Internet crackdown in Arabia Saudita

Sarebbero 200mila i siti Internet che le autoritÓ saudite si apprestano a bloccare nei prossimi due mesi. La ragione ufficiale Ŕ che sono siti immorali. La ragione non ufficiale Ŕ che ogni regime necessita di censura

Riad (Arabia Saudita) - 200mila siti Internet: tanti sono i siti che le autoritÓ di pubblica sicurezza del regime saudita intendono bloccare entro i prossimi due mesi.

La notizia di un "Internet crackdown" senza precedenti nel paese Ŕ arrivata nelle scorse ore da Agence France-Presse, secondo cui al termine di questa operazione, che conclude un periodo di screening e blocco di massa dei siti Internet, saranno circa 400mila i siti che saranno stati bloccati dalle autoritÓ.

La fonte della notizia Ŕ il quotidiano finanziario locale Al-Eqtisadiah, secondo cui le ragioni di questa censura di massa non sono di natura politica ma di natura "morale". Il Governo, infatti, sarebbe preoccupato per l'ingresso nel paese di contenuti offensivi per il popolo saudita, contenuti che da noi vengono definiti "per adulti".
La "sensibilitÓ" del regime saudita per la questione Ŕ ben nota ed Ŕ curioso che questo provvedimento arrivi a meno di un anno di distanza da quando le autoritÓ annunciarono il "filtro totale". Lo scorso maggio, infatti, i responsabili della censura elettronica nel paese avevano sostenuto di aver individuato un modo "tecnico" per tenere fuori "certi materiali". Evidentemente dal blocco si Ŕ ora passati al sequestro.

Da segnalare che da tempo il numero di sauditi online aumenta rapidamente e i dati attuali parlano di 200mila abbonamenti e di circa 600mila utenti. Tutti i provider autorizzati del paese sono collegati ad un "provider centrale" che filtra i contenuti e le navigazioni Web.
TAG: censura
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