Luca Annunziata

Autonomy, HP fa la pace con gli azionisti

Firmato un accordo per mettere fine ai ricorsi contro le modalitÓ con cui venne acquisita l'azienda britannica. Non Ŕ escluso che possano preludere a una nuova offensiva contro il vecchio management

Roma - Hewlett-Packard sigla la pace con i suoi azionisti, infuriati per l'operazione di acquisizione da 11 miliardi di dollari di Autonomy risalente al 2011. L'operazione, salutata come un passo fondamentale per rilanciare le quotazioni di HP in un nuovo mercato, quello promettente dei big-data, si era rivelata un buco nell'acqua: l'azienda di Palo Alto aveva finito per registrare una perdita consistente nel bilancio successivo, sostenendo di aver scoperto a posteriori di aver pagato troppo l'azienda acquisita a causa di bilanci truccati. Da qui erano partite indagini interne per comprendere cosa era accaduto realmente, diverse vertenze legali che chiedevano conto dell'ingente esborso, nonché pure una indagine del DoJ statunitense.

Stando a quanto rivelato, ora c'è un accordo tra l'attuale dirigenza e i promotori delle denunce: non ci sono dettagli su eventuali transazioni economiche, ma pare scontato che le accuse nei confronti dell'attuale CEO Meg Withman e gli altri dirigenti HP saranno ritirate. In più, l'azienda si farà carico di promuovere e sostenere nuove vertenze nei confronti della dirigenza originale di Autonomy, spalleggiando i suoi azionisti che si ritengano insoddisfatti di com'è andata: la stessa ex-dirigenza con la quale da tempo HP ha ingaggiato una polemica a distanza, e a cui evidentemente non ha rinunciato a chiedere conto dei presunti conti gonfiati di Autonomy che avevano determinato l'investimento miliardario.

Secondo la ricostruzione di HP, nel preparare la vendita i bilanci di Autonomy erano stato oggetto di un doping finanziario non da poco: fatturazioni fittizie, contratti fantasiosi, rimborsi spese gonfiati, descrivevano un quadro che sovrastimava ampiamente il reale volume d'affari dell'azienda britannica. L'accordo con gli azionisti potrebbe segnare una nuova fase: dopo aver ripetuto per anni che le indagini erano in corso, con i fondatori di Autonomy tra cui Mike Lynch che negano ogni addebito, l'intenzione di supportare un'azione legale altrui mette in luce che ora HP si prepara a chiedere conto dell'operato altrui. Lynch, e i suoi presunti sodali, non sembrano intenzionati ad arrendersi. (L.A.)
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