccia allungate in avanti poggiate spesso sul mezzano del manubrio.
    Il problema che penso ci sia (e trovo comunque bella la harley col manubrio alto) è che a lungo le braccia vadano in debito di ossigeno, rimanendo così a lungo in alto ed essendo più difficili da irrorare di sangue.
  • - Scritto da: ephestione
    > Il problema che penso ci sia (e trovo comunque
    > bella la harley col manubrio alto) è che a lungo
    > le braccia vadano in debito di ossigeno,
    > rimanendo così a lungo in alto ed essendo più
    > difficili da irrorare di sangue.

    È il problema che ho io!
    Se stanno al di sopra della linea del cuore, alla lunga mi si addormentano perché ho sempre la pressione piuttosto bassa.

    Io prediligo sulle Harley la posizione che hanno moto come il Low Rider, o le Sportster 883R, Iron, Roadster ecc.

    O il Softail Slim con il manubrio detto Hollywood bar.

    Le braccia devono stare sotto la linea del cuore, e il busto possibilmente piegato 4-5° in avanti per non caricare le vertebre lombari.
    iRoby
    7580
  • Anche alla medesima altezza del cuore in teoria va bene, ma naturalmente non c'è tolleranza ad esempio in caso di salite lunghe.
    Invece delle custom mi piace proprio il poter stare sbracati come in poltrona, dici il busto in avanti non toglie la comodità del guidare? Immagino che se sei inclinato in avanti, ti ci devi anche reggere, e quindi fare pressione su palmo delle mani e braccia.
    Ti parlo come uno che ha guidato solo una virago (standoci un pelo stretto), e solo per un brevissimo periodo.
  • No no, non carichi i polsi. Sono le moto sportive che caricano i polsi. Ho parlato di 4-5°, è la posizione delle moto turistiche come le BMW R e K.

    Pedane centrali e busto dritto o pochissimo in avanti è la posizione più riposante per fare molti km.

    La gente non se ne rende conto che dopo 5-6 anni di sbraco all'indietro, e magari con ammortizzatori bassi e rigidi, si finisce per sviluppare ernie al disco ed in moto poi non ci si può andare più.
    iRoby
    7580
  • grazie delle delucidazioniSorride
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: ...
    > > Non voglio piu' vivere su questo pianeta....
    >
    > Straquoto la Harley non è mai stata una moto
    Vero è solo un ferrovecchio per maleducati
    non+autenticato
  • - Scritto da: 2014
    > - Scritto da: tucumcari
    > > - Scritto da: ...
    > > > Non voglio piu' vivere su questo
    > pianeta....
    > >
    > > Straquoto la Harley non è mai stata una moto
    > Vero è solo un ferrovecchio per maleducati
    Sei educato tu!A bocca aperta
    La Harley non si tocca, e il motore della Harley idem. Ma se vogliono fare le loro fiere ecologiche dove ogni produttore presenta agli ecologisti il modello elettrico, mi va benissimo. Facciano pure, chi la comprerà?Occhiolino
    non+autenticato
  • Sono abbastanza attempato da ricordare quando l'Harley e la Ducati stavano per fallire: in Europa e negli States la gente voleva le bellissime moto giapponesi, che avevano "seppellito" gli altri produttori.
    Poi, complice l'abitudine alle nuove moto e il desiderio da parte di molti di "distinguersi", ed una abile e fortunata campagna di marketing, entrambi i marchi risorsero: l'Harley come moto "della patria" per i nostalgici negli Sates e per i nostalgici in "emulazione" in Europa, e la Ducati come moto da strada e sa pista, col suo inconfondibile rumore di ferraglia.
    La strada del motore elettrico potrà portare problemi all'Harley, che furbescamente saggia il terreno con anni di anticipo.
    Quanto al rumore, mi gioco i santissimi che gli stati faranno delle normative per introdurre suoni "artificiali" nei silenziosi, e quindi pericolosi, motori elettrici (è più facile cambiare le norme che le strade).
    Immagino anche cosa farà l'Harley...
    Quanto all'autonomia, l'industria delle batterie per uso commerciale "normale" ha letteralmente dormito per decenni, ed ora ci sono grossi problemi.
    Infine mi chiedo come mai i costruttori non parlino molto (qualcuno lo fa) delle celle a combustibile, che non richiedono grandi batterie.
    Le lobby dei dormiglioni si sono svegliate e si stanno muovendo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: menos
    > Infine mi chiedo come mai i costruttori non
    > parlino molto (qualcuno lo fa) delle celle a
    > combustibile, che non richiedono grandi
    > batterie.
    > Le lobby dei dormiglioni si sono svegliate e si
    > stanno muovendo?

    Non lo so, mi permetto un commento complottista...
    E se le avessero tenute da parte a causa dell'acquisto di tutti i brevetti più importanti da parte dell'industria petrolifera?

    Questo già avviene che l'industria dei diamanti, che nasconde o spesso distrugge moltissime gemme per non ridurre il valore di quelle esistenti.

    Le celle a combustibile però secondo me hanno il problema che il liquido e la reazione sono infiammabili. E che non sono proprio a portata di utonto.

    Ed un prodotto prima di essere commerciale deve essere a prova di "gatto nel microonde".
    iRoby
    7580
  • - Scritto da: iRoby
    > - Scritto da: menos
    > > Infine mi chiedo come mai i costruttori non
    > > parlino molto (qualcuno lo fa) delle celle a
    > > combustibile, che non richiedono grandi
    > > batterie.
    > > Le lobby dei dormiglioni si sono svegliate e
    > si
    > > stanno muovendo?
    >
    > Non lo so, mi permetto un commento complottista...
    > E se le avessero tenute da parte a causa
    > dell'acquisto di tutti i brevetti più importanti
    > da parte dell'industria
    > petrolifera?
    >
    > Questo già avviene che l'industria dei diamanti,
    > che nasconde o spesso distrugge moltissime gemme
    > per non ridurre il valore di quelle
    > esistenti.
    >
    > Le celle a combustibile però secondo me hanno il
    > problema che il liquido e la reazione sono
    > infiammabili. E che non sono proprio a portata di
    > utonto.
    >
    La benzina che metti nel tuo ferrovecchio non brucia?
    non+autenticato
  • No la benzina non brucia se si rompe il serbaoio. Quando finisce sul motore caldo evapora immediatamente.

    Per bruciare deve innescarsi con scintille o su fiamme...

    L'idrogeno invece può esplodere.
    iRoby
    7580
  • - Scritto da: iRoby
    > No la benzina non brucia se si rompe il serbaoio.
    > Quando finisce sul motore caldo evapora
    > immediatamente.
    >
    > Per bruciare deve innescarsi con scintille o su
    > fiamme...
    >
    > L'idrogeno invece può esplodere.
    con scintille o fiamme, vedi sopra...
    non+autenticato
  • L'idrogeno compresso è molto pericolo in caso di incidenti in cui si schiaccia o squarcia il serbatoio. La benzina è meno pericolosa.
    iRoby
    7580
  • - Scritto da: iRoby
    > L'idrogeno compresso è molto pericolo in caso di
    > incidenti in cui si schiaccia o squarcia il
    > serbatoio. La benzina è meno
    > pericolosa.
    Certo: ci riempiono gli estintori con la benzaA bocca aperta
    non+autenticato
  • Ah ho capito tu sei quello che continua a ribattere scrivendo demenzialità...
    iRoby
    7580
  • - Scritto da: iRoby
    > Ah ho capito tu sei quello che continua a
    > ribattere scrivendo
    > demenzialità...
    e tu non capisci una mazza di celle a combustibile, solo di quelle ovvioA bocca aperta
    non+autenticato
  • le celle a combustibile non sono batterie , convertono idrogeno e ossigeno in acqua ed energia elettrica , serve quindi un serbatoio di idrogeno , uno di ossigeno o comunque qualcosa in grado di mandare una grande quantita' di aria , in piu' non sono esattamente leggere ... , sono adatte dove serve energia elettrica , in questo caso invece e' molto molto meglio bruciare direttamente l'idrogeno nel motore .
    non+autenticato
  • 'nsomma andare in giro in moto con un serbatoio di idrogeno pressurizzato io non lo farei mai...

    Inizierei a convertire all'elettrico tutti i veicoli a 3-4 ruote, e lascerei l'uso del petrolio alle moto ancora per un po'.

    Se il problema è il risparmio dei fossili e l'inquinamento, i motocicli sono in numero infinitesimale rispetto agli altri veicoli, e costituiscono una percentuale di inquinamento trascurabile, smaltibile.
    iRoby
    7580
  • Chissà che finalmente ci liberiamo del baccano che fanno stè trappole...
    ... e non venitemi a rompere le scatole con la tradizione e altre menate varie..
    Se vi piace il rumore delle harley, andate a correre nel deserto, dato che lì è nata la leggenda delle harley, e non per le strade cittadine...
    Per non parlare poi del serbatoio che hanno... ci fai si e no 150 Km... alla faccia della percorrenza... se non ti porti dietro 2 taniche di benzina rischi anche di trovarti a piedi.
  • - Scritto da: sisko212
    > Chissà che finalmente ci liberiamo del baccano
    > che fanno stè
    > trappole...
    > ... e non venitemi a rompere le scatole con la
    > tradizione e altre menate
    > varie..
    > Se vi piace il rumore delle harley, andate a
    > correre nel deserto, dato che lì è nata la
    > leggenda delle harley, e non per le strade
    > cittadine...
    > Per non parlare poi del serbatoio che hanno... ci
    > fai si e no 150 Km... alla faccia della
    > percorrenza... se non ti porti dietro 2 taniche
    > di benzina rischi anche di trovarti a
    > piedi.

    Quoto. Le Harley son belle finché non le accendi.

    E no, non me ne frega nulla di quelli che pensano che un'Harley senza rumore non sia un'Harley... non siamo più negli anni 40 e non siete più dei truzzi 14enni che si fanno fighi col motorino scorreggiante, è una questione di rispetto ed educazione.
    non+autenticato
  • Cosa c'entra il rumore di una Harley con la maleducazione del suo conducente?

    Io progetto e fabbrico silenziatori per Harley-Davidson.

    I miei sono particolari hanno un suono cupo e profondo, ed anche molto civile ai bassi regimi, e diventano tonanti quando si spalanca il gas.

    Questo permette di non disturbare troppo pelando il gas quando si viaggia in città e di notte si attraversa un paesino. E godersi la musica su strade aperte.

    Li ho su tutte le mie Harley e sto proprio attento a non disturbare la gente.
    iRoby
    7580
  • - Scritto da: iRoby
    > Cosa c'entra il rumore di una Harley con la
    > maleducazione del suo
    > conducente?
    >
    > Io progetto e fabbrico silenziatori per
    > Harley-Davidson.
    >
    > I miei sono particolari hanno un suono cupo e
    > profondo, ed anche molto civile ai bassi regimi,
    > e diventano tonanti quando si spalanca il
    > gas.
    >
    > Questo permette di non disturbare troppo pelando
    > il gas quando si viaggia in città e di notte si
    > attraversa un paesino. E godersi la musica su
    > strade
    > aperte.
    >
    > Li ho su tutte le mie Harley e sto proprio
    > attento a non disturbare la
    > gente

    Tu magari starai anche attento, ma la maggior parte dei possessori di Harley no, anzi, ci gode a fare casino in mezzo alla gente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Quotator Maximus
    > Tu magari starai anche attento, ma la maggior
    > parte dei possessori di Harley no, anzi, ci gode
    > a fare casino in mezzo alla gente.

    Lo so ho cacciato via dal mio garage un milanese che era venuto a farsi una mappatura. Aveva dei Vance Hines High Output che sono degli scarichi per le Harley touring, molto particolari. Praticamente dei cannoni da 4" di diametro totalmente vuoti con solo dentro un piccolo restringimento per fare un po' di turbolenza.
    Sono prodotti venduti solo in Florida, Texas e quegli Stati americani con spazi e strade enormi, dove il rumore si disperde, perché anche in California e molti altri stati per esempio sono vietati. E la gente riesce a farseli importare qui da noi.

    Mentre provava le varie mappe che gli andavo ottimizzando ha talmente rotto le palle a tutto il condominio e quelli delle strade intorno, che mi sono arrivati 2 vicini ed anche i VV.UU. e ora non riesco più a fare lavori di domenica agli amici o anche solo alla mia moto, che la gente mi chiama sempre i VV.UU.

    Uno simile da Treviso mi è capitato quando abitavo nella precedente casa. Ma lì per fortuna ero fuori città e la gente si è infastidita meno.
    Ma anche se già sono rumorose col loro DB-Killer, loro glielo tolgono perché devono fare ancora più casino. Anche se la moto poi gli va male.

    In centro nella mia città io quando entro tra le strade strette pelo sempre il gas lasciando che il motore giri appena sopra il minimo. Passa un ragazzetto con una Harley come la mia, che non faceva che sparare col gas ad ogni tratto dritto, sgasando e sgommando come un coglione.

    E la maggior parte dei ragazzetti, ma anche meno ragazzi sono così.

    Però 3 coglioni sulle decine e decine che conosco io che scelgono scarichi aperti ma dalle tonalità più civili, non è la totalità.
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    Modificato dall' autore il 20 giugno 2014 22.33
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    iRoby
    7580
  • Basterebbe far rispettare le normative che già sono in vigore e prevedere la perdita dell'omologazione a che toglie i Dbkiller.
    Purtroppo qui siamo in italia e il rispetto delle regole e degli altri è virtù di pochi
    non+autenticato
  • Alcuni scarichi hanno i numeri di omologazione sul piattello del db-killer, se si rimuove si perde automaticamente l'omologazione.

    Altri invece hanno i numeri sul corpo del silenziatore, e quindi lo puoi manomettere come ti pare mantenendo i numeri.

    Io non sono contrario alla modifica di silenziatori o di silenziatori ad alte prestazioni usati anche per strada.

    Ma il problema è proprio la maleducazione della gente. Perché in altri paesi europei c'è libertà di tuning, ma poi se rompi le palle nei centri abitati le multe sono a discrezione delle autorità e sono molto salate.

    Ed inoltre lo scopo dovrebbe essere la ricerca delle prestazioni, non necessariamente fare casino.
    Io sono in grado di fare scarichi che danno un sacco di prestazioni, ma a bassi regimi rimangono molto civili.
    E quando li fai così ti viene lasciata la scelta in base alla tua educazione, puoi pelare il gas quando attraversi i paesini di notte, oppure infastidire la gente.
    Non sono né le moto né le marmitte il problema, ma sempre chi le guida.
    iRoby
    7580
  • - Scritto da: iRoby
    > Alcuni scarichi hanno i numeri di omologazione
    > sul piattello del db-killer, se si rimuove si
    > perde automaticamente
    > l'omologazione.
    >
    > Altri invece hanno i numeri sul corpo del
    > silenziatore, e quindi lo puoi manomettere come
    > ti pare mantenendo i
    > numeri.
    >
    > Io non sono contrario alla modifica di
    > silenziatori o di silenziatori ad alte
    > prestazioni usati anche per
    > strada.
    >
    > Ma il problema è proprio la maleducazione della
    > gente. Perché in altri paesi europei c'è libertà
    > di tuning, ma poi se rompi le palle nei centri
    > abitati le multe sono a discrezione delle
    > autorità e sono molto
    > salate.
    >
    > Ed inoltre lo scopo dovrebbe essere la ricerca
    > delle prestazioni, non necessariamente fare
    > casino.
    > Io sono in grado di fare scarichi che danno un
    > sacco di prestazioni, ma a bassi regimi rimangono
    > molto
    > civili.
    > E quando li fai così ti viene lasciata la scelta
    > in base alla tua educazione, puoi pelare il gas
    > quando attraversi i paesini di notte, oppure
    > infastidire la
    > gente.
    > Non sono né le moto né le marmitte il problema,
    > ma sempre chi le
    > guida.

    Quello che dici è vero, purtroppo in italia la maleducazione è dilagante per cui diventa difficile affidarsi esclusivamente al buonsenso, per ogni persona educata come te ci sono almeno 90 persone incivili, per forza di cose bisogna intervenire con misure più drastiche
    non+autenticato
  • - Scritto da: Papple
    > Quello che dici è vero, purtroppo in italia la
    > maleducazione è dilagante per cui diventa
    > difficile affidarsi esclusivamente al buonsenso,
    > per ogni persona educata come te ci sono almeno
    > 90 persone incivili, per forza di cose bisogna
    > intervenire con misure più drastiche

    Le leggi ci sono, sono moderne e complete, parlano chiaro negli articoli. Basta istruire bene le forze dell'ordine a farle applicare.
    Ed ogni tanto in alcune aree fanno incetta di sboroni e coglionazzi.

    Io saprei riconoscere al volo su qualsiasi moto qualsiasi parte non omologata. La maggior parte delle forze dell'ordine no...

    Poi ci sono appassionati anche tra di loro.
    Tra miei clienti ci sono CC, poliziotti, finanzieri e anche un pompiere.
    Se dovessero applicare la legge a se stessi, si dovrebbero sequestrare la moto a vicenda.
    Un carabiniere che viene da me ha una Sportster 883 portata a 1200cc, non c'è un componente omologato tra scarichi, filtro aria, dischi e tubazioni freno, ecc.
    iRoby
    7580
  • - Scritto da: iRoby
    > - Scritto da: Papple
    > > Quello che dici è vero, purtroppo in italia
    > la
    > > maleducazione è dilagante per cui diventa
    > > difficile affidarsi esclusivamente al
    > buonsenso,
    > > per ogni persona educata come te ci sono
    > almeno
    > > 90 persone incivili, per forza di cose
    > bisogna
    > > intervenire con misure più drastiche
    >
    > Le leggi ci sono, sono moderne e complete,
    > parlano chiaro negli articoli. Basta istruire
    > bene le forze dell'ordine a farle
    > applicare.
    > Ed ogni tanto in alcune aree fanno incetta di
    > sboroni e coglionazzi.

    La non applicazione delle leggi vigenti purtroppo è una prassi che in Italia è molto frequente

    > Io saprei riconoscere al volo su qualsiasi moto
    > qualsiasi parte non omologata. La maggior parte
    > delle forze dell'ordine no...

    Un indizio il rumore dovrebbe darlo

    > Poi ci sono appassionati anche tra di loro.
    > Tra miei clienti ci sono CC, poliziotti,
    > finanzieri e anche un pompiere.
    > Se dovessero applicare la legge a se stessi, si
    > dovrebbero sequestrare la moto a vicenda.
    > Un carabiniere che viene da me ha una Sportster
    > 883 portata a 1200cc, non c'è un componente
    > omologato tra scarichi, filtro aria, dischi e
    > tubazioni freno,
    > ecc.
    Questo è un'altro malcostume Italiano che andrebbe combattuto con aggravi di pena per chi infrange le regole che dovrebbe far rispettare.
    La gogna in piazza sarebbe secondo me una pena adeguataSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > Non sono né le moto né le marmitte il problema,
    > ma sempre chi le
    > guida.
    Ammetterai che sulle giapponesi il problema è praticamente assenteOcchiolino
    non+autenticato