Guida in italiano allo Bash-scripting

Programmare la shell più utilizzata sotto Linux

Roma - E' da poco disponibile anche in lingua italiana la guida gratuita di LDP "Guida avanzata di Bash-Scripting".

Pubblicata in seno all'Italian Linux Documentation Project, la guida è consultabile in formato HTML su tldp.org o su pluto.it e scaricabile in altri formati (testo semplice, SGML, HTML, PDF, DVI, PostScript) sul sito FTP di Pluto.it.

Il documento, tradotto da Emilio Conti e revisionato da Ferdinando Ferranti, tratta la programmazione della Bash, la shell più utilizzata sotto Linux.
"Uno script di shell - si legge nell'introduzione della guida - può utilizzare virtualmente l'intero repertorio di comandi, utility e strumenti UNIX. Se ciò non fosse abbastanza, i comandi interni della shell, come i costrutti di verifica ed i cicli, forniscono ulteriore potenza e flessibilità agli script. Questi si prestano eccezionalmente bene a compiti di amministrazione di sistema e a lavori ripetitivi e di routine, senza l'enfasi di un complesso, e fortemente strutturato, linguaggio di programmazione".
TAG: italia
23 Commenti alla Notizia Guida in italiano allo Bash-scripting
Ordina
  • Uno che non sa l'inglese puo' davvero pensare di fare l'amministratore di sistema?

    Mha!Deluso
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Uno che non sa l'inglese puo' davvero
    > pensare di fare l'amministratore di sistema?



    > Mha!A bocca storta|

    vivi in una scatoletta di 3 cm di diametro?


    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Uno che non sa l'inglese puo' davvero
    > pensare di fare l'amministratore di sistema?

    La domanda è molto più generale e profonda di quanto sembri. A che, a chi servono questi zilioni di siti che si limitano a tradurre i contenuti di siti altrui ? E' tutta una gara a fare il traduttor del traduttor d'Omero.

    Posso anche capire singole traduzioni dal tedesco, dal francese, dallo spagnolo (ma serve proprio una traduzione per leggere lo spagnolo ?) o da lingue asiatiche, nel caso in cui esistano contenuti tecnici realmente innovativi ed interessanti. In realtà anche il più scalcinato produttore del far east si fa capire in un inglese maccheronico, ma lasciamo correre.

    Tradurre dall'inglese però, che senso ha ? L'inglese è la lingua franca UFFICIALE della scienza, a maggior ragione del computing e della programmazione che sono nati pochissimi decenni fa e proprio in paesi anglofoni, tanto che la stragrande maggioranza dei termini è appunto anglosassone. Uno che non conosce l'inglese può veramente sperare di fare il programmatore, di capire una specifica, leggere un manuale aggiornato, un qualsiasi paper accademico ? Ovviamente NO. I testi tecnici tradotti in italiano sono una frazione ridicola di quelli che escono mensilmente, e consideriamo che negli ultimi anni la situazione è anche parecchio migliorata rispetto a 15 o 20 anni fa. In Italia non esiste neppure un digest di riviste come DDJ o CUJ, quindi anche quelle (per quanto scadute nell'ultimo decennio, stanno sempre uno scalino o due sopra le rivistine nostrane) te le leggi in inglese. E avanti così con gli esempi.
    Quindi, no english = no party, per chi avesse velleità di dedicarsi alla programmazione professionale.

    Queste autarchie anacronistiche, alla fine, sembrano solo una scusa per far lavorare attorno a qualche progetto volontari che non sanno neppure programmare, e allora cosa gli si fa fare ? Le traduzioni... a pensar male, diceva un certo politico della prima repubblica, ci si azzecca sempre.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Queste autarchie anacronistiche, alla fine,
    > sembrano solo una scusa per far lavorare
    > attorno a qualche progetto volontari che non
    > sanno neppure programmare, e allora cosa gli
    > si fa fare ? Le traduzioni...

    Sbagli bersaglio.

    quelle che chiami "scuse" rappresentano strumento di apprendimento per molti (non per te, ovviamente).
    Traducendo si impara, e si fa imparare altri.

    L'autarchia, quindi, non c'entra.
    Sappiamo tutti quanto sia importante conoscere la lingua franca.
    Questo non nega, però, l'utilità di un supporto a chi non è di madre lingua (come sembri intendere tu, in base alle tue affermazioni sprezzanti).

    > a pensar male,
    > diceva un certo politico della prima
    > repubblica, ci si azzecca sempre.

    La vicenda di Andreotti sembra negare la sua stessa frase:
    da molto tempo si pensava male su Andreotti, eppure è stato proscliolto da ogni accusa. Ergo: a pensare male non ci si azzecca SEMPRE.

    Ma a parte la tua affermazione palesemente falsa, chi vuoi accusare? Di chi stai "pensando male" ?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Uno che non sa l'inglese puo' davvero
    > > pensare di fare l'amministratore di
    > sistema?
    >
    > La domanda è molto più
    > generale e profonda di quanto sembri. A che,
    > a chi servono questi zilioni di siti che si
    > limitano a tradurre i contenuti di siti
    > altrui ? E' tutta una gara a fare il
    > traduttor del traduttor d'Omero.
    >
    > Posso anche capire singole traduzioni dal
    > tedesco, dal francese, dallo spagnolo (ma
    > serve proprio una traduzione per leggere lo
    > spagnolo ?) o da lingue asiatiche, nel caso
    > in cui esistano contenuti tecnici realmente
    > innovativi ed interessanti. In realtà
    > anche il più scalcinato produttore
    > del far east si fa capire in un inglese
    > maccheronico, ma lasciamo correre.
    >
    > Tradurre dall'inglese però, che senso
    > ha ? L'inglese è la lingua franca
    > UFFICIALE della scienza, a maggior ragione
    > del computing e della programmazione che
    > sono nati pochissimi decenni fa e proprio in
    > paesi anglofoni, tanto che la stragrande
    > maggioranza dei termini è appunto
    > anglosassone. Uno che non conosce l'inglese
    > può veramente sperare di fare il
    > programmatore, di capire una specifica,
    > leggere un manuale aggiornato, un qualsiasi
    > paper accademico ? Ovviamente NO. I testi
    > tecnici tradotti in italiano sono una
    > frazione ridicola di quelli che escono
    > mensilmente, e consideriamo che negli ultimi
    > anni la situazione è anche parecchio
    > migliorata rispetto a 15 o 20 anni fa. In
    > Italia non esiste neppure un digest di
    > riviste come DDJ o CUJ, quindi anche quelle
    > (per quanto scadute nell'ultimo decennio,
    > stanno sempre uno scalino o due sopra le
    > rivistine nostrane) te le leggi in inglese.
    > E avanti così con gli esempi.
    > Quindi, no english = no party, per chi
    > avesse velleità di dedicarsi alla
    > programmazione professionale.
    >
    > Queste autarchie anacronistiche, alla fine,
    > sembrano solo una scusa per far lavorare
    > attorno a qualche progetto volontari che non
    > sanno neppure programmare, e allora cosa gli
    > si fa fare ? Le traduzioni... a pensar male,
    > diceva un certo politico della prima
    > repubblica, ci si azzecca sempre.


    in effetti quel che dici mi induce a pensare male di te, e mi suggerisce di pensare a te come rappresentante di un élite che non gradisce la diffusione di informazione.

    Ad oggi con il lavoro di traduzione dei volontari siamo più ricchi.

    Grazie a loro, e sospetto su di te.



    non+autenticato
  • Un buon motivo potrebbe essere che molti, come me conoscono solo un inglese maccheronico e non sempre capiscono bene quello che leggono.
    Io l'inglese l'ho imparato leggendo i man di linux e riesco a farmi capire da un anglofono...
    Certo che per me non guasta affrontare argomenti complessi come lo scripting di bash io italiano.
    Un grazie agli amici Ferdinado ed Emilio per il lavoro che hanno fatto, altro che critiche!!
    Ciao
    Giovanni Sebastiano Occhiolino
    non+autenticato
  • Non vedo l'ora di leggerla.
    Fan Linux Fan Linux Fan Linux Fan Linux Fan Linux
    non+autenticato
  • Prego! Occhiolino
    non+autenticato
  • D'accordo che la bash è già disponibile, e istallare php porta vai tempo (poco) e risorse...
    Ma dal php 4.3 e col nuovo 5 forse è il caso di rivolgersi a un linguaggio che poi ti ritrovi anche in rete, con cui puoi fare alla fine le stesse cose e avere un'interazione più sofisticata con meno sforzi...
    non+autenticato
  • Qualcuno ha qualche consiglio, mi piacerebbe saperne di piu'. Serve conoscere bene la programmazione per usare PHP?

    Ciao e grazie
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Qualcuno ha qualche consiglio, mi piacerebbe
    > saperne di piu'. Serve conoscere bene la
    > programmazione per usare PHP?

    Beh... Non serve essere un hacker e/o un grandissimo programmatore per usare il PHP, ma se hai una buona conoscenza di C conosci il PHP almeno all'80%!

    TAD
  • Ho visto C ma per me è un casino. Dici che ho speranze?Deluso
    non+autenticato
  •         
  • In lacrime
    scusate mesg partito per errore. msg vero vedi sotto
    In lacrime

    ==================================
    Modificato dall'autore il 08/01/2004 13.06.19

  • - Scritto da: Anonimo
    > D'accordo che la bash è già
    > disponibile, e istallare php porta vai tempo
    > (poco) e risorse...
    > Ma dal php 4.3 e col nuovo 5 forse è
    > il caso di rivolgersi a un linguaggio che
    > poi ti ritrovi anche in rete, con cui puoi
    > fare alla fine le stesse cose e avere
    > un'interazione più sofisticata con
    > meno sforzi...

    dipende da cosa ci devi fare, se vuoi fare pagine dinamiche con interfaccia CGI ti do tutte le ragioni del mondo ma, se vuoi fare amministrazione di sistema od un impiego avanzato della shell BASH il PHP non serve a nulla.
    Fan Linux

  • - Scritto da: Anonimo
    > D'accordo che la bash è già
    > disponibile, e istallare php porta vai tempo
    > (poco) e risorse...
    > Ma dal php 4.3 e col nuovo 5 forse è
    > il caso di rivolgersi a un linguaggio che
    > poi ti ritrovi anche in rete, con cui puoi
    > fare alla fine le stesse cose e avere
    > un'interazione più sofisticata con
    > meno sforzi...

    Ma da quando in qua PHP è diventato un linguaggio serio di programmazione?
    La bash serve mille, diecimila volte di più su un sistema *NIX.
    PHP serve (se lo si considera utile) solo su web.
    non+autenticato
  • la vera domanda è da quando in qua il php è un linguaggio
    di programmazione ?
    scrivere 2 cicli for a cazzo di cane e leggere le variabili
    da qualsiasi parte è diventato lo sport ufficiale dei
    phpisti,troppo impauriti per imparare un linguaggio serio
    "c" troppo sboroni per considerare java.
    il php5 non lo vedrete prima del 2006 quando gia
    gli altri staranno programmando in AOP mentre i phpisti
    staranno a barcamenarsi fra i vari wrapper del php.
    TrollTrollTrollTrollTrollTrollTrollTrollTrollTroll:@
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > la vera domanda è da quando in qua il
    > php è un linguaggio
    > di programmazione ?
    > scrivere 2 cicli for a cazzo di cane e
    > leggere le variabili
    > da qualsiasi parte è diventato lo
    > sport ufficiale dei
    > phpisti,troppo impauriti per imparare un
    > linguaggio serio
    > "c" troppo sboroni per considerare java.
    > il php5 non lo vedrete prima del 2006 quando

    No no. Io ci andrei cauto con queste affermazioni.
    Anche io la pensavo come te, poi ci ho giochicchiato per farci qualcosina che mi serviva urgentemente, ed ho scoperto un mondo che non mi aspettavo.
    Classi con le primitive per generare PDF anche complessi.
    Classi per matematica scientifica o finanziaria, elaborazioni grafiche, ed una marea di altre cose.
    Funzioni ed estensioni di ogni genere. Tutorial semplicemente geniali per risolvere qualsiasi tipo di problema nelle applicazioni web e non.
    ll paradigma ad oggetti e' ancora un accrocco che scimmiotta Java ma sta migliorando e PHP5 sara' davvero qualcosa di interessante e non e' vero che se ne parlera' nel 2006, ci sono gia' delle beta molto buone con cui iniziare a sperimentare, e viene migliorato velocemente. Io credo di poterlo tastare con mano per il prox autunno.
    La quantita' di materiale che puoi trovare in giro ha gia' raggiunto cio' che c'e' in giro per Java e Delphi o Visual Basic e continuano a crescere gli entusiasti che si scambiano tutorial e trucchi sui forum e i siti dedicati.

    Non lo sottovaluterei. Io ne sono rimasto piacevolmente sorpreso e dopo la piccola procedura per fare manutenzione e data entry in un DB Oracle che mi serviva urgentemente, ci ho progettato un'applicazione web based per le PA della Sanita' e spero di finirla presto, ci ho gia' progettato il DB e finito lo studio di fattibilita' di molte funzioni e tutto il sistema di stampa che sfrutta CSS, PDF e OpenOffice.org, per le stampe tabellari o i documenti personalizzati dell'utente, nei miei test funziona tutto una meraviglia. L'HTML 4.0.1 mi simula perfino le combo box a selezione multipla passando un array di valori permettendomi di impostare in poche righe di codice una pagina di campi creati dinamicamente da una tabella di base di un DB per fare statistiche e ricerche davvero complesse...

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it
  • Ahhh behhhh!
    Invece la bash si eh ?Sorride

    boh senti io ci fo le stesse cose e meglio
    senza usare quegli accrocchi allucinanti
    dell'awk e del sed , e senza usare quella
    sintassi allucinante che riesce ad essere
    ancora piu' ridicola dell'asp

    cmq e' vero il paragone non sussiste, al limite
    il php lo paragoni al c ma non certo a un
    linguaggino di script come il bash

    e poi quale web ?? web ?? web se lo compili per
    apache, per quanto mi riguarda con la compilazione
    per shell non solo ci faccio la gestione di tutte le
    automazioni di sistema , ma ci ho fatto anche
    dei simpatici programmini con input-output dei dati
    in tempo reale....
    che guarda caso servono solo in shell....

    web si ... ma anche MOLTO altro.

    ciao
    Francesco
    >
    > Ma da quando in qua PHP è diventato
    > un linguaggio serio di programmazione?
    non+autenticato