Claudio Tamburrino

Un bracciale per aggirare gli ostacoli

Microsoft collabora col Governo britannico e le aziende locali per sviluppare un prodotto che renda accessibili le smart-city. Anche per chi č cieco o ipovedente

Roma - Microsoft sta lavorando ad una fascia per aiutare i ciechi a muoversi nelle città intelligenti. Il dispositivo, ancora in fase di sviluppo e test, funziona sfruttando le informazioni raccolte dai sensori incorporati in edifici e trasporti pubblici. Sono questi dati ad essere trasmessi alla fascia indossata dall'utente.

La nuova tecnologia indossabile sviluppata a Redmond si chiama Alice, ed è il risultato del progetto condotto per conto del governo britannico e del suo progetto Future Cities Catapult. Quest'ultimo si inserisce nella strategia della Commissione Strategica Tecnologica della Gran Bretagna: insieme ad altri 6 progetti vale circa 1 miliardo di sterline di investimenti nel corso di cinque anni. Future Cities Catapult è dedicato alle smart-city: Microsoft si giova anche del contributo di Guide Dogs per questa iniziativa, associazione di non vedenti.


Il meccanismo di funzionamento prescelto tiene conto di quelle che a giudizio degli ideatori sono le effettive esigenze degli utenti: studiando il loro comportamento in casa e soprattutto fuori sono state individuate le situazioni, come la presenza di una scala, un'ascensore, la scelta del binario giusto alla stazione, individuare una toilette, che inducono il maggior stress e causano maggiori problemi a chi è affetto da deficit visivo. Lì si concentra il lavoro svolto: il feedback fornito guida l'utente, e ovviamente la natura digitale del progetto rende le informazioni fornite dinamiche. Se ci sono lavori in corso ed è necessaria una deviazione dal percorso stabilito, basterà inserire queste informazioni nella rete dei sensori per garantire a chiunque visiti la zona di ottenere l'aiuto necessario. E questo tipo di informazioni può anche essere fruito attraverso altre interfacce da altri gruppi di utenti. Uno smartphone, per altro, può funzionare come terminale finale o di transito per tutti: le informazioni possono essere inviate al device dell'individuo che può poi reimpiegarle nel modo che ritiene migliore.
Alice non è un concorrente di Google Glass, non si occupa di arricchire la vita con informazioni aggiuntive rispetto a quelle della realtà-non-aumentata, ma punta a rappresentare una soluzione ai problemi di vista con un approccio più pratico: le città più grandi del mondo dispongono di un gran numero di infrastrutture costruite anche oltre 50 anni fa, spesso senza tener conto in alcun modo dell'accessibilità. A lungo termine Alice ed il progetto Future Cities Catapult proveranno a migliorare l'esperienza urbana degli utenti e per gli sviluppi futuri dovrebbero essere incluse altre "città, aziende, istituzioni pubbliche ed internazionali", dopo la sperimentazione avvenuta a Londra.

A livello universitario, inoltre, sono già diversi i gruppi di ricercatori che stanno cercando di trovare soluzioni e tecnologie per i non vedenti: da ultimo è il MIT a presentare FingerReader, un dispositivo che promette di aiutare a leggere chi non può. FingerReader è un dispositivo (per il momento ingombrante), che si indossa come un anello e che digitalizza al volo i testi che si scorrono con il dito offrendone una lettura vocale.


Restando in campo medico, Google infine sta portando avanti il proprio progetto di lente a contatto smart con specifiche funzioni di controllo della glicemia per i pazienti diabetici. Un accordo stretto con Novartis potrebbe garantire una decisa accelerazione del processo di sviluppo: l'azienda farmaceutica francese ha una vasta esperienza in apparecchi elettromedicali, che unita ai brevetti e alla ricerca di Google potrebbe consentire di arrivare in tempi ragionevoli sul mercato.

Claudio Tamburrino
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1 Commenti alla Notizia Un bracciale per aggirare gli ostacoli
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  • "...basterà inserire queste informazioni nella rete dei sensori per garantire a chiunque visiti la zona di ottenere l'aiuto necessario.".
    E' chiaro che non si parla dell'italia, dove la maggior parte dei provvedimenti sono di facciata, dietro la quale c'è il vuoto pneumatico, e la manutenzione di qualunque cosa, specialmente pubblica, langue mentre la gente è senza lavoro.
    Tuttavia in se' è una buona idea, soprattutto se penso alla incredibile rottura di scatole rappresentata da quelle indicazioni per ciechi, che per servirne uno scassano i marroni a mille tipo i bip-bip, anche notturni, ai semafori, le indicazioni audio ossessive nelle stazioni, ecc.
    Cito solo altre stupidate, fuori tema e solo per sfogo personale, costituite dai cessi pubblici alti un metro, una goduria per le donne, i pulsanti per nani negli ascensori, nei treni, ecc, e amenità similari.
    Alla banda di ipocriti del politicamente corretto vorrei dire due cose: fatevi curare perché non voler vedere la realtà è un malattia, e dopo cercate di inventare regole che tengano conto che il mondo non è fatto da "diversamente abili", ma da persone normalmente abili e quindi l'eccezione deve rimanere tale.
    non+autenticato