All'asta online solo software pirata

Lo sostiene l'associazione dei produttori di software e tecnologia dell'informazione SIIA in uno studio sulle case d'aste online. Si salva solo il 9 per cento dei programmi ceduti in questo modo

Web - Le case d'asta online, che permettono di vendere pressocché qualsiasi cosa al miglior offerente, sarebbero un ricettacolo per i "pirati", coloro che copiano illegalmente il software per rivenderlo a basso prezzo. Secondo la Software & Information Industry Association, meglio nota come SIIA, il 91 per cento dei programmi venduti nelle pagine dei siti d'asta virtuale è pirata, ovvero figlio di contraffazione.

In un rapporto appena presentato, la SIIA sostiene che siti come eBay e Yahoo finiscono per essere uno dei veicoli preferenziali per i contraffattori che distribuiscono software illegale. In quattro giorni su questi e altri siti, la SIIA ha individuato 1.300 aste di software. Solo 138 aste, dicono gli industriali, comprendevano regolari licenze d'uso.

Quello che preoccupa gli industriali è che lo scorso agosto un analogo studio aveva rilevato come illegale "solo" il 60 per cento del software messo all'asta.
A "brillare", secondo la SIIA, è Amazon. L'associazione infatti non ha rilevato alcuna irregolarità nelle aste organizzate su quel sito, un risultato che viene attribuito alla vigile attività di monitoraggio delle aste voluta da Amazon.

La questione, soprattutto per Yahoo, è particolarmente delicata. Il celebre sito, infatti, già si deve preoccupare di una denuncia di alcuni produttori di videogiochi che protestano perché nella sezione dedicata alle aste vengono spesso e volentieri distribuiti games pirata. E i "nemici" di Yahoo sono nomi importanti, come Nintendo e Sega. Oltretutto, nelle ultime ore, è arrivata anche un'altra denuncia per le aste di Yahoo, accusate di ospitare oggetti che si riferiscono alla "cultura nazista"?
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